Ore eccessive di lavoro devono essere pagate. Importante sentenza Cassazione

C'è un limite secondo la Corte di Cassazione da non oltrepassare affinché non scatti il risarcimento per danno non patrimoniale di tipo psico-fisico.

Ore eccessive di lavoro devono essere pa

Risarcimento danni per lavoro straordinario

Sì agli straordinari, ma solo fino a un certo punto perché poi scatta il risarcimento danni da parte del datore di lavoro. A porre un limite a ci ha pensato la Corte di Cassazione che, intendiamoci, non dice no al lavoro straordinario, ma a quelle ore che vanno al di là di quelle concordate. E di mezzo non c'è solo la questione economica, ma un danno non patrimoniale di tipo psico-fisico.

Si tratta di un principio importante perché riconosce la determinazione di un diritto per il lavoratore oltre a quello di percepire le differenze retributive maturate e non corrisposte, a prescindere dal consenso dato in precedenza allo svolgimento del lavoro straordinario.

Risarcimento danni per lavoro straordinario, quando scatta

C'è dunque un limite secondo la Corte di Cassazione da non oltrepassare affinché non scatti il risarcimento per danno non patrimoniale di tipo psico-fisico. I giudici si sono espressi in seguito al ricorso di un addetto al servizio di vigilanza di una società che ha lamentato il mancato pagamento di una retribuzione adeguata sulla base del lavoro svolto ovvero carico di ore superiore rispetto a quello previsto dal Contratto nazionale di lavoro di categoria.

Tanto per intenderci, non avrebbe quasi mai usufruito del riposo settimanale. Ebbene, secono i giudici nel tempo una situazione di questo tipo non può che provocare un danno da usura psico-fisica differente dal danno biologico.

E a sostegno della propria tesi, la Corte ricorda l'articolo 36 della Costituzione secondo cui il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. Tutte indicazioni che sarebbero inevitabilmente venute meno nel caso del dipendente dell'istituto di vigilanza.

Rispetto al conteggio delle ore prestate in base al tetto massimo, i giudici ritengono che, il conteggio della media delle ore deve avere riguardo ai periodi effettivamente lavorati e non alla media annua, con detrazione dei soli periodi di ferie e di sospensione dell'attività lavorativa. Già in passato la Corte di Cassazione aveva precisato che il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno non patrimoniale se il fatto illecito viola di diritti della persona, in primis il diritto alla salute, se il risarcimento è previsto anche al di fuori delle ipotesi di reato, se il fatto integra una fattispecie di reato.

Lavoro straordinario, non basta l'accordo tra le parti per quello extra

E c'è un altro particolare destinato a fare la differenza nel rapporto tra lavoratore e datore ovvero nella gestione delle ore di lavoro straordinario. Non basta l'accordo tra le parti per giustificare l'impiego extra contrattuale. E in questo caso c'è una disposizione del codice civile che parla chiaro (esattamente l'articolo 2087), quella secondo cui l'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

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di Luigi Mannini pubblicato il