Naspi si può ricevere nel caso ci si licenzi e si diano dimissioni in determinati casi

Quali sono i requisiti e i criteri per fare domanda per la Naspi e casi per avere la disoccupazione per dimissioni: cosa sapere

Naspi si può ricevere nel caso ci si lic

Naspi licenziamento dimissioni determinati casi

La Naspi è, come ormai ben noto, l’indennità di disoccupazione che viene erogata a tutti coloro che restano involontariamente senza lavoro, cioè nei casi di licenziamento. Tuttavia, come confermano le ultime notizie, esistono determinati casi che permettono di ricevere la Naspi per la disoccupazione anche se ci si licenzia o ci si dimette. Vediamo quali sono.

Come licenziarsi senza perdere il diritto alla disoccupazione

Il presupposto per poter presentare la domanda per la Naspi per la disoccupazione è che si sia perso il lavoro involontariamente, cioè si sia stati licenziati. Ma la Naspi 2019 si può avere anche se ci si licenzia ma solo in determinati casi, perché chi si dimette non soddisfa la condizione di perdita involontaria del lavoro, quindi non avrebbe diritto all’indennità di disoccupazione.

Se, però, il licenziamento è motivato da giusta causa, cioè da un evento che non consente di portare avanti il rapporto di lavoro, allora il lavoratore che si licenzia non perde il diritto alla Naspi. Quali sono i motivi di giusta causa per cui il lavoratore si può dimettere senza perdere il diritto a percepire l’indennità di disoccupazione?

Dimissioni per giusta causa

Le dimissioni per giusta causa sono quelle motivate da eventi che, come sopra accennato, non permettono di proseguire il rapporto di lavoro e che sono: mancato pagamento dello stipendio, ma non un semplice ritardo, bensì un inadempimento ripetuto da parte del datore di lavoro; molestie sessuali; mobbing; demansionamento, che compromette la carriera del lavoratore; spostamento del lavoratore da una sede aziendale ad un’altra, senza comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive; mancato versamento dei contributi previdenziali da parte del datore di lavoro; pretesa di comportamenti illeciti da parte del lavoratore dipendente.

Se si presenta una o più delle appena citate condizioni, allora il lavoratore può presentare le dimissioni e licenziarsi senza timore di perdere il diritto all’indennità di disoccupazione Naspi. Il licenziamento per giusta causa, anche se non implica la perdita involontaria del lavoro, infatti, consente di chiede la Naspi all’Inps.

Naspi dimissioni volontarie

Se le dimissioni volontarie nella generalità dei casi non prevedono la possibilità di avere la Naspi, non solo nei casi di dimissioni per giusta causa ma anche in latri casi, permettono di avere comunque la disoccupazione.

La Naspi 2019, infatti, si può richiedere anche se una lavoratrice presenta le dimissioni durante la gravidanza o il primo anno di vita del bambino e in questo caso per accedere alla Naspi le dimissioni devono essere date nel periodo che va dai 300 giorni prima della data presunta del parto fino al compimento del primo anno di vita del figlio; o per risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, un accordo con cui datore di lavoro e dipendente decidono di cessare il rapporto di lavoro, e alla conciliazione obbligatoria segue il licenziamento da parte dell’azienda che permette comunque al lavoratore di chiedere la disoccupazione.

Se mi licenzio nel periodo di prova perdo la Naspi

Nel caso in cui un lavoratore decide di licenziarsi durante il periodo di prova, stando a quanto stabilito dalla normativa, non può fare domanda per la Naspi ma può presentarne richiesta se il licenziamento durante la prova viene deciso sempre per giusta causa.

E ancora: se le dimissioni durante il periodo di prova vengono presentate durante una sospensione della Naspi, non la perde e può riattivare l’indennità disoccupazione precedentemente sospesa.
 

Come dimettersi e ottenere disoccupazione

Per dimettersi e ottenere la disoccupazione, bisogna dunque dimostrare di aver subito uno o più comportamenti non consoni da parte del datore di lavoro, rientranti, appunto, nei motivi di dimissioni per giusta causa e presenare relativa lettera, fermo restando la soddisfazione dei requisiti normalmente richiesti dalla Naspi che prevedono:

  1. aver lavorato almeno 30 giornate nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione;
  2. aver maturato almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione;
  3. aver dato disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa (Did), alla partecipazione a corsi di formazione professionale o specializzazione, e alla ricerca attiva di una nuova occupazione.

La domanda per la Naspi 2019 deve essere sempre presentata all’Inps, o in via telematica, o rivolgendosi a Caf o patronati, o contattando telefonicamente il numero 803164 gratuito da rete fissa o 06164164 da cellulare entro 68 giorni dalla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro. Il lavoratore disoccupato viene iscritto all’Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro) e deve sottoscrivere il Patto di Servizio Personalizzato.

Una volta presentata la domanda per la Naspi 2019, il lavoratore entro due mesi dalla data di cessazione del lavoro, viene convocato dal centro per l’impiego per effettuare il primo colloquio conoscitivo per definire il suo profilo in base alle competenze professionali e valutare così le possibilità di ricollocazione nel mondo del lavoro.

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di Marianna Quatraro pubblicato il