Smart working: crescita del 14% in Italia numeri e benefici Paese numerosi

Si stimano in circa 300.000 i dipendenti che oggi in Italia lavorano con il metodo dello smart working. Vediamo le caratteristiche essenziali, i benfici e i principali scogli che si riscontrano in Italia

Smart working: crescita del 14% in Itali

Smart working in crescita in Italia


Lo smart working, il lavoro da casa, cresce in Italia, ma i numeri sono ancora limitati rispetto alle altre nazioni, ma presto tutto potrebbe cambiare

Lo stato dello smart working in Italia è difficile da definire. Se all’estero si tratta di una pratica molto diffusa, in Italia per motivi prettamente culturali il lavoro agile stenta a tenere il ritmo europeo, nonostante ciò si registrano interessanti dati di crescita.

Cos’è lo smart working, cosa si intende?

Prima di andare ad analizzare i risultati dello studio del Politecnico di Milano, è bene definire cosa è lo smart working: è un metodo di lavoro che permette al dipendente di gestire in modo autonomo la sua giornata lavorativa, rendendo il suo lavoro agile, intelligente e adatto alle proprie esigenze del quotidiano garantendo in alcuni casi anche la possibilità di lavorare da casa.

Quali sono i benefici dello smart working?

Lo studio rivela che lo smart working viene scelto dalle aziende per diffondere al suo interno una cultura tra i dipendenti basata sulla fiducia sia nei confronti dell’azienda sia dei dipendenti. Si tratta di una pratica win-win in cui il dipendente ha sì più responsabilità ma anche più autonomia e queste due attitudini portano ad una maggiore fiducia nell’impresa stessa.

Per il dipendente, quindi si aprono tantissime possibilità sulla flessibilità degli orari, sulla possibilità di lavorare da casa e anche in orari segmentati in base alle esigenze anche della sua famiglia.

Quali sono i contro dello smart working?

Gli ostacoli maggiori non sono quelli prettamente pratici, legati in particolar modo alle disponibilità tecnologiche, ma sono più culturali. Si tratta infatti di cambiare la mentalità del classico dipendente italiano sviluppando un rapporto di fiducia nell’azienda, quella stessa caratteristica che una volta acquisita ne comporta tutti i benefici sia per l’impresa che per i dipendenti.

Dati alla mano lo studio rivela, che in base alle 84 imprese analizzate, in Italia sono circa 300.000 i dipendenti che lavorano con la metodologia dello smart working, un trend in crescita del 14% sottolineando il fatto che tutti hanno un contratto da dipendente e non da consulente con P.IVA.

Un aspetto fondamentale per misurare questa fiducia, sono i KPI, ovvero quegli indicatori di performance che evidenziano se l’indipendenza del dipendente e la sua responsabilizzazione stanno portando benefici all’azienda o meno.