Nuovi compiti e servizi direttamente gestiti dal medico di base per migliorare e semplificare sanità pubblica

di Marianna Quatraro pubblicato il
Nuovi compiti e servizi direttamente ges

Cosa potrebbe cambiare per la sanità con nuovi compiti e responsabilità per medici di base: il nuovo piano del ministro della Salute

Quali sono nuovi compiti e servizi direttamente gestiti dal medico di base per migliorare e semplificare sanità pubblica? Si va verso modifiche, cambiamenti e miglioramenti della sanità italiana, un comparto tanto d’eccellenza per la preparazione di molti medici, quanto decisamente mediocre per quanto riguarda strutture, assistenze e presenza di medici.

Proprio per ‘sistemare’ una situazione decisamente carente, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, inizia a definire novità. Vediamo quali sono e cosa potrebbero prevedere.

  • Al via nuovi compiti e servizi direttamente gestiti dal medico di base
  • Cosa cambia già con nuova figura infermiere di quartiere

Al via nuovi compiti e servizi direttamente gestiti dal medico di base

Mancano negli ospedali italiani medici e infermieri e il ministro della Salute Schillaci punta alla definizione di un piano che rimetta in piedi il comparto, tra nuove case della comunità, assistenza domiciliare integrata, potenziamento del ruolo dei medici di famiglia, i cui compiti potrebbero aumentare in modo da alleggerire i pronto soccorso.

Il piano su cui lavora Schillaci dovrebbe prevedere una valorizzazione dei medici di base e, contestualmente, la formazione di nuove figure professionali di supporto a infermieri e operatori socio sanitari che abbiano una specifica formazione universitaria.

Secondo Schillaci, rafforzare compiti e competenze dei medici di famiglia potrebbe rappresentare una prima strada per il miglioramento di responsabilità e settore, potenziata dalla nuova possibilità per i medici di famiglia di disporre ricoveri ospedalieri senza passare dal pronto soccorso. Con nuova formazione specializzata e nuovi compiti e responsabilità, i medici di base potrebbero essere impiegati a tempo pieno con regolari contratti nei nuovi ospedali di comunità.

Per il ministro della Salute, la valorizzazione del ruolo dei medici di base renderebbe più attrattiva la professione e non ci sarebbe la carenza di medici oggi lamentata. Al tempo stesso, bisognerebbe garantire loro anche una retribuzione decisamente alta.

Oggi tra compiti e doveri del medico di base rientrano i seguenti:

  • misurare la pressione;
  • fare certificati medici;
  • fare prescrizioni mediche per l’acquisto di farmaci;
  • fare vaccini;
  • medicare ferite;
  • eseguire visite e fare prime diagnosi;
  • prescrivere terapie necessarie;
  • prescrivere eventuali esami specialistici ed esami specifici;
  • conservare le cartelle di tutti i propri assistiti, aggiornandole dopo ogni eventuale visita che si affettua;
  • fare visite a domicilio se necessarie.

Cosa cambia già con nuova figura infermiere di quartiere

Un primo passo verso la direzione di semplificazione sanitaria e 'aiuto' è stata l'istituzione della figura dell'infermiere di quartiere. Si tratta di una nuova figura professionale specializzata in terapie riabilitative e socio-sanitarie che deve seguire cure e prevenzione di famiglie intere ma fuori dai contesti e dalle strutture ospedaliere, occupandosi anche di lavori di prevenzione e informazione sanitaria e medica.

La figura dell’infermiere di quartiere è nata a seguito dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del coronavirus per essere a totale disposizione dei cittadini malati. Secondo quanto stabilito, sono diversi compiti e lavori che spettano all’infermiere di quartiere, come:

  • gestire i processi infermieristici collaborando con medico generale e pediatra di base;
  • prendersi cura di salute e bisogni della persona nelle diverse fasi della vita (adulta, infanzia, adolescenza), del contesto familiare e conoscere quelli di comunità;
  • organizzare ed erogare i servizi assistenziali personalizzati per la persona e la famiglia;
  • seguire una o più persone una volta uscite dall’ospedale, garantendo loro la ripresa o il portare avanti le cure previste;
  • promuovere e partecipare ad iniziative di prevenzione e promozione della salute per la collettività; 
  • partecipare alla verifica e monitoraggio dei risultati di salute;
  • organizzare interventi informativi ed educativi per singoli, famiglie e ai gruppi, atti a promuovere modificazioni degli stili di vita;
  • sostenere percorsi di continuità assistenziale tra sociale e sanitario, tra ospedale e territorio e nell’ambito dei servizi territoriali sanitari e sociosanitari residenziali e semi-residenziali;
  • informare sul rischio del sorgere o del complicarsi di malattie croniche;
  • promuovere l’adesione a piani terapeutici e riabilitativi.