Pensione all'estero: conviene sempre spostare la residenza fuori dall'Italia?

Il costo della vita in Italia è più alto che altrove. E l’elevata incidenza del prelievo fiscale erode un gruzzoletto che per la maggior parte degli italiani, già di per sé non è poi così cospicuo

Pensione all'estero: conviene sempre

Conviene spostarsi all'estero per godersi la pensione?


La tendenza è in voga da qualche tempo. E sta iniziando ad accendere un dibattito abbastanza serrato in Italia. Il tema è quello del trasferimento della propria pensione all’estero. Una scelta che, se fatta, nasconde una convenienza che scaturisce direttamente da un costo della vita meno elevato e di tasse meno elevate rispetto all’Italia. Ma conviene sempre spostare la residenza fuori dall’Italia? Vediamo di approfondire l’argomento.

Conviene sempre spostare la residenza?

Alla domanda se conviene spostare sempre, in ogni caso, la propria residenza dall’Italia per godersi la propria pensione, non si può rispondere in maniera univoca. Bisogna infatti tenere in considerazione alcuni aspetti che devono essere decisivi nell’ambito di una scelta così radicale. Ovviamente nel caso in cui si sceglie una possibilità del genere è perché si vorrebbero migliorare le proprie condizioni almeno quando si può godere della propria pensione dopo magari una vita di sacrifici e rinunce. Una decisione che viene adottata soprattutto per due motivi. Il costo della vita che in Italia può essere mediamente alto, come invece mediamente bassi sono gli assegni pensionistici medi. E l’elevata incidenza del prelievo fiscale erode un gruzzoletto che per la maggior parte degli italiani, già di per sé non è poi così cospicuo.

Pensione all'estero quando conviene

L’esempio che viene riportato più frequentemente per descrivere questo fenomeno è quello del Portogallo. Un Paese che ha superato la crisi economica, proprio grazie alla scelta di tenere basso il prelievo fiscale e di aver adottato una linea che sulle pensioni, è davvero molto conveniente visto che per i primi dieci anni non si pagano affatto tasse sulla pensione. E il costo della vita non è poi così elevato. Per fare un esempio concreto, si può prendere il caso di un pensionato che percepisce una pensione del valore di mille e cinquecento euro circa pensionistico in Italia. Lo stesso pensionato, se decide di trascorrere la fase della pensione in Portogallo ha un potere d’acquisto che è pari a duemila euro. Proprio in virtù di una legislazione molto conveniente.

Ancora più conveniente quando a questo risparmio si aggiunge quelle che deriva dal costo della vita più basso di un venti per cento abbondante. Basta tracciare la linea sommatoria per capire che una pensione di mille e cinquecento euro in Italia, vale duemila e quattrocento euro circa in Portogallo. Niente male. Bisogna soggiornare nella nuova abitazione estera da circa 183 giorni, che diventano 184 in relazione agli anni bisestili, iscriversi all’Aire entro i primi tre mesi dal momento del trasferimento. Ed inoltrare infine una raccomandata direttamente all’Inps, in cui si specifica il luogo di trasferimento estero e la richiesta dell’erogazione dell’assegno pensionistico su un conto corrente bancario o postale estero.

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