Naspi, quando lavorando si tiene l'indennità di disoccupazione. I casi

I casi in cui è possibile richiedere la disoccupazione Naspi nei casi di non perdita involontaria del lavoro: quando è possibile

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La disoccupazione Naspi anche a chi non è stato licenziato può essere erogata ma solo a precise condizioni. Solitamente, infatti, così come stabilito dalla legge, per avere la Naspi bisogna trovarsi in totale stato di disoccupazione ma involontaria, bisogna cioè essere stati licenziati, perchè il licenziamento viene considerata, ovviamente, perdita involontaria del lavoro. Tuttavia, vi sono casi in cui l'indennità di disoccupazione Naspi si può avere senza esser stati licenziati. Quali sono i casi in cui questo può avvenire?

Disoccupazione per chi non è stato licenziato: quando si può avere

Le ultime notizie confermano che si ha la possibilità di richiedere la Naspi quando, per esempio, si presentano dimissioni per giusta casa, per esempio per mancato pagamento regolare dello stipendio, per mancato versamento regolare dei contributi previdenziali, per molestie sessuali o pretese di prestazioni illecite, o per comportamento inadeguato e ingiurioso nei confronti del lavoratore.

La disoccupazione si può richiedere anche nei casi di dimissioni presentate dalla lavoratrice durante la gravidanza e dalla lavoratrice o dal lavoratore durante il primo anno di vita del bambino; o per risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, un accordo con cui datore di lavoro e dipendente decidono di terminare il rapporto lavorativo, per cui alla procedura di conciliazione obbligatoria segue il licenziamento da parte dell’azienda e quindi la possibilità di chiedere la disoccupazione.

Disoccupazione: requisiti necessari per richiedere la Naspi

Per richiedere l’indennità di disoccupazione Naspi bisogna comunque soddisfare determinati requisiti tra cui esser in totale stato di disoccupazione; aver maturato almeno 30 giornate lavorate nell’anno; aver maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi quattro anni; aver dichiarato, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa (Did) e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego.

L’importo della Naspi per la disoccupazione non può superare il limite massimo di 1.300 euro ma, in particolare, il valore per la Naspi 2018 è:

  1. pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, se il reddito è pari o inferiore a 1.195,00 euro;
  2. pari al 75% di questa somma sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile imponibile ed euro 1.195,00, se il reddito medio mensile imponibile è superiore a questo importo.

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