Ecocert, come si legge e voci dell'estratto conto contributivo INPS pensione

Come si legge l'Ecocert e tutte le varie voci presenti nell'estratto conto contributivo reso disponibili dall'INPS documento fondamentale per la pensione

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Ecocert, l'estratto conto contributivo è il documento ufficiale dell'Inps che certifica i versamenti previdenziali effettuati dal lavoratore nel corso della sua vita lavorativa. L'ecocert viene, dunque, periodicamente aggiornato in modo da fornire al contribuente che voglia informazioni sulla propria pensione spiegazioni chiare e dettagliate. Ma come si legge l'estratto contro contributivo?

Ecocert: come si legge

Appena si apre il proprio Ecocert, in alto a destra sono riportati i dati anagrafici dell’interessato mentre nella tabella sono riportati i dati relativi ai versamenti previdenziali con:

  1. tipologia di contribuzione, se di lavoro dipendente, di servizio militare, commerciante o artigiano;
  2. periodo di riferimento;
  3. contributi utili, espressi in giorni, settimane o mesi, sia per il raggiungimento del diritto sia per il calcolo della pensione;
  4. retribuzione o reddito;
  5. azienda (datori di lavoro);
  6. eventuali Note (riportate alla fine dell’estratto).

Il lavoratore vicino alla pensione può chiedere l’Ecocert, che riporta tutti i dati relativi alla sua posizione contributiva e se nel documento dovesse riscontrare anomali o errori può presentare una segnalazione dell’Inps seguendo il percorso: Servizi online-Servizi per il cittadino-Inserimento codice identificativo PIN-Fascicolo Previdenziale del Cittadino-Posizione Assicurativa-Segnalazioni contributive. L’estratto contributivo si può richiedere anche contattando numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile a pagamento, secondo la tariffa del proprio gestore telefonico o rivolgersi a un Patronato. I tempi per ricevere l'Ecocert e come fare domanda nel dettaglio li abbiamo abbimo visti nel precedente articolo

Estratto conto contributivo: sistemi per coprire periodi mancanti

I contributi previdenziali da considerare ai fini pensionistici sono quelli obbligatori che il lavoratore ha effettivamente versato nella sua gestione e utili al calcolo del trattamento pensionistico finale. Nel caso in cui dopo aver letto l’estratto contro contributivo ci si accorgesse di periodi contributivi mancanti, è bene sapere che si tratta di buchi che possono essere tranquillamente coperti. Si possono, infatti, coprire i buchi contributivi con i contributi volontari che molti lavoratori versano per raggiungere il requisito contributivo necessario per conseguire pensione di vecchiaia e pensione anticipata. Il versamento dei contributi volontari copre i periodi in cui il lavoratore è stato, per esempio, in aspettativa non retribuita; non è stato impegnato in alcun tipo di attività lavorativa dipendente o autonoma; ha un contratto part-time orizzontale o verticale.


Possono versare i contributi volontari per coprire buchi mancanti contributivi ai fini pensionistici tutti i lavoratori dipendenti e autonomi non iscritti all’Inps o ad altre forme di previdenza; i lavoratori parasubordinati non iscritti alla Gestione Separata Inps o ad altre forme di previdenza obbligatoria; i liberi professionisti non iscritti all’apposita Cassa di previdenza o ad altre forme di previdenza obbligatoria; e coloro che percepiscono la pensione di invalidità.

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di Marianna Quatraro pubblicato il