Come cambiano pensioni tra 500-3500 euro ora, ma anche nei prossimi mesi del 2023

di Marianna Quatraro pubblicato il
Come cambiano pensioni tra 500-3500 euro

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Per chi, come e di quanto cambiano e aumentano le pensioni nel 2023 con novità già ufficiali e prossimi provvedimenti del governo Meloni: calcoli e chiarimenti

Come cambiano pensioni tra 500-3500 euro ora e nei prossimi mesi 2023? Il 31 dicembre 2022 sono cessati gli effetti delle misure decise dall’ormai ex governo Draghi di rivalutazione anticipata al 2% per aumentare le pensioni e dare ai pensionati maggiore potere di acquisto contro un’inflazione alle stelle. 

E se da tempo ci si chiedeva cosa sarebbe cambiato dal primo gennaio 2023 per continuare ad assicurare ai pensionati importi maggiori per contrastare il caro vita, il governo Meloni, con la definizione delle misure della prossima Manovra Finanziaria 2023, ha confermato i nuovi provvedimenti per aumentare le pensioni nel 2023. Vediamo quali sono.

  • Aumento pensioni 2023 come cambiano a gennaio
  • Come potrebbero cambiare pensioni tra 500-3.500 euro nei prossimi mesi 2023

Aumento pensioni 2023 come cambiano a gennaio

Cambiano le pensioni nel 2023 per effetto della nuova perequazione automatica sull’indice stabilito in via provvisoria del 7,3% ma che non sarà piena per tutti, considerando anche le nuove percentuali di ricalcolo delle pensioni 2023 decise dal governo Meloni.

Tre erano, infatti, le percentuali prima considerate per il ricalcolo pensionistico ed erano del:

  • 100% per pensioni fino a tre volte il minimo, fino a 2062 euro lordi;
  • 90% per pensioni tra tre e cinque volte il minimo, fino a 2577,90 euro lordi;
  • 75% per pensioni oltre cinque volte il minimo, oltre 2.577,90 euro lordi.

Il governo Meloni, con la nuova Legge di Bilancio, ha modificato tali percentuali, riportandole a sei, che sono nello specifico:

  • del 100% per gli assegni fino a 4 volte il minimo, pari a 2.100 euro lordi mensili;
  • dell’85% per pensioni fino a 5 volte al minimo, fino 2.626 euro lordi al mese;
  • del 53% per pensioni fino 6 volte il minimo, fino a 3.150 euro;
  • del 47% per pensioni fino a 8 volte il minimo, pari a 4.200 euro;
  • del 37% per pensioni fino a 10 volte il minimo, fino a 5.250 euro mensili;
  • del 32% per pensioni oltre le 10 volte il minimo.

Con le nuove percentuali di ricalcolo delle pensioni 500-3500 euro, nel 2023 si riduce la rivalutazione di tutte le pensioni ad eccezione di quelle più basse, per cui sono previsti aumenti maggiori per le pensioni più basse e decrescenti all’aumentare dell’assegno mensile percepito.

Ma, precisiamo, tali aumenti decisamente diversi da quelli annunciati non saranno riconosciuti già da gennaio ma nei prossimi mesi, presumibilmente da marzo 2023, considerando che per il pagamento delle pensioni di gennaio, l’Inps ha emesso i cedolini già a dicembre quando il ricalcolo non poteva essere fatto in attesa ancora dell’approvazione ufficiale della nuova Manovra che ne ha definito la misura di ricalcolo.

Si attende ora il relativo decreto attuativo, che al massimo dovrebbe arrivare entro 60 giorni dall’approvazione del provvedimento, quindi entro marzo, per effettuare i calcoli delle nuove pensioni da pagare. Dunque, a gennaio, le pensioni tra 500-3.500 euro non cambiano per effetto dei nuovi ricalcoli annunciati. Cambiano solo le pensioni minime che sin da subito aumentano a 600 euro.

Come potrebbero cambiare pensioni tra 500-3.500 euro nei prossimi mesi 2023

Le pensioni tra 500-3.500 euro cambieranno nei prossimi mesi 2023 non solo per effetto del ricalcolo su indice al 7,3% e relative percentuali in base ai redditi, ma anche per effetto di possibili revisioni di tasse Irpef. 
Se, infatti, già lo scorso anno, il governo Draghi aveva modificato le aliquote Irpef di pagamento delle tasse, portandole da cinque a quattro, il governo Meloni pensa a ridurle ancora a tre. In particolare, le quattro aliquote Irpef erano:

  • del 23% per redditi fino a 15.000 euro; 
  • del 25% per redditi tra 15.000 e 28.000 euro; 
  • del 35% per redditi tra 28.000 e 50.000 euro; 
  • del 43% per redditi oltre i 50.000 euro.

Le tre nuove aliquote Irpef potrebbero essere del 23%, 27% e al 43% ma nulla è ancora è ancora ufficiale. Ciò significa che per redditi entro i 15mila euro, probabilmente nulla cambierebbe, restando la stessa aliquota per gli stessi scaglioni di reddito già previsti, mentre per redditi dai 15mila euro in su la tassazione potrebbe nuovamente aumentare. 

E, insieme alle modifiche delle aliquote Irpef sui redditi, a cambiare le pensioni tra 500-3500 euro nei prossimi mesi ci penseranno anche i nuovi aumenti delle imposte locali, considerando che regioni e Comuni hanno avuto la possibilità di aumentare le addizionali locali e in molti casi tali aumenti sono già stati decisi e si tratta di aumenti che, chiaramente, influiscono sulle tasse da pagare da sottrarre all’importo di pensione che si percepisce, per cui gli aumenti delle pensioni previsti saranno mitigati se non quasi azzerati dall’aumento delle tasse.