Pensione di cittadinanza in decreto pensioni pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Ecco iter in Parlamento

Finalmente in Gazzetta Ufficiale il decreto pensioni: cosa si prevede per la pensione di cittadinanza e tempi di avvio misura, quando si potrà fare domanda INPS e i passaggi prima in parlamento

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Il decreto pensioni con le novità pensioni di quota 100, blocco delle aspettative di vita per la pensione anticipata, proroga di ape social e opzione donna per il 2019, pensione di cittadinanza a reddito di cittadinanza, è stato finalmente pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Quali sono i prossimi passaggi perché diventi legge?

Pensione di cittadinanza: decreto in Parlamento dopo Gazzetta Ufficiale

Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il decreto pensioni contenente anche il provvedimento relativo alla pensione di cittadinanza si avvia ad iniziare il suo iter in Parlamento e l’auspicio è che questo avvio avvenga in settimana in modo da non allungare ancora i tempi. Le ultime notizie, infatti, confermano che la conversione del decreto in legge e conseguente avvio ufficiale delle novità per le pensioni avverrà solo alla fine delle discussioni parlamentari e se gli emendamenti presentati saranno tanti, i tempi rischiano di allungarsi e far slittare anche l’entrata in vigore delle novità pensioni tanto attese nonché il via alla pensione di cittadinanza per chi vive in condizioni di grosse difficoltà economiche.

Considerando che dal momento dell’arrivo in Parlamento alla conversione in legge del decreto dovrebbero passare 60 giorni, la speranza è che gli emendamenti da discutere siano relativamente pochi ma soprattutto che le discussioni stesse non si portino avanti a lungo o, addirittura, arenino su alcune modifiche anche perché, come confermano le ultime notizie, dopo il passaggio in Parlamento e la conversione in legge del decreto, per l’entrata in vigore ufficiale delle novità bisognerà aspettare le circolari attuative dell’Inps.  

Pensione di cittadinanza 2019: cosa prevede il testo

Il decreto pensioni prevede, dunque, l’istituzione della pensione di cittadinanza ma con aumenti che non saranno per tutti a 780 euro, come inizialmente si diceva, ma saranno diversi e dipenderanno dall’Isee del nucleo familiare. Per avere, infatti, la cosiddetta pensione di cittadinanza di 780 euro bisogna avere un Isee di 9.360 euro; aver superato il 65esimo anno di età o nel caso di una coppia di pensionati almeno uno dei due coniugi sia over 65; avere un valore immobiliare non superiore ai 30mila euro in più oltre una eventuale casa di proprietà; avere un patrimonio mobiliare al massimo di 6mila euro, che aumentano di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, e di 5mila euro nel caso in cui in famiglia vi sia un disabile. E bisogna essere cittadini italiani, europei o extracomunitari con regolare permesso di soggiorno di lungo periodo ed essere residenti in Italia da almeno 10 anni.

Se i tempi dell’iter parlamentare saranno rispettati e non si allungheranno a causa dei tanti emendamenti presentati, allora l’avvio della pensione di cittadinanza dovrebbe scattare da marzo e chi percepisce meno di 780 euro riceverà l’adeguamento all’importo proprio di 780 euro. Per esempio, chi oggi prende 500 euro di pensione avrà 280 euro mensili.

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