Proseguire attività in pensione, supplemento. E situazione aggiornata ipotesi per uscire anzitempo

Come e quando si può ricevere il supplemento di pensione anche una volta conclusa l’attività lavorativa. Sempre più vicina intanto la quota 100

Proseguire attività in pensione, supplem

Lavorare dopo pensione richiesta supplemento novità aggiornate


Chi continua a lavorare ha un supplemento già ora dopo la pensione, se vi sono delle determinate condizioni. E questo potrebbe anche cambiare così come le dievrse modifiche che vi potrebbero essere per le pensioni stesse.

Il dibattito pensionistico è ancora fortemente nel vivo e alle soglie della definizione delle misure ufficiali da inserire nella prossima Legge di Bilancio le ipotesi di novità per le pensioni continuano ad essere diverse anche se non condivise da tutti gli esponenti del nuovo governo. La precisazione è che qualsiasi novità per le pensioni sarà approvata e in vigore dal prossimo gennaio non sostituirà le attuali regole pensionistiche ma si porrà come ulteriore possibilità di uscita anticipata. E mentre si continua a discutere di novità per le pensioni da approvare entro l’anno, c’è anche chi si chiede se e come è possibile continuare a lavorare anche dopo la pensione.

Lavorare dopo la pensione: il supplemento

La risposta alla domanda è sì, certo che si può continuare a lavorare anche dopo il raggiungimento della pensione. Stando a quanto confermano le ultime notizie, infatti, anche chi percepisce la pensione può continuare a lavorare continuando, di conseguenza, a versare i contributi previdenziali. Nel frattempo, i contributi versati durante il periodo di lavoro e durante il quale si percepisce contestualmente la pensione non vanno perduti e, anzi, contribuiscono alla costituzione di un’altra pensione che si sommerà a quella già liquidata. Il supplemento della pensione di può, però, avere solo in presenza di determinate condizioni: è, infatti, possibile richiedere il riconoscimento del supplemento della pensione solo una volta trascorsi 5 anni dalla decorrenza della pensione stessa e a condizione di aver raggiunto il requisito anagrafico necessario per la pensione di vecchiaia, e cioè 66 anni e 7 mesi nel 2018 che diventeranno 67 anni nel 2019.

Pensioni: situazione aggiornata su cambiamenti

Chiarita la situazione e le possibilità di richiesta del supplemento di pensione, vanno avanti le discussioni sulle novità per le pensioni da approvare entro l’anno. Stando a quanto riportano le ultime e ultimissime notizie, l’ipotesi più plausibile di approvazione effettiva di novità per le pensioni sembrerebbe riguardare solo la quota 100, con base di 64 anni di età e 36 anni di contributi versati. Stando alle stime, il costo della novità per le pensioni di quota 100 così formulata dovrebbe essere di 4 miliardi di euro almeno.

Se per la quota 100 si parla sempre più di certezze, si allontana, invece, la possibilità che già entro quest’anno, come del resto era stato anticipato qualche tempo fa, possano essere approvate anche quota 41 o quota 42, per andare, appunto, in pensione con 41 o 42 anni di contributi indipendentemente dal requisito anagrafico. Stando alle ultime notizie, non sarebbero disponibili le necessarie risorse economiche per l’approvazione di tutte queste novità per le pensioni e probabilmente, se non sicuramente, una volta approvata quest’anno la quota 100, la quota 41 dovrebbe essere rimandata al prossimo 2019.

Chi, dunque, ha iniziato a lavorare sin da giovanissimo, prima dei 18 anni di età, non potrà ancora andare in pensione a prescindere dal raggiungimento del requisito anagrafico e con il solo requisito contributivo. La quota 41, infatti, avrebbe permesso a questa categoria di persone di poter andare in pensione solo con 41 anni di contributi, appunti, e senza necessità di raggiungimento di alcun requisito anagrafico. Il costo, però, stimato di 12 miliardi è stato considerato troppo elevato per una sua approvazione immediata.

E se fino a qualche settimana fa, si poteva anche pensare di reperire le risorse attraverso altre misure, le ultime notizie su quanto accaduto a Genova, con il crollo del ponte Morando, rischiano di richiedere ulteriori fondi pubblici per la grande opera di ristrutturazione delle infrastrutture annunciata dal governo. Inoltre, sempre come annunciato da esponenti dell’esecutivo, bisogna impegnarsi per riuscire a istituire flat tax e reddito di cittadinanza, che richiedono diverse decine di miliardi di euro. Ancora in ballo, poi, tra le novità per le pensioni al vaglio del governo, il taglio delle pensioni d’oro, da ridurre non solo per ristabilire equità sociale ma anche per recuperare ulteriori soldi da impiegare per l’attuazione di altre misure, comprese le ulteriori eventuali novità per le pensioni. Inoltre, dopo aver a lungo parlato di una possibile ulteriori proroga dell’opzione donna, con alcune modifiche sui criteri richiesti e anche una possibile estensione anche agli uomini, al momento, stando alle ultime notizie, su questa novità per le pensioni sembrerebbe calato il silenzio.