Aumento età pensioni dal 2023 ci sarà o no. Ecco la verità e cosa succederà

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Aumento età pensioni dal 2023 ci sarà o

Nel 2023 aumento dell'età delle pensioni

Una recentissima circolare dell'Inps ha congelato l'aumento dell'età pensionabile sulla base del parallelo aumento delle speranza di vita Istat per il biennio 2021-2022. E poi?

Puntuale come ogni anno, anche nel 2020 torna al centro dell'attenzione la questione dell'aumento dell'età delal pensione. Quando accadrà? Da quando occorrerà lavorare mesi o anni in più prima del ritiro a vita privata?

I punti fermi sono due: il primo è l'attuale sistema della pensioni che prevede un progressivo aumento dell'età sia per gli uomini e sia per le donne fino alla completa equiparazione; il secondo è una recentissima circolare dell'Inps che ha congelato l'aumento dell'età pensionabile sulla base del parallelo aumento delle speranza di vita Istat.

Lo ha fatto per il biennio 2021-2022 chiarendo quali sono i requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici adeguati agli incrementi della speranza di vita.

Ma anche quali sono i requisiti anagrafici e contributivi per la pensione di vecchiaia e quella anticipata, quelli per la pensione anticipata per i lavoratori precoci e con il sistema delle cosiddette quote.

Il blocco dell'aumento delle pensioni è però riferito al biennio 2021-2022 e di conseguenza ci chiediamo cosa accadrà nel 2023: sarà un anno critico per chi decide di andare in pensione. Vediamo quindi in questo articolo

  • Nel 2023 aumento dell'età delle pensioni
  • Cosa succederà alle pensioni dal 2023

Nel 2023 aumento dell'età delle pensioni

Per i prossimi due anni c'è quindi poco da temere perché l'Inps ha bloccato l'aumento dell'età della pensione per uomini e donne.

Significa che non occorre lavorare di più prima di accedere al trattamento previdenziale ovvero 3 mesi ogni 2 anni. E lo ha fatto perché l'aumento delle speranze di vita Istat è rimasto invariato.

Tradotto in termini pratici, dal primo gennaio 2021 al 31 dicembre 2022 il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia per gli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive e alla gestione separata dell'Inps è di 67 anni con 20 anni di contributi.

Per la pensione di vecchiaia contributiva 71 anni di età ed almeno 5 anni di contributi, per la pensione anticipata contributiva: 64 anni di età e 20 anni di contributi.

L'Istituto di previdenza ricorda anche che per il biennio 2021-2022 continua a rimanere in vigore il sistema delle quote.

Di conseguenza possono andare in pensione coloro che hanno maturato un'anzianità contributiva di almeno 35 anni e un'età di 62 anni, fermo restando il raggiungimento di quota 98 se lavoratori dipendenti pubblici e privati, e un'età di 63 anni con quota 99, se lavoratori autonomi iscritti all'Inps.

E per il 2023? È previsto l'aumento dell'età della pensione, ma non è affatto così scontato.

Pensioni sicuramente bloccate fino al 2026

Ci sono anche le pensioni anticipate ordinarie e quelle riferite a quota 41 che saranno bloccate fino al 2026. Ovvero si potrà uscire con 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne e aletre forme di pensione anticipata con quota 41 ma avendo i requisiti necessari.

Cosa succederà alle pensioni dal 2023

Non è affatto detto che nel 2023 ci sarà un aumento dell'età pensionabile poiché il governo potrebbe bloccarlo come già è successo nel 2019.

La stessa Inps, nella circolare sull'adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita, lascia invariato il requisito anagrafico di 67 anni dal primo gennaio 2023 e dà appuntamento alla valutazione della speranza di vita prima di assumere la decisione finale.

La questiona resta quindi aperta e di certo c'è che la pensione anticipata ordinaria e la pensione con la quota 41 sono esclusi dagli aumenti anagrafici fino al 2026.

Se invece dovesse scattare l'aumento dal 2023, la pensione di vecchiaia si maturerebbe a 67 anni e 3 mesi di età con 20 anni di contributi, quella di vecchiaia contributiva a 71 anni e 3 mesi di età con 5 anni di contributi, quella anticipata a 64 anni e 3 mesi di età con 20 anni di contributi.

Dppo il 2023, con scadenza di ogni 2 anni, quindi, ad esempio nel 2025, il Governo potrebbe decidere sempre di bloccare l'età o rivalutarla, e in quel caso per ogni forma di pensione, la legge Fornero, prevede un aumento di 3 mesi che si potrà stabilire, appunto ogni biennio.

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