Poste italiane cerca portalettere. Ma per quale motivo solo diplomati o laureati con voti alti. Il perchè non convince.

Poste italiane cerca portalettere in tutta Italia e numerose sono le persone interessante. Ma ci sono vari dubbi.

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Poste italiane assume portalettere: “Solo laureati o diplomati e coi voti alti. Ma perché?”


Poste italiane annuncia in tutta Italia la ricerca di portalettere, ma il suo annuncio crea acuni interrogativi, ma non solo vi è anche una forte lamentela dei portalettere già assunti che per determinate situazioni di lavoro.

Poste Italiane assunzioni Portalettere

Poste Italiane alla ricerca di nuovo personale da impiegare nelle sedi di Poste di tutta Italia.  La ricerca è volta soprattutto a portalettere. I requisiti richiesti a chiunque volesse candidarsi per l’assunzione, inizialmente con contratto a tempo determinato, sono aver conseguito diploma di scuola media superiore con votazione minima 70/100 o diploma di laurea, anche triennale, con votazione minima 102/110; avere la patente di guida in corso di validità; avere idoneità generica al documentata dal certificato medico rilasciato dalla USL/ASL di appartenenza o dal proprio medico curante; avere il patentino di bilinguismo richiesto per la sola provincia di Bolzano.

Per candidarsi, basta accedere alla pagina Poste Italiane lavora con noi e registrarsi, quindi inoltrare il proprio curriculum vitae entro il 31 luglio 2018.

Se di interesse di Poste, si verrà contattati dall’Ufficio Risorse Umane Territoriali di Poste Italiane che comunicherà al candidato che dovrà sostenere un test di ragionamento logico.

Chi supererà questa prima fase, passerà alla seconda fase della selezione che consiste nella verifica dello stesso presso una sede dell’Azienda, un colloquio e la prova d’idoneità alla guida del motomezzo che sarà effettuata su un motomezzo 125 cc a pieno carico.

Un dubbio sulla necessità della laurea

Un dubbio, però, sulla richiesta della laurea arriva dalla Vicepresidentessa della commissione regionale Pari opportunità, Barbara Congiu, a cui sono seguiti diversi altri interrogativi fino a diventare un argomento su diversi siti online e social. A cosa serve una laurea con votazione minima 102/110 per essere un portalettere o un diloma di media scuola sucola superiore con votazione minima 70/100.

Perchè queste votazioni e perchè è addirittura necessaria la laurea se pur triennale? Alla risposta di qualcuno per diminuire le tante richieste che ci saranno non si può che storcere il naso...

Portalettere in rivolta, la riorganizzazione ci ha peggiorato la vita

La distonia tra dirigenza e portalettere sulla riorganizzazione del lavoro messa in atto di recente dal gruppo Poste Italiane è evidente e può essere colta in maniera diretta andando a leggere i commenti dei dirigenti e dei lavoratori. I primi infatti hanno messo l’accento sul successo dell’operazione. Che non sembra trovare d’accordo per nulla i portalettere che anzi sono in rivolta perché a parere loro ha peggiorato le condizioni di vita e di lavoro. Per non parlare dei cittadini che sono i più colpiti visto che da due mesi a questa parte, stanno ricevendo la corrispondenza in ritardo. Che in alcuni casi è arrivato anche a quindici giorni.

Portalettere dunque sul piede di guerra. La rivolta della base del gruppo Poste Italiane è rivolta nei confronti dell’organizzazione del lavoro che stando a quanto dichiarato dagli stessi lavoratori: “Ci ha peggiorato la vita”. E via con il coro di proteste nei confronti del gruppo dirigente di Poste Italiane reo, secondo i lavoratori, di non ascoltare le criticità evidenziate in questi due mesi. Come ad esempio la riduzione del personale ed il contemporaneo ampliamento invece delle aree di competenza.

La conseguenza ineluttabile è stata che in molti casi i postini sono stati lanciati allo sbaraglio visto che non avevano alcuna conoscenza del territorio che dovevano percorrere per consegnare lettere, pacchi normali e dell’e-commerce, raccomandate oltre ai prodotti dell’editoria. Insomma, sembra proprio che il nuovo modello introdotto dall’azienda non sia in grado di rendere efficiente la consegna della posta. E i portalettere da questo punto di vista vengono danneggiati due volte: alle difficoltà legate al lavoro vero e proprio, si aggiungono anche le lamentele dei cittadini ricevono la posta in ritardo e scaricano tutta la loro rabbia sugli incolpevoli lavoratori. Un ritardo che in alcune circostanze ha raggiunto anche i quindici giorni.

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