Pensione, contributi come non perdere e recuperare in vista pubblicazione decreto pensioni in Gazzetta Ufficiale oggi sabato

di Marianna Quatraro pubblicato il

Come recuperare i contributi previdenziali non versati ed evitare di perderli e necessitÓ per calcolo della pensione finale

Pensione, contributi come non perdere e

Pensione contributi Come evitare perdita

Sempre più vicina la pubblicazione del Decreto Pensioni in Gazzetta Ufficiale che potrebbe uscire ufficialmente tra oggi sabato 26 Gennaio e lunedì28 Gennaio. con le novità per quota 100, opzione donna 2019 proroga, aspettative di vita, pensioni anticipate e APe Social 2019. Fondamentale sarà raggiungere per poter uscire con queste forme di anticipo per le pensioni un certo numero di contributi che diventano così sempre più importanti (ma è chiaro che lo sono sempre stati). Ecco, dunque, come fare ad evitare di perderli, intervenire in caso di mancato pagamento e richiedere l'Ecocert il documento ufficiale che è fondamentale, poi, per fare domanda di pensione.
 

Se controllando il proprio estratto conto contributivo per capire quanto bisogna ancora aspettare per poter finalmente andare in pensione e quanto si arriverebbe a percepire si dovesse scoprire che vi sono dei periodi non coperti dal versamento dei contributi previdenziali, il consiglio è quello di correre subito al riparo per evitare spiacevoli sorprese una volta in pensione.

Come non perdere i contributi per la pensione

I contributi previdenziali per la pensione sono quelli obbligatori che il lavoratore ha concretamente versato nella sua gestione e utili al calcolo del trattamento pensionistico finale. Se mancano, è bene sapere che si possono coprire. Per evitare, dunque, di perdere i contributi utili alla pensione finale, molti lavoratori versano contributi volontari per coprire i periodi in cui il lavoratore è stato, per esempio, in aspettativa non retribuita, o ha lavorato con un contratto part-time orizzontale o verticale, o non è stato impegnato in alcun tipo di lavoro. Possono versare i contributi volontari per coprire buchi mancanti tutti i lavoratori dipendenti e autonomi non iscritti all’Inps o ad altre forme di previdenza; i liberi professionisti e i lavoratori parasubordinati non iscritti alla Gestione Separata Inps o ad altre forme di previdenza obbligatoria.  

Quando si avvicina il momento del pensionamento, si fa l’estratto contro contributivo per accertarsi che il requisito richiesto sia effettivamente raggiunto o in fase di raggiungimento. Se in questa fase di controllo, il lavoratore dovesse accorgersi del mancato versamento di qualche contributo è bene che sappia innanzitutto che i contributi vanno in prescrizione esattamente per altre situazioni e poi che è possibile recuperarli, prima che trascorra il tempo della prescrizione. Trascorso, infatti, il termine della prescrizione non è possibile in alcun modo regolarizzare la propria posizione contributiva.
 
Se i contributi mancanti non sono stati versati dal datore di lavoro, il lavoratore dovrà segnalare la mancanza dei contributi che avrebbero dovuto essere versati direttamente all’Inps, chiedendo la regolarizzazione della posizione, tramite sito web dell’Inps. Per i lavoratori dipendenti pubblici, il mancato versamento dei contributi è a carico delle amministrazioni. E’ bene sapere che per non perdere i contributi non versati, dopo 5 anni vanno in prescrizione e se non vengono ‘rivendicati’ prima vanno persi. Se il mancato accredito dei contributi dipende da un’inadempienza da parte del datore di lavoro e il dipendente ha presentato relativa denuncia nei suoi confronti, il termine della prescrizione sale a 10 anni.

Sistema di calcolo dei contributi ed Ecocert per fare domanda all'INPS

Il versamento dei contributi previdenziali è, dunque, necessario per il calcolo al fine del raggiungimento dei requisiti per poter finalmente andare in pensione. E qualsiasi sia il metodo di calcolo della propria pensione finale, i contributi sono comunque fondamentali. Per il calcolo della pensione finale, infatti, si può ricorrere a tre sistemi:

  1. sistema retributivo, che si basa sugli ultimi redditi e le ultime settimane di contributi versate e vale fino al 31 dicembre 2011 per i lavoratori che hanno maturato oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  2. sistema misto, che vale per coloro che hanno maturato meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 e per cui si applica il calcolo retributivo fino al 31 dicembre 1995 e quello contributivo dal primo gennaio 1996;
  3. sistema contributivo, che prevede il calcolo della pensione finale esclusivamente sulla base dei contributi effettivamente versati nel corso della propria vita lavorativa e vale per coloro che non hanno versato alcun contributo prima del 1996 o per chi sceglie questo sistema di calcolo finale.

Da ricordare che fondamentale come documento per controllare effettivamente quanti contributi si hanno e per fare domanda di pensionamento all'INPS per uscire è il certificato Ecocert di cui cui come fare richiesta, l'uso e le istruzioni e le regole lo abbiamo visto in un precedente articolo

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