Mobbing sul lavoro 2020 leggi, normative e contratti nazionali in vigore

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Mobbing sul lavoro 2020 leggi, normative

Leggi mobbing sul lavoro 2020

Le leggi in vigore riconoscono espressamente i danni provocati dal mobbing che possono essere di vario tipo. Il mobbing presuppone tre condizioni.

Con il mobbing c'è poco da scherzare anche nel 2020 perché si tratta di quel complesso di comportamenti vessatori ripetuti nel tempo nei confronti del lavoratore che vanno ben al di là del semplice per quanto sgradito rimprovero in pubblico.

Possiamo definirla una vera e propria aggressione rispetto a cui leggi, contratti e normative hanno eretto un sistema di difesa. Può avvenire in diversi contesti, ma con mobbing lavorativo si intendono tutte quelle azioni persecutore, anche e soprattutto di natura psicologica, messe in atto non solo dal datore di lavoro, ma anche dai colleghi.

Nella maggior parte dei casi c'è uno scopo ben preciso alla base di questo comportamento e non è fine a stesso. L'obiettivo è sminuire la vittima ovvero costringerla alle dimissioni. Vediamo dunque in questo articolo

  • Leggi mobbing sul lavoro 2020
  • Casi mobbing e normative in vigore

Leggi mobbing sul lavoro 2020

Secondo le leggi 2020, affinché si possa parlare di mobbing sono necessarie tre condizioni. Innanzitutto la presenza di almeno due soggetti in contrasto tra loro ovvero il mobber (il datore di lavoro o un collega, ad esempio) e il mobbizzato.

In seconda battuta, i comportamenti persecutori messi in atto non devono essere casi isolati, ma l'attività deve essere continua e sistematica nel tempo.

Infine, ma non di minore importanza, alla base di questo atteggiamento c'è la volontà di mettere la vittima in un angolo con l'obiettivo di isolarla, mortificarle e magari allontanarla dal posto di lavoro.

E in base a chi mette in pratiche questi comportamenti, si distingue tra mobbing verticale (da parte del datore di lavoro o di un superiore), mobbing orizzontale (colleghi di lavoro), mobbing collettivo (datore di lavoro come ispiratore e colleghi di lavoro come esecutori).

Le leggi in vigore riconoscono espressamente i danni provocati dal mobbing che possono essere di vario tipo. C'è il danno biologico che consiste nella menomazione dell'integrità psicofisica del lavoratore ed è di natura non patrimoniale e c'è il danno alla professionalità quando è impedito lo svolgimento delle mansioni di competenza.

Ecco quindi il danno patrimoniale che sfocia in un risarcimento e il danno morale con tanto di responsabilità penale. Esiste anche il danno esistenziale per mobbing ovvero il cambiamento in senso peggiorativo della persona otto i profili delle azioni, delle consuetudini, delle affezioni e dunque dell'identità dell'esistenza del lavoratore ma soprattutto della persona.

Il tutto senza dimenticare il possibile allargamento a responsabilità penali di altro tipo come lesioni personali colpose, violenza privata, ingiuria e diffamazione e abuso d'ufficio, solo per citarne qualcuno.

Casi mobbing e normative in vigore

Dinanzi agli innumerevoli casi di mobbing, il primo testo da consultare per difendersi è la Costituzione italiana nelle parte in cui riconosce la tutela della salute come diritto fondamentale dell'uomo, prevede la tutela del lavoro in tutte le sue forme, vieta lo svolgimento della attività economica privata se esercitata in contrasto con l'utilità sociale o qualora rechi danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana.

Si tratta di tre pilastri da cui discendono tutte le altre normative in vigore nel 2020. Il Codice civile, ad esempio, mette nero su bianco l'obbligo per il datore di lavoro di tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei dipendenti. Non solo, ma stabilisce che i fatti dolosi o colposi che provano un danno ingiusto obbligano il responsabile a risarcire il danno.

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