Passaggio da full time a part time è un diritto o no del dipendente

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Passaggio da full time a part time è un

Passaggio da full time a part time

Il passaggio da impiego da full time a part time è dunque una decisione importante da valutare con attenzione per via delle immediate conseguenze. Ma quando è possibile?

Possono essere numerose le ragioni per un lavoratore decida di trasformare il proprio rapporto di dipendenza da tempo pieno e tempo parziale ovvero da full time a part time.

I motivi possono essere di carattere personale ovvero la volontà di trascorrere un tempo maggiore con la propria famiglia o più genericamente per il tempo libero. Ma anche di carattere economico, ad esempio quando si prospetta una nuova proposta lavorativa, naturalmente part time.

O semplicemente possono essere prevalenti ragioni di stanchezza e dunque di difficoltà fisica o mentale di lavorare per 8 ore al giorno. In fondo, non tutte le occupazioni sono uguali e alcune di queste sono certamente più stancanti e logoranti di altre. Vediamo in questo articolo

  • Passaggio da full time a part time
  • È un diritto del dipendente il passaggio al part time
  • Chi ha diritto e chi priorità

Adesso ci interessa quindi capire se il passaggio da full time a part time è un diritto o no del dipendente ovvero se lo può fare liberamente o è soggetto a limiti o vincoli.

Passaggio da full time a part time

Per lavoro full time si intende quello a tempo pieno ovvero della durata di 8 ore al giorno per 5 giorni a settimane. Il lavoro part time prevede la riduzione di questo impegno di base e l'impegno del lavoratore è a mezzo servizio. Ed esistono anche differenti tipologie di impiego con modalità part time.

Può essere infatti orizzontale o verticale ovvero la riduzione è su base oraria al giorno o di giornate di lavoro a settimana. Va da sé che la riduzione dell'orario di lavoro viaggia di pari passo con quello dello stipendio, dei contributi versati e di tutte le voci indicate fedelmente in busta paga.

Il passaggio da impiego da full time a part time è dunque una decisione importante da valutare con attenzione per via delle immediate conseguenze sia per il lavoratore stesso e sia per il datore di lavoro.

È un diritto del dipendente il passaggio al part time

Se questo è il quadro generale, possiamo adesso entrare in quello particolare rispondendo alla domanda se sia un diritto del dipendente il passaggio al part time al full time.

La risposta è negativa perché si tratta di una opzione ma non di un diritto. In buona sostanza è indispensabile un accordo tra lavoratore e datore di lavoro ovvero che entrambi sia d'accordo sulla base delle rispettive esigenze.

L'azienda può infatti rifiutare di concederlo per ragioni di organizzazione interna del lavoro così come concederlo se, ad esempio, ha intenzione di trovare una nuova figura. Ci sono però casi particolari perché il diritto scatta per i lavoratori che, sulla base dell'esito della visita da parte della Commissione medica dell'Azienda sanitaria del territorio di appartenenza, è affetto da malattie oncologiche.

Stessa cosa per le lavoratrici inserite in percorsi di protezione contro la violenza di genere.

Poi c'è il caso dei lavoratori per cui i passaggio da full time a part time è una priorità quando si fa la domanda e non un diritto.

Si tratta dei lavoratori con figlio convivente di oltre 13 anni o con figlio convivente portatore di handicap; dei dipendenti che assistono una persona convivente con grave inabilità lavorativa ovvero con invalidità al 100% e necessità di assistenza continua; di coniuge, figli o genitori colpiti da patologie oncologiche o gravi patologie cronico degenerative ingravescenti.

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