Andare in pensione per i nati nel 1956 nel 2019, quali alternative ci sono ora e potenziali e pensione vecchiaia

di Marianna Quatraro pubblicato il
Andare in pensione per i nati nel 1956 n

regole pensione 2019 nati 1956 alternative

Quali sono le regole per la pensione di vecchiaia per i nati nel 1956: quando andranno in pensione e come. Cosa c’è da sapere

Per andare in pensione di vecchiaia, i nati nel 1956 devono raggiungere i 67 anni e sei mesi di età e maturare almeno 20 anni di contributi. Dal primo gennaio 2019, infatti, per effetto dell'adeguamento dell'età pensionabile all'aumento delle aspettative di vita Istat, per andare in pensione bisognerà raggiungere i 67 anni di età ma, come riportano le ultime notizie, l'attuale riforma pensioni ha previsto un ulteriore aumento dell'età pensionabile dal bienni 2021-2022, quando per andare in pensione serviranno ulteriori tre mesi di età che aumenteranno ancora nel 2023, arrivando pertanto a 67 anni e sei mesi.

Regole pensione: cosa succede ai nati nel 1956

Dunque, i nati nel 1956 nel 2019 andranno in pensione di vecchiaia a 67 anni, requisito che nel 2023 raggiungerà i 67 anni e sei mesi di età e 20 anni di contributi, secondo gli aumenti previsti dalla legge Fornero. I nati nel 1956 dal mese di giugno, in poi, però, andranno in pensione nel 2024. In particolare, i nati a giugno 1956 maturano i contributi dicembre 2023 e la decorrenza della pensione da primo gennaio 2024; i nati a luglio 1956 maturano i contributi gennaio 2024 e la decorrenza della pensione dal primo febbraio 2024; i nati ad agosto 1956 maturano i contributi febbraio 2024 e la decorrenza della pensione dal primo marzo 2024 e così via.

Pensione per i nati nel 1956 nel 2019: alternative alla pensione di vecchiaia

Per i nati nel 1956 esistono però alternative all’obbligo di dover raggiungere i requisiti di pensione appena riportati per collocarsi a riposo. La prima alternativa è rappresentata dalla pensione anticipata che prevede il raggiungimento, per quest’anno, di 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, requisito che aumenterà di un anno il prossimo 2019 quando serviranno 42 anni e 3 mesi di contributi per le donne e 43 anni e 3 mesi per gli uomini. Nel 2021, si passerà ancora a 42 e 6 mesi per le donne e 43 e 6 mesi per gli uomini, mentre nel 2023 bisognerà maturare 42 anni e 9 mesi di contributi per le donne e 43 anni e 9 mesi di contributi per gli uomini.

Insieme a questa attuale alternativa, si potrebbero poi considerare le alternative potenziali se saranno approvate dal nuovo governo le novità per le pensioni attualmente al vaglio, vale a dire quota 100, che permetterebbe di andare in pensione prima a partire da 64 anni di età e 36 anni di contributi, e quota 41, che permetterebbe a tutti i lavoratori precoci che hanno iniziato a lavorare da giovanissimi di andare in pensione avendo maturato 41 anni di contributi e a prescindere dal requisito anagrafico. Si tratta, però di alternative al momento solo potenziali, considerando che non si ha alcuna certezza della loro approvazione, soprattutto all’indomani delle ultime notizie sulla ribadita contrarietà alla loro introduzione nell’immediato da parte del ministro dell’Economia Tria.

Iscriviti al nostro gruppo Facebook sulle pensioni per rimanere aggiornato su tutte le novità:
Seguici su Facebook, clicca su "Mi Piace":