Mal di schiena, regole per assenza sul lavoro per malattia e altri diritti lavorativi

Quando il mal di schiena permette di assentarsi dal lavoro e gli altri diritti spettanti al lavoratore in tal caso: cosa c’è da sapere

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Quando il mal di schiena può permettere di assentarsi dal lavoro e quali sono i diritti che spettano al lavoratore che si assenta? Sono tantissime le persone che in Italia soffrono di mal di schiena e per questo, in base al livello di male di cui si soffre, in alcuni casi, il dolore è considerato malattia. Come fare in questi casi con il lavoro?

Mal di schiena: regole per assenza lavoro

Chi soffre di mal di schiena patologici, come ernia, lombalgia, lombo sciatalgia, dolori alle vertebre, scoliosi, può assentarsi dal lavoro ma le regole perché questo accada è la presentazione di certificato medico che accerti la malattia. Non tutti i mal di schiena, infatti, permettono di assentarsi dal lavoro.

Chi, infatti, soffre di mal di schiena per assentarsi può chiedere un certificato al proprio medico che dopo aver effettuato una accurata visita diagnostica certifica i giorni di malattia. Se il dolore è molto intenso e non permette al malato di camminare, quest’ultimo può chiedere al proprio dottore una visita domiciliare ma tocca al medico decidere se effettuare la visita a domicilio o meno, perchè non esiste un diritto assoluto ad ottenere la visita a domicilio.

Il certificato del medico, esattamente come per tutti gli altri certificati per malattia, deve essere inviato telematicamente all’Inps dal medico stesso e il dipendente deve comunque informare il datore della malattia per cui non può recarsi a lavoro. Il dipendente, nei casi di assenza dal lavoro per malattia, deve essere reperibile nelle fasce orarie previste per la visita fiscale e deve astenersi da eventuali sforzi durante la guarigione per rimettersi al più presto e non prolungare troppo la propria assenza dal lavoro.

Durante il periodo di assenza dal lavoro, il dipendente deve essere reperibile nelle fasce orarie previste per la visita fiscale e negli altri momenti della giornata deve evitare di compiere sforzi e tutto ciò che possa ritardare la guarigione per rimettersi al più presto per non privare a lungo l’azienda della propria presenza.

Regole mal di schiena: diritti a lavoro

Tra i diritti spettanti ai lavoratori che si assentano dal lavoro per mal di schiena c’è quello alla retribuzione: la malattia, infatti, viene pagata dall’Inps e in alcuni casi anche integrata dal datore di lavoro. Inoltre, se, terminato il periodo di malattia certificato dal medico, il lavoratore dovesse ancora accusare mal di schiena e non esser pronto a tornare a lavoro, ha il diritto di contestare la valutazione.

Infine, le spese per curare il mal di schiena, al pari di tutte le altre spese mediche, danno diritto alle detrazioni da ottenere con le dichiarazioni dei redditi. Per le spese sostenute per l’acquisto di farmaci, per ecografie, per risonanze magnetiche, tac, ginnastica posturale e riabilitazione (anche in acqua) è infatti possibile usufruire della detrazione del 19%. E la stessa detrazione al 19% vale anche per l’eventuale acquisto del materasso ortopedico ma per avere la detrazione in questo caso serve la prescrizione medica e la fattura intestata al contribuente.

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di Marianna Quatraro pubblicato il