Opzione Donna proroga 2020 novità con nuovo Governo Pd-M5S

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Qual è il futuro dell’opzione donna con nuovo governo Pd-M5S: si va verso una ulteriore proroga. Cosa potrebbe cambiare

L’opzione donna, insieme a quota 100, quota 41 e ape social, è tra le novità pensioni in discussione con il nuovo governo nato dall’alleanza Pd-M5S. Ci si chiede se la misura, al momento sperimentale per tutte le donne lavoratrici, sarà ulteriormente prorogata o cancellata o modificata, così come ci si chiede quale sarà il futuro della novità pensioni di quota 100 approvata dal governo Lega-M5S e se si farà finalmente qualcosa di concreto per la quota 41 per tutti, permettendo a tutti i lavoratori di andare in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dal requisito dell’età e senza alcun paletto o condizione. Quali sono le intenzioni del nuovo governo Pd-M5S sull’opzione donna?

Cosa farà nuovo governo Pd-M5S per opzione donna?

Stando a quanto riportano le ultime notizie, l’opzione donna, già prorogata per il 2019 dal governo Lega-M5S, potrebbe essere ulteriormente prorogata anche nel 2020 dal nuovo governo Pd-M5S con eventuale ampliamento dei requisiti per accedervi. E’, infatti, possibile, come già anticipato tempo fa, che l’opzione donna possa allargarsi a comprendere anche le nate nel 1962 per ampliare la platea delle potenziali beneficiarie della misura.

L’ulteriore proroga dell’opzione donna sembra un’ipotesi decisamente fattibile, alla luce del fatto che è una misura vantaggiosa visto che nel medio-lungo termine permette allo Stato di risparmiare.

In pensione con opzione donna: regole e requisiti

Cosa prevede la pensione con opzione donna? L'opzione donna, ancora misura sperimentale dunque, permette a tutte le lavoratrici dipendenti e autonome di andare in pensione prima rispetto ai normali requisiti della pensione di vecchiaia, per cui sono richiesti 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi.

Con l’opzione donna, infatti, lavoratrici dipendenti, sia pubbliche che private, e autonome possono andare in pensione, rispettivamente, a 58 e 59 anni di età a condizione di aver maturato almeno 35 anni di contributi. Per la decorrenza ufficiale della pensione con opzione donna bisogna considerare due finestre: una di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e una di 18 mesi per le lavoratrici autonome.

Il calcolo della pensione finale per chi decide di andare in pensione prima con opzione donna viene effettuato esclusivamente con sistema contributivo, metodo che prevede tagli dei trattamenti finali rispetto a quelli che si percepirebbero andando in pensione di vecchiaia a 67 anni fino anche al 30%, ed è proprio da questi tagli che lo Stato trae risparmi da poter impiegare per ulteriori proroghe della misura.

Quali sono i contributi validi per pensione con opzione donna

La pensione finale con opzione donna si calcola, come detto, con solo sistema contributivo. E’ bene sapere che i contributi validi ai fini pensionistici per opzione donna sono:

  1. contributi obbligatori e volontari;
  2. contributi da riscatto;
  3. contributi da ricongiunzione;
  4. contributi figurativi, ad eccezione di quelli per disoccupazione e malattia.

Per il calcolo della pensione finale con opzione donna non si può effettuare il cumulo dei contributi previdenziali versati in diverse gestioni durante la propria carriera professionale.