Pensione anticipata contributiva requisiti, contributi, calcolo per andare tre anni prima. Regole aggiornate

Cosa prevede la pensione anticipata contributiva per uscire prima e per chi va: chiarimenti, informazioni e spiegazioni su chi può avvalersene

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La pensione anticipata contributiva 2019 è uno dei sistemi che permette di andare in pensione prima rispetto ai requisiti richiesti per il raggiungimento della pensione di vecchiaia che quest’anno 2019 sono di 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi e che quest’anno si affianca alle novità pensioni approvate per uscire prima dalla quota 100, alla proroga opzione donna 2019, all’ape social 2019 prorogata, senza dimenticare ape volontaria e altri sistemi come isopensione e Rita.

La pensione anticipata contributiva, tuttavia, non è una possibilità valida per permettere a tutti contributiva di andare in pensione prima ma è possibile solo per alcune categorie di lavoratori.

Quando è possibile collocarsi prima a riposo optando per la pensione anticipata contributiva? Vediamo quali sono i requisiti richiesti per la pensione anticipata contributiva, chi può richiederla e le regole aggiornate 2019.

Pensione anticipata contributiva: requisiti e contributi richiesti

La pensione anticipata contributiva può essere richiesta dai lavoratori che hanno maturato contributi a partire esclusivamente dal primo gennaio 1996 e permette di anticipare il momento della pensione finale fino a tre anni rispetto a quanto previsto dalla pensione di vecchiaia. Quest’ano, dunque, permett  di andare in pensione a 64 anni rispetto ai 67 della pensione di vecchiaia.

Rispetto alla normale pensione anticipata, dunque, prevede requisiti diversi: se, infatti, per la normale pensione anticipata sono, infatti, richiesti 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi di contributi per le donne a prescindere dal requisito anagrafico, per la pensione anticipata contributiva, invece, bisogna raggiungere l’età di 64 anni e aver maturato i contributi partire dal 1996 e si può uscire con almeno 20 anni di contributi, come per la pensione di vecchiaia, ma con tre anni di anticipo rispetto a quanto richiesto dalla pensione di vecchiaia.

I requisiti richiesti per poter presentare domanda di pensione anticipata contributiva sono, dunque: aver raggiunto almeno 64 anni di età e aver versato almeno 20 anni di contributi dopo il 1996. Ma non solo: a requisito anagrafico e contributivo si affianca anche un requisito economico.

Per presentare domanda di pensione anticipata contributiva, infatti, bisogna soddisfare un particolare requisito economico: è innanzitutto bene sottolineare che, stando a quanto emerge chiaramente, possono richiedere la pensione anticipata contributiva solo coloro che hanno avuto una carriera lavorativa con una retribuzione medio-alta considerando che per la pensione anticipata contributiva la prima rata della pensione calcolata con metodo contributivo deve essere superiore a 2,8 l’importo mensile dell’assegno sociale.

Per il 2019 il valore dell’assegno sociale è di 457,99 euro e ciò significa che l’importo della prima rata della pensione deve essere superiore a 1.282,37 euro, una cifra che, come dimostrano le ultime notizie, non è certo di un normale trattamento pensionistico attuale, visto che la maggior parte degli assegni erogati sono decisamente inferiori a tale somma.

Pensione anticipata contributiva: calcolo contributi validi

Nel calcolo dei 20 anni di contributi richiesti dalla pensione anticipata contributiva rientrano esclusivamente i contributi effettivamente versati e non valgono i contributi figurativi dell’Inps per i periodi di sospensione o riduzione del lavoro.

Pensione anticipata contributiva: altre categorie ammesse

Insieme a coloro che hanno raggiunto 64 anni di età e hanno maturato almeno 20 anni di contributi dopo il 1996, la pensione anticipata contributiva vale anche per alre categorie di lavoratori: come confermano le ultime notizie, si tratta di coloro che abbiano maturato un’anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995 a condizione che almeno 15 anni di contributi di cui 5 siano successivi al 1995 e versati nella gestione separata Inps.

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di Marianna Quatraro pubblicato il