Pensione anticipata 2020, 4 modi per andare prima anche per il coronavirus. Come fare

di Marianna Quatraro pubblicato il
Pensione anticipata 2020, 4 modi per and

Pensione anticipata coronavirus quattro modi come fare

Isopensione, contratto di espansione, fondi bilaterali, calcolo con Naspi e cassa integrazione: come andare in pensione prima per coronavirus

Isopensione, contratto di espansione, fondi bilaterali, calcolo con Naspi e cassa integrazione: sono queste le nuove strade che alcuni lavoratori possono decidere di percorrere per andare in pensione anticipata ai tempi del coronavirus.

Si tratta di quattro differenti modi di andare in pensione prima, grazie a scivoli di accompagnamento alla pensione finale, che prevedono requisiti differenti. Vediamo come fare ad andare in pensione anticipata per coronavirus.

Andare in pensione prima coronavirus con isopensione

Uno dei principali modi per andare in pensione anticipata per coronavirus è l’isopensione, sistema che permette di uscire prima fino a 7 anni ma si tratta di una possibilità valida solo per lavoratori di aziende con più di 15 dipendenti e permettere alle stesse aziende di dar vita ad un ricambio generazionale a lavoro.

Per andare in pensione prima con l’isopensione,azienda e organizzazioni sindacali più rappresentative devono sottoscrivere uno specifico accordo.

Una volta raggiunto l'accordo sindacale, il datore deve presentarlo all'Inps che deve validarlo. La domanda per la pensione anticipata con isopensione deve essere presentata all’Inps direttamente dall’azienda e l’Istituto stesso si occupa poi dell’erogazione dell’assegno in un’unica soluzione o a rate fino a quando il lavoratore raggiunge i normali requisiti pensionistici.

Andare in pensione prima coronavirus con contratto di espansione

Altro modo per andare in pensione prima ai tempi del coronavirus è il contratto di espansione, sistema anch’esso volto a sostenere il ricambio generazionale e che vale solo per lavoratori dipendenti di aziende e imprese che abbiano più di mille dipendenti.

Per andare in pensione prima con contratto di espansione è necessario che:

  • al lavoratore interessato alla misura manchino al massimo 5 anni per la maturazione dei normali requisiti pensionistici (vale a dire 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi);
  • l’azienda dove è impiegato il dipendente in uscita prima si impegni ad assumere lavoratori a tempo indeterminato, anche in apprendistato, o a definire piani di riduzione di orario di lavoro fino al 30% per favorire nuove assunzioni.

L’importo che viene erogato ai lavoratori che decidono di andare in pensione anticipata con questo sistema è pari al trattamento pensionistico lordo maturato al momento della cessazione del rapporto lavorativo.

Andare in pensione prima coronavirus con fondi bilaterali

Per andare in pensione prima in questo particolare momento di emergenza coronavirus, altra strada possibile è quella dei fondi bilaterali, altro sistema di accompagnamento alla pensione finale per lavoratori dipendenti solo di aziende e imprese che aderiscono fondi bilaterali, come fondi esattoriali, credito ordinario e cooperativo, di imprese assicuratrici, ecc..

Questo sistema permette di lasciare 5 anni prima rispetto al raggiungimento dei requisiti di pensione percependo nel frattempo dall’azienda sia la quota di pensione maturata alla data di cessazione del rapporto di lavoro e sia l’accredito della contribuzione che contribuisce ad aumentare l’importo della pensione finale.

Durate il periodo dello scivolo verso la pensione finale, il dipendete uscito può anche svolgere anche lavori.

Andare in pensione prima con Naspi o Cassa Integrazione

Altra soluzione per pensione prima sono rappresentate da Naspi o Cassa Integrazione grazie calcolo dei contributi figurativi accreditati nei periodi di non lavoro e validi ai fini pensionistici.

Se, infatti, se un lavoratore che ha 65 anni di età e cui mancano solo due anni per arrivare alla pensione di vecchiaia (67 anni), se si fa licenziare riuscendo a percepire la Naspi per i 24 mesi al massimo possibili per legge, può arrivare a maturare i requisiti pensionistici per i due anni mancanti con accredito dei contributi figurativi.

La Naspi in tal caso funge da scivolo verso la pensione finale e stesso discorso vale per la cassa integrazione, e soprattutto in questo delicato momento economico e lavorativo Naspi e Cassa Integrazione possono rappresentare un ponte verso il raggiungimento della pensione finale.

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