Pensione di cittadinanza a chi spetta, calcolo, requisiti, Isee, come fare domanda INPS

La pensione di cittadinanza è la versione del reddito di cittadinanza per le famiglie i cui membri hanno da 65 anni in su e un reddito di 7.560 euro.

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Pensione di cittadinanza, a chi spetta


C'è anche la pensione di cittadinanza tra le novità destinate a essere introdotte nel 2019. In buona sostanza si tratta dello strumento che innalza le pensioni minime a un nuovo livello economico, maggiore di quello attualmente in vigore. Ma con una differenza di primissimo piano: la pensione di cittadinanza (al pari del reddito, considerata la misura principale e più generale) non riguarda tutti i pensioni, ma è destinata a una platea molto più ristretta di destinatari e in cui il requisito economico è quello decisivo. Entriamo allora nel vivo per scoprire a chi spetta la pensione di cittadinanza, come funziona, come fare per riceverla. E all'interno della pensione di cittadinanza, sono ricompresi gli aumenti delle pensioni di invalidità 2019 e pensioni minime 2019

Pensione di cittadinanza, a chi spetta e come richiederla

In estrema sintesi, la pensione di cittadinanza è la versione del reddito di cittadinanza per le famiglie i cui membri hanno da 65 anni in su e un reddito di 7.560 euro. Sono dunque due i requisti da tenere in considerazione, quello anagrafico e quello reddituale per l'aumento pensioni minime 2019. Per tutti gli altri ovvero per coloro che non rispettano questi requisiti, l'assegno minimo di pensione resta di 513 euro al mese. La pensione di cittadinanza sarà poi corrisposta attraverso una carta acquisti. L'erogazione non è automatica perché chi vuole ottenere la pensione di cittadinanza deve passare dai Centri di assistenza fiscale (Caf) per farsi calcolare il reddito Isee, non può appunto essere maggiore di 7.560 euro all'anno.

Qui presenta la Dsu (Dichiarazione sostitutiva unica) nella quale indica dati anagrafici, reddituali e patrimoniali del familiare, che ha validità dal momento della presentazione e fino al 15 gennaio dell'anno successivo. La Dsu viene quindi inoltrata all'Inps. Stando alle regole immaginate, la pratica della pensione di cittadinanza va depositata in via telematica a un portale ad hoc o allo stesso Istituto nazionale della previdenza sociale, che poi erogherà il sussidio, oppure tramite le Poste e i Caf, se ci sarà una convenzione con l'Inps (ancora da chiarire). Entro i successivi 10 giorni, l'Istituto di previdenza deve ricevere tutta la documentazione per poi per dare un parere sulla sua accettabilità entro 5 giorni.

Come funziona pensione di cittadinanza

Entro un mese dalla presa in carico, l'Inps manda a casa la carta della pensione di cittadinanza, una card telematica sulla quale viene accreditato il sussidio di 780 euro (o meglio, l'integrazione della pensione minima fino al raggiungimento di questa cifra) e permette l'acquisto di beni e servizi (con alcune limitazioni). Con la card si potrà prelevare fino a 100 euro in contanti e non sono esclusi ulteriori contributi per la cura della salute e l'utenza. Se cambiano le condizioni di reddito per l'aumento delle entrate o per una nuova proprietà, queste vanno comunicate all'Inps entro 30 giorni nel primo giorno ed entro quindici negli altri. In caso contrario si rischia di perdere la pensione di cittadinanza. Toccherà poi agli enti locali individuare gli abusi e segnalarli all'Agenzia delle entrate e alla Guardia di finanza per i controlli. Chi perde la pensione di cittadinanza non può richiederla prima di un anno.