Pensioni, finalmente i Pepp. Come funzionano

Con i Pepp strumenti trasferibili da un Paese all'altro. Il futuro del mercato unico passa allora per i fondi pensione promossi dalla Commissione europea.

Pensioni, finalmente i Pepp. Come funzio

Pepp: cosa c'è da sapere


Finalmene sembrano davvero arrivare i Pepp in Italia, per poter smettere anzitempo e con un importo maggiore come già accade all'estero senza i vincli che finora ci sono stati.
 

Il futuro del mercato unico passa per i fondi pensione. Si chiamano Pepp e sono i Pan-European Pension product. Si tratta dei prodotti pensionistici individuali paneuropei, proposti dalla Commissione europea nel progetto di regolamento presentato nel giugno 2017, oggi al vaglio di europarlamento e Consiglio dell'Unione europea. I Pepp avranno gli stessi standard all'interno dell'Unione europea. Saranno trasferibili tra Stati membri: i risparmiatori potranno continuare a contribuire al loro fondo pensione privato anche in caso di trasferimento in un altro Paese europeo. Questi nuovi strumenti si affiancheranno a quelli nazionali.

La proposta di regolamento è accompagnata da una raccomandazione della Commissione sul trattamento fiscale dei prodotti pensionistici individuali. I Pepp stimoleranno la concorrenza e saranno un marchio di qualità, giurano i promotori di Bruxelles e la settimana prossima il testo è atteso in commissione affari economici dell'europarlamento. Previste regole diverse da Paese a Paese in base alla norme sul fisco: ampia gamma di esenzioni è infatti prevista in Germania, Spagna e Olanda. In Italia, Danimarca e Svezia sono invece da mettere in conto tasse su rendimenti e prestazioni.

Pepp: cosa c'è da sapere

Sono Pan-European Personal Pension Product ovvero prodotti pensionistici individuali pan-europei che si affiancano ai regimi nazionali. La loro creazione è stata promossa dalla Commissione europea lo scorso con la proposta di regolamento sul tema. Questi strumenti avranno gli stessi standard nell'intera Unione europea. Saranno volontari e potranno essere sottoscritti da lavoratori dipendenti o autonomi, studenti o disoccupati a integrazione della pensione di tutte le età. Stando ai promotori, il principale vantaggio è la maggiore scelta grazie alla concorrenza tra i fornitori. Il Pepp sarà trasferibile tra Stati membri grazie a un passaporto dell'Unione europea che ne agevolerà la distribuzione transfrontaliera.
Non è da sottovalutare, inolre, che nelle altre nazioni i fondi pensioni permettono di uscire prima, anche di 5-10 anni e con maggiori importi ovviamente. E non sono vincolati alla data di uscita dal lavoro che ogni persona avrebbe con il calcolo per così dire "naturale". Quando termina il fondo pensione, si può riscattare anche a 55 anni-60 anni.  E questo sistema dovrebbe con i Pepp arrivare finalmente anche in Italia.

Il cambio di fornitore

Ogni cinque anni i risparmiatori avranno il diritto di cambiare il fornitore sia a livello nazionale che transfrontaliero, a costi limitati. Banche, imprese di assicurazione, fondi pensionistici aziendali o professionali, imprese di investimento e gestori di attivi che dovranno essere autorizzati dall'Eiopa ovvero l'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali. Alcuni numeri rendono bene l'idea del comparto: ammonta a 700 miliardi di euro il valore del mercato delle pensioni integrative nella Unione europea nel 2017. Di 1.400 miliardi di euro è invece il valore del mercato delle pensioni integrative nel 2030 senza Pepp. Infine, ammonta a 2.100 miliardi di euro il valore del mercato delle pensioni integrative nel 2030 con i Pepp.