Pausa caffè al lavoro a chi spetta, orario, durata. Le regole e leggi attuali

di Marianna Quatraro pubblicato il
Pausa caffè al lavoro a chi spetta, orar

Pausa lavoro caffè, regole aggiornate 2019

La durata e le modalità della pausa caffè e più in generale dei momenti di stacco sono stabilite dalla contrattazione collettiva. Ma va recuperata? E possono licenziarmi?

Ma è concessa la pausa caffè al lavoro? O si tratta di una semplice consuetudine che si instaura nei rapporti aziendali? Ovviamente per pausa caffè intendiamo l'interruzione per pochi minuti dai propri compiti e di conseguenza può essere interessa come pausa sigaretta lavoro o più in generale come pausa di lavoro. Cosa prevede il Contratto nazionale di lavoro, anche in relazione al tema più generale della pausa nel lavoro a turni?

Sono tante le domande che hanno bisogno di una risposta, compresa quella relativa alla gestione di questo momento: la pausa caffè va recuperata? E ci sono importanti sentenze sulla pausa caffè da ricordare? Entriamo allora nel dettaglio delle norme aggiornate del 2019 cercando di chiarire questi dubbi.

Pausa lavoro caffè, regole aggiornate 2019

La durata e le modalità della pausa caffè e più in generale dei momenti di stacco sono stabilite dalla contrattazione collettiva. Significa che non siamo davanti a una concessione del datore di lavoro, ma a un diritto del lavoratore stesso. La norma di base prevede che il dipendente abbia diritto a un intervallo quando le mansioni per cui è stato assunto eccedano le sei ore nell'ambito dell'orario di lavoro. L'intenzione del legislatore è permette il recupero delle energie, anche e soprattutto mentali, che acquista un valore maggiore nel caso di svolgimento di lavoro ripetitivo e monotono.

Occorre però precisare che non tutti i contratti di lavoro hanno messo nero su bianco la disciplina della pausa caffè. In questo caso occorre fare riferimento alle regole generali, secondo cui il lavoratore ha diritto a un intervallo di almeno 10 minuti.

Pausa caffè, possono licenziarmi?

Le norme 2019 stabiliscono in maniera chiara che il periodo di pausa caffè può essere fruito anche sul posto di lavoro e non può essere monetizzato. Ma attenzione: la fissazione del momento in cui godere della pausa caffè è nelle mani del datore di lavoro che può indicare una fascia oraria ben precisa sulla base delle esigenze organizzative. Di conseguenza la risposta è affermativa: possono licenziare il lavoratore per la pausa caffè se non rispetta le disposizioni interne. Lo confermano recenti sentenze della Corte di Cassazione e del Tar.

Si ricorda infatti il caso del bancario che aveva respinto l'operazione di un cliente per l'esigenza di concedersi una pausa caffè. Il tutto aggravato dall'aver lasciato la cassa aperta e i valori incustoditi. Il dipendente ha opposto si è difeso ricordando la consuetudine aziendale di allontanarsi per la pausa caffè senza chiedere l'autorizzazione. Ma per i giudici la sua condotta è stata illecita.

La pausa caffè va recuperata

Norme alla mano, la pausa caffè - oltre a non essere retribuita - non va calcolata come lavoro ai fini del superamento dei limiti di durata. Di conseguenza il tempo impiegato per la pausa può essere recuperato con una corrispondente prestazione lavorativa, soprattutto se l'assenza viene registrata con sistemi di rilevazione elettronici o attraverso la timbratura al rientro del lavoratore.

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