Naspi e sussidi di disoccupazione 2018 destinati ad eliminazione. Quando e come

Naspi e altri sussidi che saranno eliminati appena istituito il reddito di cittadinanza: ancora sconosciuti i tempi precisi di arrivo

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Diversi sussidi di disoccupazione attualmente in vigore, a partire dalla Naspi, potrebbero essere destinati all'eliminazione. Si tratta di una ipotesi di cui ha parlato il leader del M5S, neo ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che ha chiaramente spiegato come l'istituzione del reddito di cittadinanza (de valore di circa 780 euro al mese), cavallo di battaglia da sempre dei pentastellati potrebbe portare all'eliminazione di Naspi, ma anche della Dis Coll, e non solo, perchè li andrebbe a sostituire. Resta da capire quale sarà il futuro del reddito di inclusione una volta avviato il reddito di cittadinanza ma probabilmente anche questo sarà eliminato.

Naspi 2018: come funziona, regole e quando potrebbe essere eliminata

La Naspi è l'indennità di disoccupazione erogata dall’Inps a chi è senza occupazione per licenziamento. La domanda Naspi deve essere inviata all’Inps o direttamente in via telematica al sito dell'Istituto, o tramite Caf e patronati, o, ancora, contattando telefonicamente il numero 803164 gratuito da rete fissa o 06164164 da cellulare.
La Naspi può essere richiesta da:

  1. lavoratori dipendenti con contratti di lavoro a tempo indeterminato;
  2. lavoratori dipendenti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni;
  3. apprendisti;
  4. soci lavoratori di cooperative  personale artistico con rapporto di lavoro subordinato.

Per poter richiedere la Naspi bisogna:

  1. essere in stato di disoccupazione;
  2. aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti il licenziamento;
  3. aver svolto almeno 30 giornate di lavoro effettivo o equivalenti, a prescindere dai contributi versati nei 12 mesi prima dell’inizio del periodo di disoccupazione.

L’importo Naspi non può superare il limite massimo di 1.300 euro. Il tempo di erogazione della Naspi è di un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni e fino ad un massimo di 24 mesi. Considerando quanto spiegato da Di Maio, con l’istituzione del reddito di cittadinanza la Naspi verrebbe eliminata ma i tempi sono ancora sconosciuti.

Stando a quanto riportano le ultime notizie, nei piani di lavoro di Di Maio ci sarebbero innanzitutto i provvedimenti a costo zero, come l’eliminazione dello spesometro e poi l’attuazione di novità per le pensioni e reddito di cittadinanza. Al momento non sono stati comunicati ancora i tempi in cui queste ultime misure arriveranno, forse il prossimo 2019, forse il prossimo 2020 ma comunque ciò che si sa è che non sono interventi imminenti.

Dis Coll: come funziona, regole e quando potrebbe essere eliminata

Stesso discorso di esaurimento della Naspi vale anche per la Dis Coll e negli stessi tempi. Quando cioè verrà istituito il reddito di cittadinanza, o l’anno prossimo o nel 2020, allora sia Naspi che Dis Coll saranno eliminate. Per il momento, però, la Dis Coll, inizialmente misura sperimentale, è diventata strutturale per  co.co.co, collaboratori continuativi, co.co.pro, collaboratori a progetto iscritti alla gestione separata Inps, e altre categorie di lavoratori iscritte alla Gestione Separata.
I requisiti richiesti per la domanda della Dis-coll prevedono:

  1. perdita involontaria del lavoro, cioè essere stati licenziati;
  2. essere iscritti alla Gestione separata dell’Inps;
  3. non essere pensionati;
  4. aver sottoscritto la DID, dichiarazione immediata disponibilità al lavoro, obbligatorio per ottenere la disoccupazione;
  5. aver versato almeno 3 mesi di contributi Inps a partire dal primo gennaio dell'anno solare precedente al licenziamento.

La Dis-Coll 2018 ha una durata massima di 6 mesi e il suo importo si determina in base al reddito medio mensile, ma in ogni caso, come la Naspi, non può essere superiore a 1.300 euro al mese.