Licenziato viene reintegrato grazie alla Legge Fornero tanto contrastata. La storia

Viene licenziato per giusta causa ma poi reintegrato grazie ad una norma della riforma Fornero: cosa è accaduto e motivi del reintegro

Licenziato viene reintegrato grazie alla

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La Legge Fornero tanto contrastata prevede anche diverse tutele che hanno permesso, per esempio, ad un lavoratore che era stato licenziato di essere reintegrato sul posto di lavoro.

La legge Fornero sulle pensioni è nota soprattutto per avere reso la riforma pensionistica decisamente rigida e stringente, aumentando i requisiti per andare in pensione per tutti, estendendo a tutti il metodo di calcolo contributivo della pensione finale, decisamente meno vantaggioso del sistema retributivo, e non avendo considerato determinate specificità lavorativa per la pensione, come quella dei lavoratori della scuola.

Contiene, tuttavia, anche alcune norme che, come accennato, sono di tutela per i lavoratori, come nel caso accaduto a Terni. Cosa è avvenuto al lavoratore licenziato e reintegrato?

Licenziato viene reintegrato per legge Fornero

Le ultime notizie raccontano la storia di un lavoratore di un’azienda di Terni licenziato per giusta causa (anche se lo stesso lavoratore non ha mai saputo quale fosse la giusta causa o comunque il motivo che aveva determinato il suo licenziamento), che è stato poi reintegrato a lavoro, dopo aver fatto causa alla stessa azienda, grazie a quanto previsto dell’attuale Legge Fornero che riconosce la natura ritorsiva del licenziamento stesso.

Secondo il giudice del Tribunale di Terni, la lettera di licenziamento inviata al lavoratore non spiegava chiaramente la giusta causa motivo del licenziamento che quindi non è stato riconosciuto per insussistenza dei fatti.

Riconoscendo la contraddittorietà della lettera di licenziamento al lavoratore, il Tribunale di Terni non ha solo disposto il reintegrato del dipendente a lavoro ma ha anche condannato il datore di lavoro al pagamento di un’indennità risarcitoria commisurata all’ultima retribuzione complessiva dal giorno del licenziamento a quello del reintegro e al contestuale pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali dovuti.

Licenziamento per giusta causa: quando e motivi

Il Tribunale di Terni, dunque, nella lettera di licenziamento al dipendente non ha rintracciato alcuno dei motivi validi tra rientrano tra quelli previsti dal licenziamento per giusta casa. Quest’ultimo, infatti, avviene quando il lavoratore assume un comportamento tale da non permettere la prosecuzione del rapporto lavorativo.

Tra i motivi del licenziamento per giusta causa vi sono: sottrazione ed eventuale divulgazione di dati aziendali sensibili e privati, condotta extralavorativa penalmente rilevante, rifiuto ingiustificato e reiterato di eseguire le proprie mansioni, sottrazione di soldi, mancata protezione di beni aziendali.

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di Marianna Quatraro pubblicato il