Decreto pensioni, le misure ufficiali approvate alla Camera in attesa conversione legge Senato e Gazzetta

Quali sono le misure ufficiali del decreto pensioni approvato alla Camera tra novitÓ pensioni e pensioni e reddito di cittadinanza

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Il decreto pensioni 2019 ha incassato la fiducia alla Camera e si avvia ad un secondo voto in oggi per poi passare in Senato per il voto finale di conversione del decreto in legge ufficiale. Insieme alle novità pensioni, il decreto contiene anche i provvedimenti di pensione e reddito di cittadinanza. Vediamo quali sono le misure ufficiali del decreto approvate alla Camera nell’attesa della conversione ufficiale del decreto in legge.

Decreto pensioni: misure ufficiali alla Camera

Sono diverse le novità pensioni contenute nel decreto che si avvia ad essere convertito in legge. Le principali riguardano:

  1. novità di quota 100, per andare in pensione prima a 62 anni di età e con 38 anni di contributi calcolando le finestre di tre mesi per i dipendenti privati e di sei mesi per i lavoratori pubblici e aumento della soglia del Tfs da 30mila a 45mila euro agli statali che decidono di andare in pensione prima con la quota 100;
  2. proroga opzione donna 2019 per l’uscita prima a 57 e 58 anni di età rispettivamente per le lavoratrici dipendenti e autonome che abbiano maturato 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2018, sempre accettando la riduzione dell’assegno finale anche fino al 30% calcolato esclusivamente con sistema contributivo;
  3. ape social prorogata ancora per il 2019 e senza alcuna modifica per quanto riguarda i requisiti già stabiliti lo scorso anno, valida, pertanto solo per le categorie di persone considerate svantaggiate come disoccupati che abbiano maturato almeno 30 anni di contributi e abbiano esaurito da almeno tre mesi tutti i sussidi di disoccupazione; impiegati in lavori usuranti, che abbiano maturato 36 anni di contributi e svolgano una delle attività inquadrate come faticose; invalidi con almeno 30 anni di contributi e una percentuale di invalidità dal 74% in su, nonchè i parenti che assistono da almeno sei mesi al momento della richiesta dell’Ape social parenti invalidi di primo grado, come figli o genitori, o coniuge convivente;
  4. pensione anticipata con blocco delle aspettative di vita, per cui anche quest’anno i requisiti per collocarsi a riposo restano fermi a 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi di contributi per le donne a prescindere dal requisito anagrafico;
  5. estensione della pace contributiva di 5 anni per la possibilità di rateizzazione dell’onere da pagare per aderirvi;
  6. riscatto della laurea agevolato anche per gli over 45 che hanno iniziato a lavorare prima del 1996.

Novità previste anche per le pensioni di invalidità, per cui non era stata prevista alcuna misura specifica e per cui ora è invece previsto un aumento di 50 euro per effetto della revisione della scala di equivalenza ai fini Isee (che passa a 2,2 con il reddito che potrà arrivare a 1.380 euro) ma solo per famiglie di almeno quattro componenti e con un componente disabile; aumento della soglia del patrimonio mobiliare da 5mila a 7.500 euro in più per ciascun componente disabile per la domanda di pensione e reddito di cittadinanza; ed erogazione pensione di cittadinanza anche agli over 67 di un nucleo familiare che vivono con persone più giovani in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza;

Decreto pensioni: novità pensioni e reddito di cittadinanza

Tra le misure ufficiali contenute nel decreto pensioni che si avvia alla conversione in legge in Senato vi sono anche pensioni e reddito di cittadinanza, misure considerate di integrazione, e non di sostegno, al reddito, che prevedono in entrambe i casi un importo di 780 euro da erogare in base a composizione del nucleo familiare e valore Isee (che in entrambe i casi non deve superare i 9.360 euro). Si tratta di una somma che verrà erogata non per intero ma, appunto, come integrazione eventuale a seconda delle condizioni dei singoli pensionati o cittadini.

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