Nuove importanti aperture per riforma pensioni dalla Corte dei Conti. Ma anche bocciature

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Corte dei Conti boccia reddito di cittadinanza e quota 100 e mette in guardia sui rischi per la sostenibilità del sistema previdenziale

Il tema della riforma delle pensioni inizia a tornare al centro di dibattiti e discussioni. Si torna a discutere della necessità di rivedere alcune misure, a partire dalla quota 100, ma anche della sostenibilità, a rischio, del nostro sistema previdenziale. E torna a farsi sentire la Corte dei Conti tra nuove aperture per riforma pensioni e bocciature.

Previsioni sostenibilità sistema previdenziale

Le ultime notizie che colpiscono maggiormente in questo momento sono quelle relative ai dati sulla sostenibilità del nostro sistema previdenziale, soprattutto all’indomani della pandemia a causa del Covid-19 che ha letteralmente colpito e stravolto i conti dell’Inps ed è la Corte dei Conti a parlare di previsioni per la sostenibilità del nostro sistema previdenziale.

Secondo i giudici della Magistratura contabile, con la crescita del debito pubblico per uscire dalla forte crisi economica e sociale scatenata dall’emergenza coronavirus bisogna concentrarsi su una serie di misure importanti per garantire la sostenibilità del sistema previdenziale di lungo periodo, definendo le soluzioni migliori per garantire equilibrio e giusto funzionamento anche in relazione a spesa previdenziale e spesa assistenziale. ( e qui il richiamo ancora una volta alla divisione fra le due spese e il controllo e le semplificazioni sulla spesa assistenziale)

Secondo la Corte dei Conti, bisogna garantire un sistema di flessibilità sia per assicurare equilibrio e funzionamento del mercato del lavoro e sia per assicurare sostenibilità economica e finanziarie, perché gli equilibri del sistema previdenziale sono decisivi per gli equilibri generali economici. Il rischio è il disavanzo nei conti pubblici ancora peggiore di quello che si prospetta.

Bocciatura reddito di cittadinanza

La Corte dei Conti interviene anche con nuove bocciature, a partire da quella relativa al reddito di cittadinanza. E non è una novità: tra tre mesi, esattamente il prossimo mese di settembre, scade il reddito di cittadinanza per quanti ne hanno fatto richiesto lo scorso aprile 2019 e già lo scorso anno la Corte dei Conti, nel Rapporto 2019 sul coordinamento della finanza pubblica, aveva bocciato il reddito di cittadinanza, ritenendo non fosse lo strumento adatto per combattere la povertà e stimolare l’occupazione.

Anche quest’anno 2020 la Corte dei Conti boccia il reddito di cittadinanza confermando quanto già spiegato nel Rapporto 2019 sul coordinamento della finanza pubblica e sottolineando come la fase 2 del reddito di cittadinanza non abbia prodotto i risultati previsti sui nuovi impiegati e non si sia rivelato una misura efficace di lotta alla povertà.

Inoltre, aggiunge la Corte dei Conti, aver escluso dalla possibilità di beneficiare del sussidio gli immigrati non residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in via continuativa, ha notevolmente limitato il numero di domande presentate dagli stranieri.

Dunque, per i giudici della Corte dei Conti il reddito di cittadinanza non si è rivelato capace è di sostenere persone e famiglie in condizioni economiche critiche, visto che l’importo medio erogato si attesta sui 550 euro circa al mese, è in grado di sostenere percorsi di inclusioni effettivi nel mondo del lavoro e ci si chiede a questo punto se nella prossima Legge di Bilancio saranno stanziati nuovi finanziamenti per la misura.

L’uso di eventuali risparmi derivati dal venire meno del reddito di cittadinanza, per la Corte dei Conti, potrebbe contribuire a ridurre il disavanzo nei conti pubblici.

Ma è chiaro che una simile decisione, al momento, è molto difficile che venga intrapresa della forze politiche

Apertura a riforma pensioni per fare meglio di quota 100

Non solo Reddito di cittadinanza: la Corte dei Conti boccia anche la quota 100, anche in tal caso come già fatto lo scorso 2019, ritenendo che non si tratti di una novità pensionistica efficace ma solo di una soluzione tampone e temporanea che pesa sui conti dello Stato e che dovrebbe essere sostituita da una soluzione strutturale e permanente in grado di garantire la sostenibilità di lungo termine del sistema previdenziale.

La Corte dei Conti apre a novità per la riforma pensioni a patto che venga messa a punto, come detto, una soluzione strutturale, che sia i grado di garantire equilibri e sostenibilità del sistema previdenziale. I giudici sono ben consapevoli del fatto che qualsiasi novità pensionistica avrebbe costi importati ma attuando, a loro parere, una ‘correzione attuariale’ della quota retributiva del trattamento pensionistico, nel caso di pensioni ‘miste’, non creerebbe alcun debito.

Importante la nota positiva che la Corte dei Conte sottolinea riguarda i tavoli iniziati prima del covid tra Governo-Sindacati sulle novità per le pensioni anticipate (e non solo) affermando che i lavori e le proposte vanno verso una giusta direzione. (ma senza sbilanciarsi indciando quali esattamente)

A questo punto, dunque, ci si chiede quali possano essere e novità pensioni strutturali su cui lavorare, visto che le proposte presentate nei mesi scorsi nel corso dei tavoli da governo e sindacati sono state diverse. Chiara la posizione delle forze sociali su richieste che riguardano soprattutto:

  • uscita per tutti a 62 anni e con almeno 20 anni di contributi;
  • pensione di garanzia per i giovani;
  • riconoscimento di sconti contributivi per le donne con figli;
  • misure ad hoc per chi svolge lavori gravosi;
  • rendere strutturale l’Ape social;
  • dividere assistenza e previdenza.

Dal canto suo, il governo aveva anche avanzato una proposta di uscita a 64 anni di età e con 38 di contributi, una sorta di quota 102 con ricalcolo contributivo, insieme a misure da definire per pensioni per i giovani soprattutto con carriere discontinue e precarie.

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