Ancora un vertice di maggioranza su novità pensioni. Le posizioni dei partiti e resoconto

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Da salario minimo a novità pensioni, non autosufficienza e ammortizzatori sociali: cosa è emerso dal nuovo vertice di maggioranza tenutosi nei giorni scorsi

Si è tenuto lunedì 17 febbraio un nuovo vertice di maggioranza: sul tavolo del governo temi centrali, dal salario minimo alle pensioni, agli ammortizzatori sociali e non solo. Il Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha parlato di incontro ‘proficuo e positivo’. Vediamo cosa è stato detto nel corso del nuovo vertice.

Il resoconto e le parole del Ministro Catalfo su pensioni e non solo

Il ministro del Lavoro Catalfo, dopo aver annunciato un accordo vicino sul salario minimo, novità su cui si discute da tempo e che dovrebbe essere finalmente fissata a 9 euro lordi all’ora, ha anche fatto riferimento al tema novità pensioni, sottolineando che nel corso del vertice si è parlato di definire un percorso di lavoro condiviso che punti alla definizione di:

  • nuove forme di flessibilità in uscita;
  • pensione di garanzia per giovani e lavoratori discontinui;
  • incentivi per la previdenza complementare;
  • aumento delle pensioni.

Stando a quanto riportano le ultime notizie e a quanto emerso dal nuovo vertice di maggioranza, in agenda, insieme alle pensioni, anche:

  • nuova legge per la non autosufficienza e fondi e interventi per invalidi e disabili
  • ammortizzatori sociali;
  • occupazione e formazione;
  • nuove tutele del lavoro autonomo.

Il Ministro Nunzia Catalfo ha spiegato che le pensioni flessibili sono una delle priorità dell'Agenda del Governo Conte e che proposte al più presto verranno formulate con l'obiettivo di poterle condividerle quanto prima con i sindacati, dopo aver ascoltato le varie eisgenze che prevedono una forma di uscita anticipata utilizzabile per tutti, ma con particolare attenzione  a facilitazioni per le donne, precoci e usuranti.

Non solo, sempre per quanto riguarda le pensioni, il Ministro Catalfo ha sottolineato la volontà di un aumento delle pensioni in essere all'interno della riforma fiscale, cosa per la quale si era già impegnato il premier Conte, senza imenticare la promessa dello stesso per la legge sulla non autosufficienza e maggiori fondi per invalidi e disabili.

Le posizioni dei partiti di maggioranza presenti al vertice e idee espresse

Presenti al vertice di maggioranza insieme al ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo;

  • esponenti del M5S, come Maria Assunta Martisciano, Claudio Cominardi e Davide Tripiedi;
  • esponenti del Pd;
  • esponenti di Leu e Italia Viva.

Proprio gli esponenti di Italia Viva sono quelli che nel corso del vertice hanno rilanciato su eliminazione e contrarietà alla quota 100, non una novità di Italia Viva, ribadendo al governo come parte delle risorse impiegate per la pensione a 62 anni di età e con 38 anni di contributi debbano essere liberate per altre misure, come quelle per i giovani e a sostegno dell’occupabilità.

Tuttavia, ha specificato il capogruppo di Italia Viva, Camillo D’Alessandro, la proposta IV non significa cancellare del tutto quota 100 ma verificare l’effettiva domanda e destinare altre risorse per ulteriori necessità.

La sottosegretaria al Lavoro, Francesca Puglisi del Pd, in riferimento al vertice di maggioranza tenutosi ha parto di ‘passi avanti positivi su lavoro, salario minimo e pensioni’ anche se la strada da percorrere è ancora decisamente lunga. La stessa Puglisi ha avanzato una nuova proposta per la flessibilità in uscita per la pensione a 64 anni di età e 35 di contributi, senza penalizzazioni, insieme a:

  • riconoscimento di un anno di contributi in più alle mamme per ogni figlio e senza limiti di figli;
  • istituzione di una pensione di garanzia per i giovani fino a 750 euro al mese, a integrazione dei contributi versati, a condizione di avere almeno 20 anni di contributi;
  • potenziare e rendere strutturale l’Ape social per lavori gravosi e usuranti, con l’obiettivo di inserire nella lista delle occupazioni gravosi anche commercianti e artigiani.

Per il Movimento 5 Stelle le pensioni flessibili, non toccando quota 100, sono una degli obiettivi fondamentali, con forme di sostegno tramite contributivi figurativi o pensioni ad hoc per le donne, precoci e persone impegnati in lavori usuranti.

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