Di quanto aumento pensioni di 500-3200 euro entro fine anno e tre gravi incertezze nel 2023

di Marianna Quatraro pubblicato il
Di quanto aumento pensioni di 500-3200 e

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NovitÓ per aumento delle pensioni fino a fine del 2022 ma dubbi e incertezze su prossimi provvedimenti nel 2023: cosa potrebbe accadere

Tutto deciso fino a fine 2022, nulla di certo invece per il 2023: l’anno che sta per concludersi sembra tra i peggiori affrontati negli ultimi anni da un punto di vista economico. Tra problemi interni, conflitto ucraino, difficoltà economiche globali derivanti, ecc, il governo Draghi, ormai pronto ad essere sostituito dal nuovo governo eletto dalle prossime elezioni del 25 settembre, si è dovuto muovere con provvedimenti in extremis per sostenere famiglie, lavoratori e pensionati e ha definito misure di aumento delle pensioni che saranno valide fino a fine del 2022 per poi lasciare spazio a gravi incertezze per le pensioni nel 2023. 

  • Aumento pensioni tra 500 e 3200 euro entro fine 2022
  • Incertezze pensioni 2023 quali sono le tre più gravi

Aumento pensioni tra 500 e 3200 euro entro fine 2022

Il Decreto Aiuti bis ha approvato la rivalutazione anticipata delle pensioni al 2% dal prossimo ottobre e fino al 31 dicembre 2022 per pensionati con redditi entro i 35mila euro. La misura, come stabilito, cesserà i suoi effetti il 31 dicembre 2022 e c’è incertezza su come e quanto aumenteranno le pensioni nel 2023.

Nel frattempo, entro fine del 2022, gli aumenti delle pensioni per chi ha redditi entro i 35mila euro annui, saranno compresi, secondo alcune simulazioni effettuate, tra circa 10 e circa 50 euro al mese, importi che ai pensionati non verranno riconosciuti subito ma solo a partire dal mese di ottobre e fino a dicembre ed ancora incerto il pagamento di eventuali arretrati da settembre, come invece dovrebbe accadere per gli aumenti di stipendi, che dovrebbero essere retroattivi.

Chi percepisce pensioni da 2.700 euro in su non avrà alcun aumento delle pensioni entro fino 2022, visto la rivalutazione anticipata delle pensioni al 2% spetta solo a chi ha redditi entro i 35mila euro annui, pari a circa 2.692 euro al mese. Nessun cambiamento e nessun aumento, dunque, per chi ha pensioni da 3mila, 3.100, 3.200 euro al mese.

Per fare qualche esempio di quanto potrebbe aumentare la pensione entro fino 2022 per effetto della rivalutazione anticipata al 2%, prendendo il caso di una pensione da 500 euro, salirà a circa 519 euro, chi prende una pensione di 1.200 euro, prenderà 1224 euro, mentre chi prende una pensione da 2.000 euro prenderà 2.040 euro, fino ad arrivare a 2.652 euro per chi prende normalmente una pensione di 2.600 euro. Si tratta, dunque, di aumenti maggiori per chi percepisce importi maggiori al mese.

Incertezze pensioni 2023 quali sono le tre più gravi

Concluso il 2022, sono tre le gravi incertezze per le pensioni per il 2023 e sono le seguenti:

  • eventuale pagamento degli arretrati, che potrebbero slittare al 2023 se i tempi si allungassero ma in realtà legato al 2022;
  • possibilità di uscita anticipata;
  • rivalutazione pensionistica automatica 2023.

Relativamente al pagamento degli arretrati, se per gli stipendi è stata annunciata la retroattività per gli aumenti dovuti alla decontribuzione al 2% da ottobre a dicembre con arretrati da settembre, per le pensioni non si è parlato ancora di certezza di pagamento degli arretrati. Potrebbero arrivare, però, per eguagliare i trattamenti di stipendi e pensioni, ma visto il silenzio attuale, i tempi di eventuali pagamenti potrebbero allungarsi anche fino al prossimo anno.

Per quanto riguarda le uscite anticipate, considerando andamento dell’economia, impegni presi con il piano del Pnrr per l’investimento delle risorse disponibili e incertezza sul governo che guiderà l’Italia, e quindi relativi orientamenti sulle pensioni, non si sa cosa si potrà effettivamente fare. Il 2022 si concluderà, ormai quasi certamente, senza alcuna novità concreta per uscite anticipate rispetto agli attuali requisiti pensionistici richiesti (a 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi per la pensione di vecchiaia e 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne a prescindere dall’età per la pensione anticipata ordinaria), se non con ulteriori proroghe di ape social e opzione donna, il 2023 non si sa cosa prospetterà.

Tutto dipenderà dagli orientamenti del nuovo governo eletto, considerando che il centro destra non punta a sovvertire e cancellare del tutto la Legge Fornero ma piuttosto su misure come quota 41 per tutti, per permettere a tutti di andare in pensione prima solo con 41 anni di contributi e senza alcun limite di requisito anagrafico e sull’aumento delle pensioni minime a mille euro, mentre il centrosinistra punta su quota 41, misure di sostegno per i pensionati più poveri, e sistemi per una maggiore flessibilità in uscita  soprattutto per le categorie di lavoratori più svantaggiati.  

La coalizione di centro punta, invece, su una flessibilità in uscita con sistema contributivo e revisione dello stesso per tutelare donne, giovani e caregivers, ma anche su istituzione di una pensione di garanzia per i giovani, riconoscimento di contributi figurativi, revisione del sistema di rivalutazione del montante contributivo. 

E poi per il 2023 per le pensioni c’è l’incertezza rivalutazione annuale: la rivalutazione delle pensioni scatta automaticamente, per legge, ogni anno dal primo gennaio con indici precisi Istat per adeguare gli importi di pensione all’andamento dei prezzi al consumo.

L’indice che era già stato fissato per la rivalutazione pensionistica nel 2023 era dell’1,9% ma considerando l’attuale andamento dell’inflazione, alle stelle, e relative previsioni, probabilmente tale percentuale sarà aggiornata, aumentando.

Le ipotesi parlano o di una estensione del 2% di rivalutazione delle pensioni per tutti e non come accade fino a fine 2022 solo per pensionati con redditi annui entro i 35mila euro, o di conferma dell’indice all’1,9% per tutti, o, anche se molto improbabile, di rivalutazione al 3,9% (somma del 2% fino a fine 2022 più 1,9% stabilito per il 2023) ma solo ed esclusivamente per pensionati con redditi più bassi.

Al momento non c’è alcuna incertezza di cosa effettivamente si potrà fare per aumentare le pensioni tra i 500-3200 euro e non resta che aspettare per vedere come evolverà la situazione politica italiana.