Decreto pensioni cosa succede ora, quando fare domanda INPS e iter successivo dopo pubblicazione Gazzetta Ufficiale oggi lunedý 28

Cosa succede ora dopo che Ŕ stato approvato il decreto pensioni in Gazzetta Ufficiale. Quali sono i passaggi ora e quale sarÓ l'iter in Parlamento. E quando si potrÓ fare domanda.

Decreto pensioni cosa succede ora, quand

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Decreto pensioni novità e aggiornamenti oggi lunedì 28 gennaio pubblicazione in Gazzetta Ufficiale:
Tutto fatto, il decreto pensioni è finito sulla Gazzetta Ufficiale. Significa che le nuove regole per andare in pensione, quota 100, la proroga opzione donna e ape sociale, il blocco delle aspettative di vita e perfino la pensione di cittadinanza sono adesso legge di Stato. Il decreto va quindi convertito in legge dal parlamento entro 60 giorni dalla sua pubblicazione. Di conseguenza è previsto a breve l'approdo prima in un Camera (probabilmente il Senato) e poi all'altra con l'introduzione di modifiche via emendamenti. Il pacchetto base è comunque pronto e prevede in prima battuto l'implementazione di quota 100 tra i nuovi strumenti per andare in pensione.

Rimarrà in vigore per 3 anni, dal 2019 al 2021, e in sintesi prevede l'opportunità di accedere al trattamento previdenziale con 62 anni di età e 38 anni di contributi versati nel corso dell'attività lavorativa. Previsto anche il cumulo gratis di contributi effettuati in più gestioni previdenziali.Ecco quindi le due proroghe promesse. La prima riguarda l'opzione donna e prevede la possibilità per le lavoratrici dipendenti e autonome di andare prima in pensione purché abbiamo rispettivamente raggiunto 58 e 59 anni anni d'età al 31 dicembre dello scorso anno e maturato 35 anni di contribuzione versata. Ma soprattutto che accettino di calcolare l'assegno previdenziale con il meno vantaggioso sistema contributivo rispetto a quello retributivo. Viene quindi mantenuta in vita ancora per un anno l'Ape social, l'anticipo pensionistico sociale per chi si trova in stato di disoccupazione o in difficoltà economiche.

Ecco infine la pensione di cittadinanza ovvero il reddito di cittadinanza nella versione per pensionati come misura unica di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all'esclusione sociale. L'importo dell'assegno previdenziale viene integrato fino al raggiungimento della soglia minima di 780 euro.

SOTTO l'iter successivo, cosa ci attende ora dopo l'approvazione del decreto per le pensioni avvenuto oggi

Sarebbe attesa per oggi, lunedì 28 gennaio, molto probabilmente, la pubblicazione del decreto pensioni con le novità di quota 100, proroga opzione donna e ape social 2019, blocco delle aspettative di vita. Cosa ci si aspetta? E quale sarà l’iter successivo per l’entrata in vigore ufficiale delle stesse novità pensioni?

Decreto pensioni: aggiornamenti ad oggi per pubblicazione

Stando a quanto riportano le ultime notizie, proprio ieri sera alcuni esponenti del M5S avrebbero confermato la pubblicazione del decreto pensioni in Gazzetta Ufficiale per oggi e già il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, nel fine settimana, aveva anticipato la notizia. Il decreto ha prima ricevuto la bollinatura dalla Ragionerie di Stato, poi è stato inviato al Presidente della Repubblica Mattarella per la firma e, in mancanza di ulteriori richieste e chiarimenti, oggi dovrebbe ricevere la firma. Al massimo, secondo le ultime notizie, se dovessero esserci modifiche in Quirinale, se non arriverà oggi, arriverà domani. Comunque, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è ormai imminente.

Decreto pensioni ufficiale: iter successivo

Una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il decreto arriverà in Parlamento per l’approvazione ufficiale e le discussioni parlamentari saranno più o meno veloci in base alla mole di emendamenti che saranno presentati al testo. La necessità comunque è quella di velocizzare l’iter in Parlamento innanzitutto perché per i lavoratori della scuola che vogliono presentare domanda di uscita con la novità pensioni di quota 100 la data di scadenza di presentazione della stessa domanda è il 28 febbraio, quindi i tempi stringono, e poi perché se si dovessero ritardare le discussioni in Parlamento, arriverebbero in ritardo anche le relative circolari attuative da parte dell’Inps, necessarie perché le novità pensioni approvate entrino ufficialmente in vigore. Tutto, infatti, al momento è fermo, perché sì, il decreto pensioni è stato approvato ma senza il procedimento appena spiegato, vale a dire approvazione in Parlamento del provvedimento e successive circolari Inps, nulla è realmente ufficiale e tutto è bloccato.

Ricordiamo che il testo è stato approvato con la già avvenuta modifica della clausola di salvaguardia per problemi sulle coperture che dovranno essere attentamente controllate. Stando alle ultime notizie, infatti, per la Ragioneria di Stato, nonostante abbia apposto la sua bollinatura al provvedimento, le risorse economiche necessarie per la copertura di tutte le misure previste delle novità pensioni di quota 100, proroga ape sociale e opzione donna, blocco delle aspettative di vita, sarebbero di 4,6 miliardi di euro e non di 3,9 miliardi di euro stanziati dal governo.

Questa revisione di spesa da parte della Ragioneria di Stato ha portato ad una conseguente revisione della clausola di salvaguardia che ora prevede controlli sui conti da parte dell’Inps ogni mese e non più bimestrali ed eventuali tagli ai Ministeri o aumento delle tasse nel caso in cui le domande per la pensione prima con le novità fossero superiori alle disponibilità economiche.

Pensioni decreto e primi emendamenti: cosa prevedono

Intanto, si iniziano a fare i conti anche con i primi emendamenti già anticipati al decreto pensioni. Sono diversi, infatti, quelli annunciati: da quello del M5S che vorrebbe modifiche migliorative per l’opzione donna, puntando ad una proroga di tre anni e non di uno e ad ampliamento del requisito per l’uscita di un ulteriore anno; a quello della Lega che vuole ampliamento per l’accesso a pensione e reddito di cittadinanza di invalidi e disabili; a quelli del Pd che vorrebbe facilitazione per l’uscita con quota 100 di lavoratori usuranti e precoci e per disoccupati o scivoli per l’uscita con l’ape sociale di queste stesse categorie di persone e ampliamenti della stessa ape social a lavoratori discontinui, come quelli del settore edile, lavoratori stagionali come gli addetti al turismo, donne e i giovani; a quello di Forza Italia che vorrebbe permettere anche ai dipendenti regionali di andare in pensione con la quota 100.

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