Aspettative di vita, pensione anticipata a 42 anni e 10 mesi decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale. Cosa succede ora Parlamento

Pubblicato il decreto pensioni in Gazzetta Ufficiale: atteso iter parlamento per andare in pensione anticipata con blocco delle aspettative di vita

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Oggi lunedì 28 gennaio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto pensioni di quota 100, blocco delle aspettative di vita a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, proroga di ape social e opzione donna ancora per un anno, ma si tratta di novità che fino al termine dell’iter in Parlamento non saranno effettivamente in vigore. Vediamo cosa prevede il testo sulle aspettative di vita e cosa aspettarsi dall’iter parlamentare.

Aspettative di vita: cosa prevede il decreto pubblicato

Il decreto pensioni pubblicato in Gazzetta Ufficiale, stando a quanto riportano le ultime notizie, in merito al blocco delle aspettative di vita conferma la misura riguardante l’adeguamento dei requisiti della pensione anticipata. Fino al primo gennaio 2019, per andare in pensione anticipata gli uomini dovevano raggiungere 41 anni e dieci mesi di contributi, un anno in meno per le donne, che si fermavano a 41 anni e dieci mesi di contributi. Poi, stando a quanto previsto dall’attuale legge Fornero, dal primo gennaio 2019, esattamente come per i requisiti della pensione di vecchiaia, per effetto dell’adeguamento alle aspettative di vita Istat, i requisiti per la pensione anticipata sono aumentati di cinque mesi, sia per gli uomini che per le donne. Tuttavia, il decreto pensioni approvato dal governo prevede un blocco di tale aumento, blocco che, secondo le ultime notizie, dovrebbe essere strutturale, a meno di successivi ulteriori cambiamenti.

Dunque, restano confermati i requisiti già in vigore per la pensione anticipata, vale a dire 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi di contributi per le donne. Tuttavia, lo scatto avvenuto il primo gennaio 2019 ad oggi sussiste ancora perché fino a quando il decreto non arriverà al termine dell’iter in Parlamento divenendo legge, non si potrà andare in pensione con i vecchi requisiti. E il caso di chi vorrebbe andare in pensione anticipata è decisamente emblematico: chi, per esempio, ha maturato i 42 anni e 10 mesi di contributi per andare in pensione anticipata, teoricamente stando a quanto previsto dal decreto potrebbe uscire, ma non essendo stato ancora convertito in legge, vale l’aumento di cinque mesi scattato dal primo gennaio 2019 dovuto all’adeguamento alle aspettative di vita per cui bisogna continuare a lavorare.

Ricordiamo che il blocco dell’aspettativa di vita, proprio perché dovrà azzerare lo scatto dei requisiti del primo gennaio, sarà retroattivo ma fondamentalmente prevederà un vantaggio per l’uscita di soli due mesi perché anche per andare in pensione anticipata varrà comunque la finestra trimestrale da considerare.

Pensioni aspettative di vita: uscita dopo iter in Parlamento

Quando allora si potrà andare in pensione anticipata con i vecchi requisiti senza considerare lo scatto? La domanda di pensione anticipata con i vecchi requisiti si potrà iniziare a presentare, presumibilmente, dal prossimo mese di marzo, quando l’iter in Parlamento, solitamente della durata di 60 giorni, dovrebbe concludersi con la conversione ufficiale del decreto in legge e dopo l’arrivo delle successive circolari attuative da parte dell’Inps.

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