Naspi 2018, quando è finita quali sussidi ci sono attualmente

Quali sono i sussidi di disoccupazione al momento in vigore e cosa potrebbe cambiare con nuovo governo e reddito di cittadinanza

Naspi 2018, quando è finita quali sussid

Naspi 2018 regole quando finisce sussidi attuali


Ancora in vigore quest’anno la Naspi, indennità di disoccupazione erogata dall’Inps a tutti coloro che restano senza occupazione, valida per lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e lavoratori dipendenti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni; apprendisti; soci lavoratori di cooperative personale artistico con rapporto di lavoro subordinato, e che viene eroga per un massimo di 24 mesi. Qualcosa però potrebbe cambiare. Cosa potrebbe cambiare con il nuovo governo Salvini-Di Maio? E quali sono i sussidi attualmente in vigore?

Sussidi attualmente in vigore: quali sono    

La Dis Coll, indennità di disoccupazione per i co.co.co e co.co.pro., rispettivamente collaboratori continuativi e collaboratori a progetto iscritti alla gestione separata Inps, è diventata strutturale ed è stata estesa ad altre categorie di lavoratori iscritte alla Gestione Separata.
I requisiti per richiedere la Dis-coll sono:

  1. perdita involontaria del lavoro, cioè essere stati licenziati;
  2. essere iscritti alla Gestione separata dell’Inps;
  3. non essere pensionati;
  4. aver sottoscritto la DID, dichiarazione immediata disponibilità al lavoro, obbligatorio per ottenere la disoccupazione;
  5. aver versato almeno 3 mesi di contributi Inps a partire dal primo gennaio dell'anno solare precedente al licenziamento.

La Dis-Coll 2018 ha una durata massima di 6 mesi, mentre per quanto riguarda gli importi, la Dis Coll si determina in base al reddito medio mensile, ma in ogni caso, come la Naspi, non può essere superiore a 1.300 euro al mese.

Asdi 2018 e Reddito di inclusione: regole attuali

Una volta terminata la Naspi fino allo scorso anno era possibile richiedere l’Asdi, assegno di disoccupazione, per coloro che al termine della Naspi non avevano trovato ancora una nuova occupazione. Dal primo gennaio 2018 l’Asdi è stata sostituita dal Reddito di inclusione (REI), nuova forma di sostegno al reddito per coloro che sono costretti a vivere in condizioni di gravi difficoltà economiche, e che prevede l’erogazione di un sussidio mensile del valore compreso tra i 190 e i 485 euro per un massimo di 18 mesi e rinnovabili solo dopo 6 mesi di pausa.
Per ricevere il reddito di inclusione bisogna:

  1. essere cittadini italiani o comunitari, o familiari di cittadini italiani o comunitari, non aventi la cittadinanza in uno Stato membro;
  2. avere regolare permesso di soggiorno o permesso di soggiorno permanente;
  3. essere titolari di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria) che siano residenti in Italia da almeno due anni;
  4. avere un reddito Isee di 6mila euro;
  5. impegnarsi nella ricerca attiva di un nuovo lavoro per agevolare il reinserimento del cittadino nel mondo occupazionale;
  6. impegnarsi a frequentare corsi di formazione sempre volti al reinserimento del richiedente il Rei nel mondo occupazionale;
  7. presenza di figli minori, disabili in famiglia, o disoccupati;
  8. nuclei familiari monogenitoriali, come madre single;
  9. mandare obbligatoriamente a scuola i propri figli.

La domanda per avere il nuovo reddito di inclusione, a differenza degli altri sussidi da richiedere all’Inps, deve essere presentata presso i punti per l'accesso al Rei, scelti dai singoli Comuni.

Novità con governo Salvini-Di Maio: cosa cambierà

Con il nuovo governo le cose in fatto di sussidi di disoccupazione potrebbero cambiare soprattutto in virtù dell’istituzione del reddito di cittadinanza. Secondo le ultime notizie, infatti, l’introduzione del reddito di cittadinanza potrebbe portare alla progressiva cancellazione di Naspi e Dis Coll, mentre resterebbe il nuovo reddito di inclusione. Il reddito di cittadinanza, intanto, dovrebbe prevedere l’erogazione di 780 euro a coloro che dimostrano di essere attivamente impegnati nella ricerca di un nuovo lavoro e che aderiscano alle offerte di lavoro provenienti dai centri dell’impiego. Se il beneficiario rifiuta fino ad un massimo di tre proposte di lavoro in due anni, l’erogazione del reddito viene sospesa.