Ape Volontaria: domande rifiutate per differenti ragioni più di Ape Social e Quota 41 già molte respinte

Domande già respinta per accesso ad ape social e quota 41 e condizioni per accettazione delle domande per l’ape volontaria. Cosa sapere

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Dopo le ulteriori informazioni riportate nel decreto attuativo relativo all’ape volontaria ma che ancora non specificano la precisa entità dei tassi di interesse che saranno applicati dalle banche alla rata di rimborso del prestito pensionistico che erogheranno, tramite l’Inps, a coloro che decideranno di andare in pensione prima con l’ape volontaria e che, come confermano le ultime notizie, è l’elemento fondamentale per valutare quanto sarà effettivamente conveniente anticipare l’uscita solo di qualche anno con la stessa ape volontaria, le ultime e ultimissime notizie riguardano gli esiti di domande per l’accesso all’ape social, alcune già rifiutate e i motivi che possono portare a rifiutare le domande di accesso all'ape volontaria. E per differenti motivi.

Domande ape volontaria rifiutate: ragioni e motivi

Stando a quanto riportano le ultime notizie, a prescindere dalle domande già rifiutate per l’ape social, le banche respingeranno le richieste di pensione anticipata con l’ape volontaria nei casi in cui:

  1. coloro che ne facciano domanda abbiano subito protesti;
  2. coloro che ne facciano domanda abbiano debiti scaduti da oltre 90 giorni;
  3. coloro che ne facciano domanda siano segnalati nella Centrale dei Rischi della Banca di Italia.

Si sapeva già che le banche avrebbero potuto valutare la domanda di accesso all'ape volontaria per andare in pensione prima, non prevedendo nulla di scontato per quanto riguarda la stessa accettazione. E i cattivi pagatori sono i primi che finiranno nel mirino delle risposte negative e che non potranno avere accesso alla pensione prima con l'ape volontaria. Secondo quanto precisato, infatti, chi chiederà di uscire prima con l'ape volontaria non deve:

  1. avere, nei confronti delle banche o di altri operatori finanziari, debiti scaduti o sconfinanti  e non pagati da oltre novanta giorni;
  2. essere attualmente registrato negli archivi della centrale dei rischi gestita dalla Banca d'Italia;
  3. aver ricevuto comunicazioni relative all'iscrizione in un sistema di informazioni creditizie gestito da soggetti privati, per l'inadempimento di uno o più prestiti, quali mutui, finanziamenti o altre forme di indebitamento;
  4. avere pignoramenti in corso o estinti senza integrale soddisfazione dei creditori;
  5. avere protesti a proprio carico.

Se per la richiesta di ape volontaria ci si potrebbe preparare ad assistere ad una serie di rifiuti, per quanto riguarda le richieste di ape social e quota 41 sono già state respinte dall'Inps moltissime domande per 'motivi amministrativi'. Tuttavia la risposta per 'motivi amministrativi' non era contemplata tra le opzioni di possibile risposta da parte dell'Inps. Stando alle procedure, infatti, dall’Istituto di Previdenza avrebbero dovuto semplicemente rispondere ‘si’ nel caso di accettazione della pratica o ‘no’ nel caso di pratica rifiutata, per cui la risposta per ‘motivi amministrativi’ sta creando, come facilmente immaginabile, non poco caos, considerando che oltre questa semplice dicitura non è stata addotta alcun’altra ragione.

Regole per richiesta di ape volontaria

L’ape volontaria, per coloro cui sarà accetta la domanda dalle banche, sarà una novità per le pensioni retroattiva al primo maggio 2017, data entro la quale avrebbe già dovuto entrare in vigore, e prevede l’erogazione da parte delle banche, tramite Inps, di un prestito pensionistico che avrà una durata minima di sei mesi e una durata massimo di 43 mesi con un importo che oscillerà tra un minimo di 150 euro mensili e in un massimo compreso tra il 75 ed il 90% della pensione netta maturanda.

I requisiti per la richiesta dell’ape volontaria prevedono:

  1. aver raggiunto 63 anni di età al primo maggio 2017;
  2. aver maturato almeno 20 anni di contributi;
  3. aver una pensione non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo Inps, e vale a dire di circa 702,65 euro al mese;
  4. la sottoscrizione di convenzioni con Abi e Ania per l’erogazione del prestito e l’assicurazione di copertura di eventuali costi residui del prestito in caso di premorienza del richiedente.

Chi chiederà di andare in pensione prima con l’ape volontaria dovrà restituire il prestito avuto dalle banche con un piano di rimborso 20ennale a partire dal momento di raggiungimento dei normali requisiti di pensione attualmente richiesti di 66 anni e sette mesi.

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