Pensione adeguata con pensione anticipata 7 anni prima già da ora

Una delle opzioni in vigore per il prepensionamento è l'isopensione, definita più comunemente scivolo pensionistico. Consente andare in pensione prima della maturazione dei requisiti.

Pensione adeguata con pensione anticipat

Isopensione: ritiro fino a sette anni prima


Una pensione adeguata, come ce la si può garantire? Uscire fino a 7 prima, lo potrebbe essere per molti e in tanti lo possono già fare.
Anche se economicamente non sono strade economicamente sempre convenienti, il lavoratore può scegliere la strade del prepensionamento ovvero dell'uscita in anticipo dal modo dell'occupazione. Occorre però il rispetto di requisiti ben precisi sia in termini anagrafici e contributivi (e di situazione aziendale nel caso dello scivolo pensionistico con cui ritirarsi fino a sette anni prima) per fruire di queste opportunità. Esistono comunque diversi tipi di uscita anticipata dal lavoro di cui beneficiare, anche perché non esiste più la pensione di anzianità con cui accedere al trattamento previdenziale senza il requisito anagrafico previsto per quella di vecchiaia purché si avesse una certa anzianità contributiva. In sintesi la possibilità è triplice: isopensione, Ape aziendale e assegno straordinario.

Isopensione: ritiro fino a sette anni prima

Una delle opzioni in vigore per il prepensionamento è l'isopensione, definita più comunemente scivolo pensionistico. Consente andare in pensione prima della maturazione dei requisiti previsti dalle legge previdenziale. Più esattamente, a chi mancano fino a sette anni viene data l'opportunità su base volontaria di ritirarsi prima rinunciando a una parte dell'assegno. Percepisce cioè solo una somma calcolata sulla base dei contributi versati fino a quel momento e nel frattempo vengono accreditati i contributi per il calcolo dell'importo definitivo. Serve comunque un accordo con il sindacato di riferimento che prevede una finestra massima di apertura entro la quale far iniziare il conteggio dei futuri quattro anni. I l consenso non è necessario solo in caso di licenziamenti collettivi.

Il meccanismo di funzionamento è chiaro: l'azienda versa all'Inps sia i contributi che il lavoratore avrebbe dovuto versare nel settennato e sia il calcolo dell'isopensione stimata dall'Istituto di previdenza. E spetta ovviamente all'Inps procedere all'erogazione della pensione. Tuttavia questa possibilità non è concessa a tutti, ma solo agli occupati presso aziende che hanno più di 15 dipendenti, ai quali manchino non più di 7 anni al raggiungimento dei requisiti per la pensione. Oppure a quelli oggetto di un accordo sindacale aziendale con le organizzazioni più rappresentative. E ai lavoratori che concludono un ulteriore accordo con l'impresa, con cui si fornisce il consenso alla cessazione del rapporto.

Ape aziendale e assegno straordinario

Introdotta o scorso anno, l'Ape aziendale permette alle aziende di incentivare l'esodo dei lavoratori con almeno 63 anni di età, offrendo un contributo per abbassare i costi dell'anticipo pensionistico volontario. Per ciascun anno o sua frazione di anticipo rispetto alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, il contributo non deve essere inferiore all'importo della contribuzione volontaria basata sulla retribuzione percepita dal lavoratore prima del pensionamento.

L'assegno straordinario fa parte delle procedure di agevolazione all'esodo dei dipendenti e spetta ai dipendenti che maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata entro 7 anni. L'importo è pari a quello della pensione spettante alla data di cessazione del rapporto di lavoro, compresa la quota di pensione calcolata sulla base della contribuzione mancante per il diritto alla pensione di vecchiaia.