Pensione, sono sufficienti 100 euro per uscire prima. E ultimi sviluppi interventi previsti

Anche un investimento minimo permetterebbe di accumulare un prezioso tesoretto per il futuro ovvero vanno a riempire il salvadanaio del fondo pensione.

Pensione, sono sufficienti 100 euro per

Come funziona la previdenza complementare


Il suggerimento inviato ai lavoratori, giovani e meno giovani, alle prese con carriere professionali discontinue è sempre lo stesso: investire adesso nella previdenza completare così da garantirsi un tesoretto da far fruttare in futuro, al momento della pensione. Più semplice a dirsi che a farsi sia perché, regole alla mano, il taglio del traguardo della pensione viene costantemente spostato in avanti e sia per la difficoltà a destinare una parte delle risorse mensili nella previdenza completare se il lavoro non c'è. In ogni caso il funzionamento è libero ovvero ciascun lavoratore può decidere quanto spostare sulla previdenza completare per supportare l'assegno previdenziale che un giorno sarà versato ogni mese dall'Inps.

Come funziona la previdenza complementare

In buona sostanza i lavoratori destinano un importo variabile ai gestori finanziari dei fondi per la previdenza complementare che, a loro volta, investono queste somme come meglio credono tra azioni e obbligazioni, ad esempio. Da qui l'importanza di scegliere con estrema cura il fondo a cui affidare i propri soldi, ben sapendo che saranno restituiti molto in avanti nel tempo come rendita aggiuntiva da sommare alla pensione e che dunque corrisponde alla quota del montante accumulato nel fondo nel corso degli anni. In ogni caso è bene sapere che tutte le operazioni sono controllate dalla Commissione di vigilanza sui fondi pensione.

Due dettagli operativi sono utile per capire se, come e quanto investire in un fondo per la previdenza complementare. Innanzitutto i lavoratori possono richiedere tutto l'importo accumulato oppure scegliere una distribuzione graduale per quote mensili. In seconda battuta non è necessario maturare i requisiti per la pensione per accedere al capitale accumulato. Le norme in vigore prevedono infatti l'opportunità per l'intestatario di percepire (una parte o tutto) il capitale accumulato nel fondo anche senza rispettare i requisiti per accedere al trattamento previdenziale. Ma quanto andrebbe versato nel fondo per la pensione complementare?

100 euro per uscire prima bastano

Anche un investimento minimo permetterebbe di accumulare un prezioso tesoretto per il futuro ovvero vanno a riempire il salvadanaio del fondo pensione. Possono bastare 100 euro al mese fino al giorno del raggiungimento dell'età della pensioni per farsi un'idea. Il tutto ricordando che i versamenti per la pensione complementare sono deducili dal reddito Irpef. Il tutto ricordando come esistano anche i Pan-european personal pension, i cosiddetti Pepp, ovvero i prodotti pensionistici studiati per alcune categorie ben precise come studenti, lavoratori autonomi e dipendenti.

E tutto sugli sviluppi dei possibili interventi

Nella notte tra giovedì e oggi venerdì 28 settembre il governo Conte ha approvato la nota di aggiornamento al Def per la nuova Legge di Bilancio 2019 confermando, come riportano le ultime notizie, l’inserimento delle misure chiave di questo governo, dall’istituzione del reddito di cittadinanza, all’approvazione della novità per le pensioni di quota 100, alla pace fiscale con la chiusura delle cartelle Equitalia fino ad una determinata somma, alla flat tax al 15% per circa un milione di persone, alla pensione di cittadinanza. Cosa cambierà, dunque, per le pensioni dal prossimo anno?

Le ultime e ultimissime notizie confermano l’intenzione del governo Conte di voler andare oltre le attuali norme pensionistiche contenute nella Legge Fornero per dare ai lavoratori la possibilità di andare in pensione prima con la quota 100. Stando alle ultime e ultimissime notizie, la novità per le pensioni di quota 100, come formulata nel Def, dovrebbe interessare circa 400 mila persone che, secondo i partiti di maggioranza, permetterebbero, al contempo, ad altrettanti giovani di entrare nel mondo del lavoro. Nonostante la ferma intenzione di superare la legge Fornero sulle pensioni, in realtà, la novità per le pensioni di quota 100 andrà a rappresentare una possibilità di uscita prima ma non sostituirà le attuali norme pensionistiche in toto, per cui per la pensione di vecchiaia, comunque, dal primo gennaio 2019 bisognerà raggiungere i 67 anni di età. E un anno in più rispetto ai requisiti attuali sarà richiesto anche per andare in pensione anticipata.

Le ultime notizie relative alla novità per le pensioni di quota 100 inserita nel Def e da approvare con la prossima Legge di Bilancio non specificano però come sarà effettivamente formulata la quota 100. Rispetto alla iniziale versione che prevedeva una base di partenza di 64 anni di età e 36 anni di contributi, potrebbe infatti prevede anche un’età inferiore per l’uscita, a 62 anni di età cioè e 38 anni di contributi. Ma, novità da tempo in circolazione, potrebbe prevedere anche penalità per chi deciderà di andare in pensione prima, cosa che comunque non renderebbe sempre conveniente l’uscita prima con il nuovo sistema di quota 100.

In merito alle penalità resta ancora da stabilire di quale entità saranno: stando alle ultime e ultimissime notizie, infatti, la penalizzazione potrebbe essere dell’1,5% per ogni anno in cui si decide di andare in pensione prima rispetto alla soglia dei 67 anni necessari per la pensione di vecchiaia dal prossimo anno; o dello 0,5-1%; o si potrebbe prevedere un calcolo della pensione esclusivamente con sistema contributivo dei contributi versati dal 1995.

Deluse, invece, le aspettative di chi attendeva novità per quanto riguarda ulteriore proroga dell’opzione donna e novità per le pensioni di quota 41. Nella prossima Manovra Finanziaria, infatti, non vi sarà, stando a quanto confermano le ultime notizie, alcuna proroga dell’opzione donna, almeno per il momento, per permettere a lavoratrici statali e autonome e private di anticipare l’uscita fino anche a dieci anni ma accettando un calcolo della pensione finale solo con sistema contributivo e quindi percependo assegni nettamente inferiori a quelli che invece prenderebbero con calcolo normale; né è previsto l’inserimento della novità per le pensioni di quota 41 che, secondo le ultime notizie sarebbe potuta diventare e potrebbe nel prossimo anno diventare quota 42, per permettere a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 18 anni di andare in pensione con solo 41 anni di contributi e indipendentemente dal requisito anagrafico. E’ possibile che questa novità per le pensioni sarà inserita nella Legge di Bilancio del prossimo anno ancora. Ma bisognerà anche in tal caso far i conti con quelle che saranno allora le risorse economiche dispoibili.  

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