Ape Social, la veritÓ su tante domande rifiutate e soldi risparmiati che nessuno tocca

di Marianna Quatraro pubblicato il
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L'Ape Social ritorna al centro delle discussioni. Una forma di anticipo per le pensioni che ha tanti paletti e che Ŕ resa ancora pi¨ complessa da ulteriori problemi burocratici. E poi il paradosso dei soldi risparmiati che nessuno vuole usare

L'Ape Social è stata introdotta nel 2017 e sarà valida anche nel 2020 con la proroga della stessa. Una novità per le pensioni, sin dall'inizio molto discussa, ma che oggi presenta vari elementi, o anche della verità, poco dette, quasi taciute, che la mettono ancora al centro dell'attenzione.

Ape Social la verità sulle domande accettate e sui numeri totali

Dal 2017 anno in cui è entrata in vigore l'Ape Social ha permesso di far andare in pensione anticipata quasi 56mila persone, un numero davvero esiguo, questo anche per colpa dei tanti paletti che questo sistema di pensionamento presenta.

Se è vero, infatti, che l'Ape Social spetta a lavoratori usuranti, disoccupati, invalidi e disabili e cargiver, è anche vero che i limiti posti e i requisiti richiesti sono numerosi.

Ma il vero problema è anche l'alta burocrazia e le difficoltà che si hanno di far approvare la propria domanda di pensione. E, infatti, se oltre 50mila persone sono riuscite a smettere prima di lavorare grazie all'Ape Social, almeno altri 60mila hanno visto la propria domanda rifiutata.

E tra questi, soprattutto, i lavoratori usuranti, per la difficoltà, noostante l'aiuto delle aziende di cui fanno parte, a certificare di fare una delle mansioni considerate usuranti per almeno 7 anni degli ultimi 10 anni oppure 6 degli ultimi 7. (senza dimentiare che pochi sono i lavoratori considerati usuranti)

Rigidità burocratiche che colpiscono in misura minore i cargiver e i disabili e invalidi, ma anche loro per la documentazione richiesta si sono visti rifiutare parecchie pratiche. 

E' andata meglio ai disoccupati, anche perchè di più facile certificazione, che hanno visto la maggior parte delle loro richieste accettate. 

Dunque, un sistema già con tanti problemi alla base, che diventa ancora più problematico nel concreto quando si fa domanda.

Ape Social e i risparmi avuti, che nessuno vuole toccare

E proprio per questo motivo, l'INPS ha certificato nell'ultimo periodo che l'Ape Social ha avuto risparmi di quache decina di milioni che saranno gli stessi, più o meno del'anno prossimo, e che grazie a queste risorse, insiema a quelle di altre forme pensionistiche minori ci potrebbero essere soldi per fare degli interventi subito per le novità per le pensioni anticipate che la stessa INPS ha dichiarato interessanti e validi più volte.

Il denaro disponible sarebbe dell'ordine di alcune centinanai di milioni di euro e permetterebbe di migliorare l'Ape Social stessa per lavoratori usuranti o le altre categorie che abbiamo visto o anche inserire al suo interno i precoci, che non hanno al momento nessuna facilitazione.

O, invece, studiare altre forme, come bonus contributivi per le pensioni per le donna o per i precoci stessi.

Nonostante questi soldi disponibili, nessuno al momento sta facendo nulla. Nessun emendamento presnetato nella Legge di Bilancio, nessuna proposta. Ancora una volta manca la volontà più importante, ovvero quella politica