Opzione donna 2019 novità proroga o legge strutturale nel DEF per Manovra Finanziaria 2019-2020

Rendere strutturale l’opzione donna per tutelare donne e loro lavoro: le intenzioni del governo e novità Def 2019

Opzione donna 2019 novità proroga o legg

Opzione donna proroga legge strutturale Manovra Finanziaria

L'opzione donna per permettere alle lavoratrici dipendenti e autonome di anticipare il momento della pensione potrebbe essere prorogata ancora alle nate nel 1961 ma anche diventare legge strutturale con la prossima Manovra Finanziaria 2019-2020. Vediamo quali sono le novità del nuovo Def 2019 ufficiale per opzione donna.

Opzione donna 2019: novità Def

Il nuovo Def, Documenti di Economia e Finanza che pone le prime misure che potrebbero rientrare nella prossima Manovra Finanziaria, è stato approvato in Consiglio dei Ministri e sono diverse le prime misure annunciate, a partire da nuove misure per la famiglia.

Al momento, stando a quanto riportano le ultime notizie, in merito alle pensioni non ci sarebbe alcun riferimento anche se sono diverse le ulteriori novità per le pensioni attese per il prossimo anno, come annunciato dal sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon.

Tra queste anche la proroga dell'opzione donna anche alle nate nel 1961, modifica che era già stata proposta in Parlamento al momento delle discussioni finali del decreto pensioni 2019 diventato legge ma rimandata al prossimo anno, come detto dallo stesso sottosegretario Durigon, per mancanza di risorse economiche necessarie. Ma le novità non finiscono qui.

Novità opzione donna: prospettiva di legge strutturale

Stando a quanto riportano le ultime notizie, è possibile che l'opzione donna non venga prorogata ma diventi una legge strutturale per tutte le lavoratrici dipendenti e autonome che decidano di andare in pensione prima rispetto ai requisiti richiesti dalla pensione di vecchiaia, che oggi sono di 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Sembra, infatti, che il governo voglia rendere dunque strutturale l’opzione donna ma nulla di esplicito è stato inserito al momento nel nuovo Def 2019 approvato.

Proprio il sottosegretario Durigon avrebbe spiegato come la categoria maggiormente penalizzata dalla novità di quota 100 sia certamente quella femminile, considerando che le donne hanno infatti spesso carriere lavorative discontinue, non riuscendo ad arrivare al minimo di 38 anni di contributi previsti proprio dalla quota 100, senza considerare che si tratta di una novità pensioni che non prevede alcun beneficio contributivo per chi ha figli.

Proprio per sostenere e tutelare le donne e il loro lavoro, l’intenzione del governo, stando alle ultime notizie, sarebbe quella di rendere strutturale l’opzione donna, ma anche di puntare alla quota 41 per tutti senza alcun paletto e alcuna condizione e alla quota 100 allargata. E si attendono ulteriori novità per cercare di capire se e quando le modifiche alle penisoni annunciate arriveranno.