Opzione Donna proroga 2019 in Gazzetta Ufficiale pubblicazione e iter successivo. Motivi ritardi

Rischi per pensione con opzione donna prorogata a causa di ritardi: manca ancora la pubblicazione del decreto pensioni in Gazzetta Ufficiale

Opzione Donna proroga 2019 in Gazzetta U

Opzione Donna proroga 2019 iter ritardo motivi

A quasi una settimana dall’approvazione del decreto pensioni in Consiglio dei Ministri, si attende ancora la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale. Il rischio è quello che i tempi di conversione in legge del decreto possano allungarsi.

Decreto opzione donna: ritardo pubblicazione Gazzetta Ufficiale e motivi

Stando a quanto confermano le ultime notizie, la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale era attesa dopo cinque giorni, in modo da poter poi dare il via all’iter parlamentare che massimo in 60 giorni dovrebbe concludersi. Pena: la decadenza del decreto stesso, cosa in realtà mai accaduta. Ad oggi manca ancora il decreto per la proroga di opzione donna 2019 in Gazzetta Ufficiale e se il vicepremier Di Maio ha immediatamente dichiarato al Corriere della Sera che il ritardo della pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale non dipende da lui, i sottosegretari a Lavoro, Claudio Durigon e Massimo Garavaglia, hanno invitato alla calma.

I motivi del ritardi dipendono essenzialmente da ulteriori verifiche che i tecnici della Ragioneria di stato stanno ancora portando avanti, soprattutto per quanto riguarda la questione coperture. In particolare, il sottosegretario Durigon ha confermato come si sia ancora in una fase interlocutoria perché resta ancora da sciogliere il nodo relativo al Tfs per gli statali e quello relativo al possibile ampliamento del riscatto di laurea da far valere anche per i 50enni. Tuttavia, secondo Garavaglia, non si tratta della fine del mondo se il decreto arriva in ritardo in Gazzetta Ufficiale.

Opzione donna 2019 proroga e ritardo: le conseguenze

In realtà, i ritardi nel percorso di conversione in legge del decreto pensioni comportano una serie di conseguenze perché fino a quanto il decreto non sarà ufficialmente legge, non si potrà andare in pensione con le novità riportate decreto. C’è, inoltre, da sottolineare che affinchè possano essere effettivamente presentate le domande per andare in pensione con opzione donna prorogata, al termine dell’iter parlamentare bisognerà aspettare ulteriormente l’arrivo delle circolari attuative dall’Inps. Se, dunque, non verranno rispettati i tempi annunciati e si allungheranno, anche i tempi per presentare domanda per andare in pensione con opzione donna 2019 potrebbero slittare e non partire dal prossimo mese di marzo.

Stando a quanto deciso, infatti, considerando il termine dell’iter parlamentare in 60 giorni, per andare in pensione con opzione donna prorogata, valida per le lavoratrici dipendenti nate nel 1960 e le lavoratrici autonome nate nel 1959, che abbiano maturato 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2018, la domanda potrebbe essere presentata da marzo. Resta fermo il calcolo della pensione finale per opzione donna esclusivamente con sistema contributivo, per cui le donne che decideranno di uscire con l’opzione donne riceveranno un assegno che potrebbe ridursi fino anche al 30% rispetto a quello che percepirebbero raggiungendo i normali requisiti per la pensione di vecchiaia.