Novità pensioni entrano finalmente nei punti ufficiali del programma del nuovo Governo M5S-Pd

Dalla novità di quota 100 a ulteriore proroga di opzione donna, ad aumenti pe pensioni di invalidità: le pensioni nel nuovo programma di governo

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Cambia ufficialmente la squadra di governo e con la nascita del governo M5S-Pd, con Conte nuovamente premier, cambiano tutti i ministri. L’attesa era per i nomi dei nuovi dirigenti di due fondamentali Ministeri, Economia e Lavoro, cui tocca affrontare le questioni più importanti e care ai cittadini: pensioni e lavoro.

Ciò che ad oggi ci si chiede, infatti, dopo le ultime notizie su eventuali intenzioni di lavoro sulle pensioni, è cosa si farà effettivamente in merito? Quale sarà il futuro della quota 100 tra chi vuole cancellarla, chi modificarla e chi mantenerla così com’è fino alla sua naturale scadenza? E quale sarà il futuro delle ulteriori misure per le pensioni con il nuovo governo Pd-M5S, come l’opzione donna o la tanto attesa quota 41?
E una serie di prime risposte si sono avute nei punti programmatici condivisi e siglati da Pd e M5S che sono, ieri, aumetati da 26 a 29 con l'inserimento di alcune novità per le pensioni come la pensione di garanzia dei giobvani e l'impegno per la proroga di opzione donna. E una seconda risposta è arrivata con la scelta di Nunzia Catalfo come Ministro del Lavoro, che, come abbiamo scritto già ieri, si è sempre contraddistinta per essere favofrevole a quota 100, opzione donna, ma anche a quota 41, a misure per precoci, usuranti e disoccupati per agevolarne la pensione e un miglioramento delle pensioni di invalidità, senza contare la cancellazione delle aspettative di vita.
Da ricordare che, comunque, nei 26 punti precedenti, non si parlava di novità per le pensioni, ma c'era (ed è rimasto) una forte attenzione al welfare e al mondo della disabilità

Novità pensioni quota 100 con nuovo governo ufficiale

Nei 29 punti appena citati, manca certamente quota 100 e le tante ultime notizie confermano come la novità pensioni di quota 100 introdotta dal governo Lega-M5S sia al centro di dibattito e discussioni sulla riforma previdenziale. Le ipotesi in ballo, al momento, stando a quanto riportano le ultime e ultimissime notizie, sono diverse: è possibile, infatti, che venga mantenuta così com’è fino alla sua naturale scadenza, vale a dire nel 2021; ma si parla anche della possibilità di cancellazione totale, per recuperare risorse economiche che verrebbero impiegate per misure atte alla riduzione del debito pubblico, e della possibilità di modificarne i requisiti.

La quota 100, infatti, potrebbe subire una modifica, con aumento del requisito anagrafico da 62 a 64 (ma minori contributi) anni e riduzione della sua durata di un anno, vale a dire con scadenza nel 2020 e non più nel 2021. Ciò consentirebbe, comunque, ad alcuni lavoratori di uscire prima fino al prossimo anno anticipando la pensione rispetto alla pensione di vecchiaia (67 anni di età e 20 anni di contributi) ma, al tempo stesso, anche di recuperare soldi da investire in altri provvedimenti, come evitare l’aumento dell’Iva.

Con la nomina dei due nuovi ministri, Roberto Gualtieri all'Economia Roberto Gualtieri e Nunzia Catalfo al Lavoro, si può sperare che la quota 100 resti così come è attualmente e, anzi, in presenza di risorse economiche, si può anche pensare di migliorarla, per quanto possibile, per determinate categorie di persone, come disoccupati, usuranti e precoci e donne, come era stato già paventato e che ora con la Ministra Catalfo si può ancora di più sperare.

Ma non bisogna comunque dimenticare che vi sono esponenti del Pd, da Renzi a Rosato, che comunque spingono perché la quota 100 venga cancellata. Dal canto suo, il neo ministro dell’Economia Gualtieri non ha mai parlato di novità pensioni di quota 100 ma ha sempre ritenuto che questa misura, insieme all’opzione donna, avrebbe creato un buco di bilancio, soprattutto se fatte insieme le misure, importante da recuperare con le clausole di salvaguardia.

Novità pensioni proroga opzione donna e pensione di garanzia giovani ufficiali nuovo governo

Sembra, dunque, che l’intenzione di continuare a lavorare sulle novità pensioni ci sia anche perché, come confermano le ultime notizie, proprio nella giornata di ieri, dopo la formazione ufficiale del nuovo governo, il programma è stato esteso con l’aggiunta di tre ulteriori punti (sono passati pertanto da 26 a 29) di cui uno interessa specificatamente le novità per le pensioni con proroga anche per il 2020 dell’opzione donna messa nera su bianco e pensione di garanzia giovani.

L’obiettivo della misura di garanzia giovani è di assicurare ai giovani con carriere discontinue una copertura previdenziale effettiva, misura sostenuta dal Pd ma cara anche al M5S, per cui era stata già abbozzata una proposta per cumulare le basse pensioni calcolate esclusivamente con sistema contributivo che matureranno i giovani dagli anni ’70 tra 20-30 anni con assegni di tipo sociale o altri strumenti di sostegno al reddito per le fasce più povere, cancellando, al tempo stesso, il vincolo dell'assegno Inps da 1,5 volte il minimo per permettere ai lavoratori con carriere discontinue di accedere a un’uscita più flessibile senza rischiare il pensionamento dopo i 70 anni di età.

Trnando ad opzione donna, ci potrebbe essere realmente un miglioramento dei requisiti che permetterebbe un allargamento della pletea, propria grazie alla figura e alle idee della Catalfo, come il riconoscimento,alivello di contributi figurativi, del numero di figli o dei lavori di assistenza ai propri familiari come era già stata paventata in precedenza, senza dimenticare un maggior occohio pedi riguardo per le laviratrici disoccupate, casalinghe, precoci e usuranti

Pensioni invalidità, esodati e quota 41 nel programma ufficiale del nuovo Governo Pd-M5S

Tra i punti del nuovo programma ufficiale del Governo Pd-M5S, come confermano le ultime notizie, vi sono anche miglioramenti, aiuti e aumenti per invalidi e disabili, misure fortemente sostenute, anche in passato, dal nuovo ministro del Lavoro Catalfo, che da sempre appoggia, nell'ambito del reddito del cittadinanza, un aumento delle pensioni di invalidità da attuare in maniera progressiva.

Restano, invece, da affrontare ancora due questioni: quella degli esodati che ancora ci sono e quella di una quota 41 per tutti, senza paletti, per permettere a tutti, come si diceva e auspicava, di andare in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dal requisito anagrafico. E’ difficile, in realtà, che la misura così formulata possa rientrare nella prossima Legge di Bilancio, ma, d’altra parte, potrebbe arrivarne una prima formulazione con una sorta di miglioramento della quota 100 ma solo per alcune persone, come disoccupati, usuranti e precoci, ma solo a condizione che ci sia la volontà politica di compiere un primo passo verso la quota 41 per tutti.

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di Marianna Quatraro pubblicato il