Errori nel calcolo importi pensioni tra 500-3500 euro, sindacati pronti ai ricorsi

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Errori nel calcolo importi pensioni tra

errori calcolo pensioni sindacati pronti ricorsi

Quali sono gli errori nei ricalcoli delle pensioni contro cui i sindacati si preparano a presentare ricorsi: scontenti i pensionati

Quali sono gli errori nel calcolo importi pensioni tra 500-3500 euro per cui i sindacati sono pronti ai ricorsi? Cambiano gli importi delle pensioni tra 500-3500 euro in base agli aumenti che si attendevano, e cambiano scontentando decisamente un po' tutti, tanto da portare i sindacati a prepararsi a presentare ricorsi. La situazione appare al momento piuttosto complessa, seppur ben definita. 

  • Errori nel calcolo importi pensioni tra 500-3500 euro quali sono
  • Sindacati pronti a ricorsi per errori nel calcolo delle pensioni

Errori nel calcolo importi pensioni tra 500-3500 euro quali sono

Gli aumenti degli importi delle pensioni tra 500-3500 euro che si attendevano non sono ancora arrivati ma, in previsione, secondo i calcoli effettuati scontentano nella maggior parte dei casi a causa di alcuni errori.

Si attendeva una nuova e mai vista rivalutazione pensionistica al 7,3% nel 2023, ma così non sarà effettivamente per nessuno. Si riduce, infatti, al 5,3% per tutti i pensionati con redditi fino a 35mila euro che tra ottobre e dicembre hanno già ricevuto aumenti per effetto della rivalutazione anticipata al 2%.

E si riduce il ricalcolo della pensione tra 500-3500 euro al mese per tutti anche per effetto delle nuove percentuali di rivalutazione pensionistica stabilite dal nuovo governo Meloni. Le nuove percentuali di rivalutazione delle pensioni sono sei e sono le seguenti:

  • del 100% per gli assegni fino a 4 volte il minimo, pari a 2.100 euro lordi mensili;
  • dell’85% per pensioni fino a 5 volte al minimo, fino 2.626 euro lordi al mese;
  • del 53% per pensioni fino 6 volte il minimo, fino a 3.150 euro;
  • del 47% per pensioni fino a 8 volte il minimo, pari a 4.200 euro;
  • del 37% per pensioni fino a 10 volte il minimo, fino a 5.250 euro mensili;
  • del 32% per pensioni oltre le 10 volte il minimo.

Si tratta chiaramente di nuove percentuali di rivalutazione che riducono gli aumenti previsti di tutte le pensioni ad eccezione di quelle più basse, prevedendo comunque aumenti decisamente diversi da quelli annunciati.

Sindacati pronti a ricorsi per errori nel calcolo delle pensioni

Per garantire ai pensionati che percepiscono importi di pensioni tra 500-3800 euro i giusti ricalcoli, secondo principi di equità ma anche necessità, alla luce di andamento di prezzi e inflazione contro cui non aumenta il potere di acquisto dei pensionati se non si assicurano adeguati importi, i sindacati si dicono pronti a presentare ricorsi.

La Cgil chiede se il nuovo metodo di rivalutazione a scaglione sia costituzionale o no, considerando che proprio i pensionati rientranti nella fascia di reddito medio risultano i più colpiti tra riduzioni e aumenti inferiori rispetto al previsto; secondo il segretario generale Uil pensionati Toscana, Annalisa Nocentini, le pensioni da circa 1.400 euro in su si preparano a subire riduzioni tra 40 a addirittura 100 euro, che in un anno si traducono in 1.200 euro in meno, con questa fascia di pensionati che rischia di diventare ‘più povera’.

Secondo i sindacati, il problema importante da affrontare è il sistema di calcolo della rivalutazione, non più progressivo, ma a fascia, per cui la percentuale di rivalutazione decresce man mano che gli importi aumentano. Ed è proprio questo metodo che i sindacati contestano non essere costituzionale, pensando all’avvio di una serie di ricorsi lì dove vi fosse margine giuridico, da valutare.

Questo sistema di ricalcolo delle pensioni, secondo i sindacati, sarebbe errato e scontenterebbe tutti, da coloro che percepiscono pensioni più alte, per cui è stata fissata una percentuale di rivalutazione molto più bassa, a, e soprattutto, coloro che rientrano nelle fasce medie, che potrebbero avere anche fino a 40-50 euro netti in meno nella propria pensione.