Opzione donna 2019 misure ufficiali decreto pensioni approvato in Gazzetta Ufficiale

di Marianna Quatraro pubblicato il

Quali sono le regole ufficiali per pensione con opzione donna 2019 dopo approvazione decreto in Gazzetta Ufficiali: misure e chiarimenti

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Opzione donna 2019 decreto approvato Gazzetta Ufficiale

L’opzione donna 2019 è misura definitiva dopo la conversione legge in Senato del decreto pensioni: è stata infatti approvata la legge ufficiale di proroga della misura sperimentale per l’uscita prima delle donne lavoratrici sia dipendenti che autonome. Vediamo quali sono le regole ufficiali previste per l’opzione donna ancora prorogata e iter delle domande di pensionamento all’Inps.

Opzione donna: regole ufficiali

L’opzione donna 2019 è sempre una misura sperimentale che è stata prorogata ancora per quest’altro anno e, esattamente come la quota 100, anch’essa sperimentale per tre anni, non rappresenta una vera e propria novità pensioni di revisione dell’attuale riforma pensioni, ama solo una possibilità per anticipare il momento della pensione rispetto ai requisiti richiesti per la pensione di vecchiaia, cioè 67 anni di età e 20 anni di contributi.

I requisiti richiesti per andare in pensione con l’opzione donna 2019 sono avere 58 e 59 anni di età, rispettivamente, per lavoratrici dipendenti e autonome, e aver maturato almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2018. Anche per la pensione con opzione donna sono previste finestre di uscita: la finestra pensionistica è il tempo che intercorre tra maturazione dei requisiti per la pensione e momento dell’uscita effettiva.

Due le finestre previste per la pensione con opzione donna: la prima è di 12 mesi e vale per le lavoratrici dipendenti, la seconda è di 18 mesi e vale per le lavoratrici autonome. Per fare qualche esempio pratico di uscita con opzione donna 2019:

  1. per le lavoratrici dipendenti private iscritte a Fondi dipendenti o gestioni sostitutive che decidono di andare in pensione con opzione donna dovendo calcolare una finestra di 12 mesi, la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla finestra e se maturano i requisiti richiesti il 20 maggio 2019 potranno effettivamente uscire il primo giugno 2020;
  2. per le lavoratrici dipendenti private iscritte a Ipsot, Fs che decidono di andare in pensione con opzione donna dovendo calcolare una finestra di 12 mesi, la pensione decorre dal primo giorno successivo alla finestra e se maturano i requisiti richiesti il 20 maggio 2019 potranno effettivamente uscire il 21 maggio 2020;
  3. per le lavoratrici dipendenti pubbliche iscritte all'Ex Inpdap che decidono di andare in pensione con opzione donna dovendo calcolare una finestra di 12 mesi, la pensione decorre dal primo giorno successivo alla finestra;
  4. per le lavoratrici autonome iscritte al Fondo artigiani, commercianti, gestione separata dell'Inps, coltivatori diretti, che decidono di andare in pensione con opzione donna dovendo calcolare una finestra di 18 mesi, la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla finestra.

Novità opzione donna: calcoli pensione e cumulo

Il calcolo della pensione finale con opzione donna 2019 viene effettuato, come già previsto, esclusivamente con sistema contributivo, il che porta a dover necessariamente accettare riduzioni sulla pensione finale, tagli che possono arrivare in alcuni casi anche al 30%.

Per l’opzione donna, inoltre, non è prevista la possibilità di cumulo dei contributi, non si possono cioè sommare i contributi versati in gestioni previdenziali diverse per raggiungere il requisito contributivo dei 35 anni richiesti.

Pensioni opzione donna: aggiornamento domande Inps

Per le domande di pensionamento con opzione donna 2019, l’iter di approvazione ufficiale dell’Inps prevede quattro passaggi: accoglimento della domanda, elaborazione della domanda, e cioè analisi e verifica dei requisiti, approvazione della domane e, infine, liquidazione della pensione.

In relazione ai tempi di liquidazione della pensione finale con opzione donna è difficile definire tempi certi, considerando che l’erogazione dei soldi potrebbe avvenire in poche settimane come anche in qualche mese, anche due o tre.

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