Inps, tutti gli anni presi soldi sbagliando. Ecco i dettagli

Ogni anno, ormai da diverso tempo, l’Inps chiede soldi indietro spesso sbagliando a danno di persone che, per vedere riconosciuto i propri diritti sono costretti a rivolgersi alle aule dei tribunali

Inps, tutti gli anni presi soldi sbaglia

Spesso, negli ultimi anni, l'Inps chiede soldi indietro ai pensionati e sbaglia i calcoli. Cosa succede?


L'INPS ogni anno chiede la restituzione di una certa somma di denaro e non si può fare nulla se non ricorrere alle vie legali anche se l'errore e lo sbaglio sono chiari. E in un'altra vicenda che può essere di esempio, invece, il giudice riesce a far risarcire il ricorrente.

L’Inps sembra proprio non volersi smentire e anche quest’anno, come consuetudine, non si è voluto sottrarre a una tradizione che sembra proprio essersi incastonata nel modus operandi dell’Istituto di previdenza. Ogni anno, ormai da diverso tempo, l’Inps chiede infatti soldi indietro per quanto riguarda l’importo della pensione di reversibilità o di invalidità. E spesso sbaglia a danno di persone che, per vedere riconosciuto un diritto, è costretto a rivolgersi ai tribunali.

Come è successo nel caso di un disabile di Ancona al quale era stata tolta la pensione di reversibilità proprio per uno sforamento, almeno stando a quanto appurato dall’Inps, dei limiti reddituali e pertanto privato dell’unico mezzo di sostentamento. Se non fosse stato per la sorella, che lo ha aiutato ad andare avanti lungo tutta la durata del processo, l’uomo si sarebbe trovato in enorme difficoltà proprio a causa di questa decisione. Ecco tutta la storia.

Inps ogni anno chiede soldi indietro

L’Inps ogni anno, come ormai d’abitudine, chiede soldi indietro a causa di alcune valutazioni, per lo più riguardanti i limiti di reddito per avere diritto alla pensione di reversibilità o di invalidità che poi spesso si rivelano errati come nel caso del sessantasettenne anconetano che ha vinto la causa di risarcimento e l’Istituto Previdenziale ha dovuto sborsare la cifra di sessantamila euro. Per quanto riguarda la pensione di reversibilità, quando ci si trova dinnanzi a una scarsa o bassa contribuzione, si tiene contro anche al reddito della persona per valutare al sussistenza o meno dei requisiti validi ad usufruire di questo sussidio che assume, almeno in parte, le sembianze di un provvedimento assistenziale.

I calcoli sulla decurtazione applicabile sono effettuati dall’Ente previdenziale sulla scorta delle dichiarazione reddituali presentate dalla persona interessata. Come spesso avviene, anche in campo fiscale, mentre le somme a debito vengono tempestivamente quantificate per il successivo recupero, quando si tratta di operare a favore del cittadino, i tempi sono più lunghi e talvolta finiscono con il creare problemi e notevole fastidio.

Disabile vince causa contro Inps e vince

E siamo giunti al momento della storia diventata subito virale in Rete. Un uomo di 67 anni, con una percentuale di invalidità pari al cento per cento ed inabile al lavoro, si era visto negare il diritto a ricevere la pensione di reversibilità a causa di uno sforamento del reddito che, secondo l’Istituto di previdenza, faceva automaticamente decadere il diritto. L’uomo ha intentato una causa contro l’Ente e dopo aver vinto in primo piano, vince anche l’appello contro l’Inps che adesso dovrà risarcirlo con una cifra di sessantamila euro. L’uomo, nel 2013 si era visto togliere la pensione di reversibilità per circa 3 anni a causa di un presunto sforamento nel reddito.

Calcoli che anche in quel caso si sono rivelati errati. Contestualmente gli fu anche richiesto di restituire 40mila euro, per indebita percezione della pensione presa fino a quel momento. Una pensione ereditata da uno dei genitori prematuramente scomparsi. Nei giorni scorsi, la Corte d’Appello, ha riconosciuto e confermato che tutte le pretese dell’Istituto erano totalmente infondate ed illegittime, rigettandole.

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