Partecipate Pa, più perdite e impiegati nonostante siano in calo

Rischia di perdere credibilità la riforma della pubblica amministrazione nel segno della razionalizzazione delle spese e della riorganizzazione alla luce dell'ultimo rapporto Istat.

Partecipate Pa, più perdite e impiegati

Partecipate Pa in calo ma impiegati aumentano


Gli enti e le partecipate statali nonostante siano in calo costano di più allo Stato e quindi a noi cittadini e paradossalmente gli impiegati sono aumentati. E un ente su quattro  è in complta perdita.

Un altro paradosso tutto italiano? Probabilmente sì perché è in calo il numero delle società partecipate dello Stato italiano, ma i parallelo è in crescita quello degli impiegati stipendiato. E le conseguenze finale, dopo aver tirato una riga, non sono affatto positive. L'impegno di spesa per le casse pubbliche è maggiore e con l'aumento degli stipendi alle viste, il costo sarà ancora maggiore. A fare luce sulla situazione italiana ci ha pensato ancora una volta l'Istat con il solito report periodo. E questa volta i risultati non possono che lasciare interdetti. Come giustificare quell'aumento del 4,3 per cento di impiegati rispetto alla crescita del 2,1 per cento? Fino a che punto dare credibilità al processo di riorganizzazione e di razionalizzazione di risorse economiche e umane di cui questo esecutivo si fa vanto come la principale rivoluzione di questa legislatura?

Le partecipate pubbliche in Italia

Prima di entrare nel cuore del focus per cercare di capire quali sono i settori che assorbono più impiegati nelle partecipate pubbliche e dove sono localizzate, vale la pena evidenziare due aspetti. Sono in perdita quasi una su quattro. L'Istituto nazionale di statistica rilevataperdite per circa 3 miliardi e 800 milioni di euro e utili per oltre 10 miliardi e 600 milioni, con un saldo di circa 6 miliardi e 800 milioni. La dimensione media delle imprese partecipate è pari a 124 addetti, valore che sale a 329 nel caso delle società per azioni. La produzione di servizi è il settore di attività economica con il maggior numero di imprese attive partecipate da un soggetto pubblico. Più esattamente si tratta dei settori

  1. Attività professionali, scientifiche e tecniche con il 14,3 per cento di imprese e il 3,2 per cento di addetti
  2. Trasporto e magazzinaggio con il 10,6 per cento delle imprese partecipate e il 38,1 per cento di addetti
  3. Fornitura di acqua, reti fognarie, attività di trattamento di rifiuti e risanamento con il 12,1 per cento di imprese e 11,1 per cento di addetti)

Per quanto riguarda la localizzazione delle partecipate pubbliche, il maggior numero, come prevedibile per via della presenza di Roma Capitale e degli uffici centrali, si concentra nel Centro Italia con i 55,7 per cento degli impiegati e il 23,5 per cento di partecipate. La distribuzione territoriale con il maggior numero di partecipate è invece il Nord-est che impiega il 13,6 per cento di addetti e presenta una dimensione media di 61 impiegati per impresa. Tra le regioni è la Lombardia ad avere il maggior peso in termini di imprese con il 10,3 per cento degli addetti e una dimensione media di 80 lavoratori per impresa.

Il costo del lavoro delle imprese a controllo pubblico - rileva ancora l'Istat - rappresenta il 9,3 per cento del costo del lavoro del complesso delle imprese dell'industria e dei servizi, con un valore medio per dipendente di 51.320 euro contro un valore medio riferito alla sottopopolazione di riferimento pari a 38.845 euro. Il differenziale maggiore si ha nel settore estrattivo. Sempre per le imprese a controllo pubblico, lo stipendio per dipendente è pari a 36.202 euro contro 27.961 euro del valore complessivo.

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