Decreto pensioni legge ufficiale approvata domande e risposte quota 100, pensioni anticipate, opzione donna

di Marianna Quatraro pubblicato il
Decreto pensioni legge ufficiale approva

Decreto pensioni legge domande risposte

Quali sono le novità previste per le pensioni con approvazione ufficiale del decreto: tutto quello che c’è da sapere e chiarimenti

Il decreto pensioni 2019 è stato votato in Senato e convertito ufficialmente in legge. Quali sono le misure ufficiale previste? E quali le ultime novità approvate? E quali novità non sono state approvate. Cerchiamo di rispondere a tutte le domande più frequenti che ci hanno fatto i lettori su quota 100, opzione donna ma anche pensioni anticipate.

- Quota 100 legge ufficiale, come funziona? Requisiti, a chi spetta?

La prima misura ufficiale approvata è la novità pensioni di quota 100, nuova possibilità di uscita che permette di andare in pensione almeno con 62 anni di età e 38 anni di contributi e spetta a tutti, sia lavoratori dipendenti privati che dipendenti statali. Tuttavia, per l’uscita sono previste diverse finestre di uscita a seconda che si tratti di lavoratori dipendenti privati o statali: per i primi, infatti, vale una finestra di tre mesi, mentre per i secondi vale una finestra di sei mesi.

- Quota 100 quanti anni dura?

La novità di quota 2019 non rappresenta una vera e propria novità di revisione dell’attuale riforma pensioni ma si tratta di una misura sperimentale della durata di tre anni. Si può andare in pensione con quota 100, cioè, fino al 2021 o nel 2022 se si maturano i requisiti nel 2021.

- Quanto 100 quali sono le finestre per fare domanda all'INPS? Esempi

Le finestre per presentare domanda di pensione con quota 100 all’Inps sono due: una di tre mesi prevista per i lavoratori dipendenti privati e una di sei mesi prevista per i lavoratori dipendenti pubblici del comparto statale.

Per esempio, i lavoratori privati iscritti al Fondi dipendenti, artigiani, commercianti, gestioni sostitutive o gestione separata che decidono di andare in pensione con quota 100 devono calcolare una finestra di tre mesi e la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla finestra e se maturano i requisiti richiesti il 20 maggio potranno effettivamente uscire il primo settembre.

I lavoratori privati iscritti a Ipost, FS ed Ex Inpdap che decidono di andare in pensione con quota 100 devono calcolare una finestra di tre mesi e la pensione decorre dal primo giorno mese successivo alla finestra e, per esempio, se maturano i requisiti richiesti il 20 maggio potranno effettivamente uscire 21 agosto.

I lavoratori pubblici che decidono di andare in pensione con quota 100 devono calcolare una finestra di sei mesi e la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla finestra e se maturano i requisiti richiesti il 20 maggio potranno effettivamente uscire il primo dicembre.

- Quota 100 calcolo e simulazione importi, Quanto si prende? Esempi assegno

Per il calcolo dell’importo della pensione finale con quota 100 non è stato ancora reso disponibile il simulatore aggiornato dell’Inps ma sono state fatte simulazioni di quanto si prende decidendo di andare in pensione prima con la quota 100.
Per esempio:

  1. chi percepisce una retribuzione lorda annua di 30mila euro, se va in pensione a 62 anni di età con la quota 100 avrebbe un assegno mensile di 1372, il 22,2% in meno rispetto all’assegno che percepirebbe raggiungendo i 67 anni per la pensione di vecchiaia, cioè 1764 euro;
  2. chi percepisce una retribuzione lorda annua di 40mila euro, se decidesse di andare in pensione a 62 anni di età con la quota 100 avrebbe un assegno mensile di 1728, il 23,2% in meno rispetto all’assegno che percepirebbe raggiungendo i 67 anni per la pensione di vecchiaia, cioè 2249 euro;
     
  3. chi percepisce una retribuzione lorda annua di 50mila euro, se decide di andare in pensione a 62 anni di età con la quota 100 avrebbe un assegno mensile di 2070, il 23,3% in meno rispetto all’assegno che percepirebbe raggiungendo i 67 anni per la pensione di vecchiaia, cioè 2700 euro;
  4. chi percepisce una retribuzione lorda annua di 100mila euro, se decide di andare in pensione a 62 anni di età con la quota 100 avrebbe un assegno mensile di 3.365 euro, il 26% in meno rispetto all’assegno che percepirebbe raggiungendo i 67 anni per la pensione di vecchiaia, cioè 4.546 euro.

- Quota 100 e cumulo lavoro, si può continuare a lavorare?

No. Chi decide di andare in pensione con quota 100 non può cumulare reddito da pensione, fino alla maturazione dei normali requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui.

- Opzione Donna legge ufficiale, come funziona? Requisiti, a chi spetta?

La nuova legge sulle pensioni proroga ufficialmente per tutto il 2019 anche l’opzione donna. Si tratta ancora della misura sperimentale che spetta a lavoratrici dipendenti e autonome, permettendo loro di andare in pensione prima, rispettivamente, a 58 e 59 anni a patto di aver maturato i 35 anni di contributi richiesti al 31 dicembre 2018 e accettando una pensione finale ridotta risultato del calcolo esclusivamente con metodo contributivo.

- Opzione Donna calcolo importi, valore assegno. Quanto si prende?

Calcolando la pensione finale esclusivamente con il sistema contributivo, il valore dell’assegno finale percepito da chi decide di andare in pensione con opzione donna prorogata si riduce notevolmente e la riduzione può toccare in alcuni casi anche il 30% ma molto dipende dalla storia contributiva della persona. Quindi è necessario richiedere sempre il calcoloagli enti preposti ed INPS.

- Pensioni anticipate 42 anni e 10 mesi per uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne è ufficiale?

Sì. L’approvazione ufficiale del decreto pensioni ha bloccato le aspettative di vita di cinque mesi per andare in pensione anticipata, cancellandoli, considerando che sono scattati dal primo gennaio 2019, per cui i requisiti di uscita per la pensione anticipata restano fermi a 42 anni e 10 mesi per uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne e indipendentemente dal requisito anagrafico.

- Rimangono le finestre di 3 mesi per le pensioni anticipate?

Sì. Per l’uscita definitiva con la pensione anticipata resta fermo il raggiungimento della finestra di tre mesi. La finestra è quel periodo che intercorre tra la maturazione della pensione e l’uscita effettiva. La proposta di cancellazione della finestra trimestrale, infatti, è stata bocciata in sede di discussione degli emendamenti.

- Si deve per forza lavorare in questi 3 mesi?

No. Nei tre mesi previsti dalla finestra per la pensione anticipata non bsogna per forza continuare a lavorare, ma in quei tre mesi non si prenderà nè pensione, nè ovviamente stipendio

- Bonus per le donne per figli o che curano disabili o genitori anziani per quota 100, opzione donna, pensione anticipata è passato?

No. Tra gli emendamenti al decreto pensioni 2019 bocciati in Parlamento vi sono stati anche tutti quelli che prevedevano bonus e agevolazioni per le donne per il raggiungimento delle pensioni con quota 100, opzione donna, pensione anticipata.

- Pace contributiva come funziona?

Tra gli emendamenti approvati al decreto pensioni vi è l’estensione della pace contributiva per 5 anni. Grazie alla pace lavorativa, i lavoratori più giovani possono riscattare fino a un massimo di 5 anni di contributi, scaricando il costo dalle tasse e, in alcuni casi, con oneri ridotti o a carico del datore di lavoro.

Possono accedere alla pace contributiva gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, o alle forme sostitutive ed esclusive, o alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, o, ancora, alla gestione separata; chi non è titolare di pensione e chi non ha anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. Non può, infatti, beneficiare della pace contributiva chi ha contributi versati entro il 31 dicembre 1995 e chi è iscritto solo a una o più casse professionali e non risulta iscritto a nessuna gestione dell’Inps.

Con la pace contributiva si possono riscattare, totalmente o parzialmente, i periodi compresi tra la data del primo e dell’ultimo contributo accreditato in diverse forme di assicurazione, da quella generale obbligatoria come l’assicurazione generale obbligatoria (Ago) di fondo speciale degli addetti ad attività commerciali, o gestione speciale Commercianti, fondo speciale della previdenza degli artigiani, fondo speciale dei coltivatori diretti/imprenditori agricoli professionali, coloni e mezzadri, fondi esonerativi dell’Ago; a gestioni speciali dei lavoratori delle miniere, cave e torbiere, ad esaurimento del consorzio autonomo del porto di Genova e Trieste e dei lavoratori dipendenti di ex-enti creditizi, e gestione separata ma anche di forme sostitutive ed esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria, come Inpdap o Enpals.

- Tfs per statali a 45mila euro per chi e come funziona?

Con la conversione ufficiale del decreto pensioni in legge, è stato approvato l’aumento della soglia da 30 a 45mila euro dell’erogazione del Tfs, Trattamento di fine rapporto, subito agli lavoratori statali. Ciò significa che tutti i dipendenti statali che decidono di andare in pensione con le avrie formule, percepiscono subito appena vanno in pensione la somma stabilita sena dover necessariamente attendere il raggiungimento dei normali requisiti pensionistici richiesti. L’erogazione del Tfs subito agli statali avviene grazie ad un prestito bancario e sarà lo Stato ad accollarsi il 95% del costo, mentre il 5% restante sarà a carico del pensionando.

- Riscatto laurea agevolato come funziona?

La nuova legge pensioni prevede anche la possibilità di riscatto agevolato della laurea per gli over 45 che hanno iniziato a lavorare prima del 1996. Il riscatto del corso di laurea permette di valorizzare il periodo del proprio corso di studi ai fini pensionistici e può essere richiesto da tutti coloro che hanno conseguito il diploma di laurea o titolo equiparato.

Stando a quanto stabilito, è possibile riscattare i diplomi universitari, i cui corsi non siano stati di durata inferiore a due e superiore a tre anni; i diplomi di laurea di durata inferiore a quattro e superiore a sei anni; i diplomi di specializzazione conseguiti successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata non inferiore a due anni; i dottorati di ricerca e  i titoli accademici come Laurea (L), al termine di un corso di durata triennale e Laurea Specialistica (LS), al termine di un corso di durata biennale propedeutico alla laurea.

In ogni caso, il costo del riscatto agevolato della laurea viene calcolato in base alle norme che disciplinano la liquidazione della pensione con sistema retributivo o contributivo alla luce della collocazione temporale dei periodi oggetto di riscatto.

- Come funziona pensione invalidità e disabili? Per chi aumento?

Abbiamo risposto nel dettaglio in questo articolo al seguente link diretto

- Come funziona pensione di cittadinanza? Cosa cambia rispetto pensioni minime?

Abbiamo risposta con un articolo dedicato che si trova a questo link diretto

Iscriviti al nostro gruppo Facebook sulle pensioni per rimanere aggiornato su tutte le novità: