Orari e stipendi, si deve pagare o no il tempo per riordinare e pulire a fine turno

di Chiara Compagnucci pubblicato il

Il supporto lavorativo aggiuntivo, che alla fine del mese può tradursi in svariate ore impegnate, deve essere retribuito come straordinario?

Orari e stipendi, si deve pagare o no il

Lavoro a fine turno va pagato?

Si sa, la via lavorativa in un ristorante o in una pizzeria non è affatto semplice. I compiti da svolgere sono tanti e spesso vanno anche al di là di quelli strettamente legati alle mansioni per cui si è stati assunti. Pensiamo ad esempio al lavoro di cameriere che serve ai tavoli, quante volte è capitato che il proprietario del locale abbia chiesto uno sforzo supplementare a fine giornata (o fine nottata) per rimettere ordine alle sale, magari spazzando e lavando il pavimento oppure sistemando i tavoli per il giorno successivo?

Ebbene, la questione può apparire controversa dal punto di vista lavorativo. Da una parte si sono comprensibili gli sforzi del lavoratore a offrire un aiuto supplementare perché in fin dei conti se il ristorante o la pizzeria ha successo, i benefici sono per tutti. Ma dall'altra resta una domanda di fondo: questo supporto lavorativo aggiuntivo, che alla fine del mese può tradursi in svariate ore impegnate, deve essere retribuito come straordinario? Oppure rientra tra le attività volontarie su cui chiudere un occhio? La legge 2019 parla chiaro, scopriamo tutto.

Norme 2019 e lavoro a fine turno?

Ci sono due livelli di regole per capire quando inizia il tempo di lavoro. Innanzitutto c'è quello italiano, secondo cui lo starter comincia non appena il dipendente abbia varcato la soglia d'ingresso dell'ufficio, del ristorante, dell'azienda e termina non appena abbia fatto il percorso opposto. E tutto quanto accade in questo lasso di tempo, variabile in base al tipo di contratto stipulato (part time, full time o secondo un numero di ore stabilito e diverso di giorno in giorno), va pagato in base al contratto nazionale di lavoro di categoria ovvero alle intese sottoscritte tra le parte.

C'è poi un secondo livello ed è quello europeo perché sulla vicenda del tempo di lavoro si è espressa anche la Corte di giustizia dell'Unione europea. L'interpretazione che i giudici comunitari hanno dato (ripresi successivamente anche dalla Corte di Cassazione) prevede che la retribuzione del dipendente va assicurata per tutto il tempo in cui le energie di quest'ultimo sono a disposizione dell'orario di lavoro, anche se temporaneamente non utilizzate per qualunque ragione (mancanza di clienti, ad esempio).

Lavoro a fine turno va pagato?

Sulla base delle disposizioni legislative e delle sentenze dei tribunali risulta allora chiaro che nulla è dovuto al lavoratore se il tempo per riordinare e pulire locale a fine turno rientra nella quantità di ore prevista dal contratto nazionale di lavoro. Si ricorda che, in assenza di norme specifiche, il numero di ore settimanali (straordinari inclusi) è pari a 40, al netto di deroghe ed eccezioni.

Al contrario, se il tempo necessario per eseguire queste mansioni dovesse sforare il monte ore, allora scatta lo straordinario a carico del datore di lavoro con tanto di indicazioni in busta paga. Un'ultima precisazione nell'orario di lavoro rientra anche il tempo tuta, ossia il tempo necessario ovvero il tempo per indossare l'eventuale divisa aziendale, spesso richiesta per chi lavora nell'ambito della ristorazione.

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