Opzione donna 2019 oggi martedý novitÓ date voto Camera, Senato e conversione in legge su Gazzetta ufficiale decreto pensioni

di Marianna Quatraro pubblicato il

Nessuna proroga ulteriore per opzione donna e altri emendamenti bocciati: prossimi passaggi del decreto pensioni per conversione in legge ufficiale

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L’opzione donna proroga ancora per il 2019 per tutte coloro che hanno maturato 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2018 è tra le misure presenti nel decreto pensioni 2019 insieme a quota 100, proroga ape sociale e pensione anticipata con blocco delle aspettative di vita e requisiti ancora fermi a 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi di contributi per le donne. Il decreto pensioni con proroga opzione donna 2019 si avvia ora al voto alla Camera per poi passare nuovamente in Senato. Vediamo quali sono i passaggi per la conversione in legge ufficiale del provvedimento.

Proroga opzione donna 2019: nuove date voto finale Camera e Senato

Stando alle ultime notizie ad oggi martedì 19 marzo, il decreto pensioni viaggerebbe verso la fiducia in Senato. I passaggi che ancora attendono il testo perché venga ufficialmente convertito in legge sono: voto alla Camera, che al momento sarebbe in programma giovedì 21 marzo; ritorno in Senato per il voto finale che porterà alla conversione definitiva del decreto pensioni in legge ufficiale e dovrebbe essere in programma tra lunedì 25 marzo e mercoledì 27 marzo; pubblicazione del provvedimento ufficiale in Gazzetta Ufficiale dopo due o tre giorni al massimo dal voto in Senato. E proprio in Aula a Palazzo Madama, dove è stato già confermato che non sarà presentato alcun emendamento, il governo si prepara a porre la fiducia sul decreto pensioni.

Del resto, non si potrebbe andare oltre il 27 marzo per chiudere la partita sul testo, considerando che i tempi sono molto stretti dovendo convertire il decreto in legge ufficiale entro il 29 marzo come previsto dalla normativa sui 60 giorni di tempo per la conversione di un decreto in legge ufficiale e visto che l’iter del decreto pensioni è partito in Parlamento a fine gennaio, entro la fine di questo mese di marzo scadono i termini.

Inoltre, solo quando il decreto pensioni sarà ufficialmente legge, potranno essere ufficialmente approvate le prime domande di pensione con le ultime novità di pensioni anticipate 2019, da quota 100 a opzione donna, anche se lo stesso Inps ha comunicato che le prime domande di pensione con opzione donna 2019, ma anche con quota 100, sono state accolte e in fase di verifica dei requisiti e alcune sono state anche già approvate, ma in via provvisoria proprio nell’attesa della conversione ufficiale del decreto, per poi procedere alle relative liquidazioni, anche se in tal caso è difficile dare certezza sui tempi. I soldi, infatti, si potrebbero avere in una o due settimane come anche in uno, due, o tre mesi.

Opzione donna 2019: emendamenti approvati e bocciati

Le discussioni del decreto pensioni alla Camera non hanno apportato alcuna modifica all’opzione donna così come già approvata: nessuna proroga per le nate nel 1961 e nessuna proroga in termini di tempi di possibilità di usufruire della misura sperimentale per uscire prima. Il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, cui ha fatto eco il vicepremier Di Maio, ha però spiegato che la proroga dell’opzione donna si farà il prossimo anno. Al momento è stato impossibile estendere la misura anche alle nate nel 1961 per scarsa disponibilità di risorse economiche.

Nulla di fatto anche per la cancellazione della finestra di tre mesi per la pensione anticipata e per la quota 41 per tutti senza paletti e anche per queste misure il governo ha aperto ad una loro attuazione non appena saranno disponibili i soldi necessari.

Gli unici emendamenti approvati alle novità pensioni sono stati aumento della soglia del Tfs da 30 a 45mila da erogare subito agli statali che decidono di andare in pensione con la quota 100 (già approvato nel primo passaggio in Senato); novità per pensioni di invalidità con aumento della soglia del patrimonio mobiliare da 5mila a 7.500 euro in più per ciascun componente disabile per la domanda di pensione e reddito di cittadinanza; pensione di cittadinanza anche agli over 67 che vivono con persone più giovani con disabilità grave o non autosufficienza; aumento di 50 euro sia per pensione che per reddito di cittadinanza; e riscatto agevolato della laurea anche per gli over 45 che hanno iniziato a lavorare prima del 1996.

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