Pensione di reversibilità 2019, nuove sentenze tribunali. A chi spetta, requisiti. Cosa cambia

di Marianna Quatraro pubblicato il

Condizioni per coniugi e figli di percepire la pensione di reversibilità: quando essa non viene erogata e come presentare domanda

Pensione di reversibilità 2019, nuove se

Pensione reversibilità chi come quando nuove sentenze

La pensione di reversibilità rappresenta un trattamento pensionistico destinato ai familiari superstiti in caso di morte del pensionato iscritto ad una delle gestioni previdenziali Inps. Si tratta, però, di un trattamento che viene erogato a precise condizioni definite dalla legge e in diversi casi, sempre predefiniti a cui si sono aggiunte situazioni decise da nuove sentenze e che saranno pertanto valdie anche nel 2019.  La pensione di reversibilità è dovuta nel caso in cui il pensionato percepiva una pensione diretta o è in corso la sua liquidazione e in tal caso la pensione passa ai superstiti. L’erogazione del trattamento pensionistico ai superstiti parte dal primo giorno del mese successivo al decesso del pensionato e prevede diverse aliquote in base a tre casi che sono i seguenti:

  1. se il coniuge non ha figli, l’aliquota è del 60%;
  2. se è presente un figlio, l’aliquota è dell’80%;
  3. se sono presenti due o più figli, l’aliquota è del 100%.

Esistono criteri precisi per l’erogazione della pensione di reversibilità ai coniugi o ai figli.

Pensione di reversibilità, per chi, quando e come fare domanda nel 2019

Per esempio, per l’erogazione della pensione di reversibilità ai figli, bisogna verificare l’età, la frequenza di una scuola o di una università e il figlio ha diritto a percepire eventualmente il trattamento fino ai 21 o ai 26 anni, e dell’assenza di un lavoro. In particolare, la pensione di reversibilità spetta principalmente al coniuge e ai figli ed equiparati che al momento del decesso del pensionato o dell’assicurato alla gestione Inps non siano maggiorenni. Nel caso di figli maggiorenni, la pensione di reversibilità viene erogata solo se i figli sono studenti. In particolare, il limite di età passa dai 18 anni ai 21 anni se lo studente frequenta una scuola media o professionale, e dai 18 anni ai 26 anni se lo studente frequenta l’Università.

Vengono considerati figli ed equiparati del lavoratore deceduto anche i minori regolarmente affidati dagli organi di legge, i nipoti minori eventualmente a carico e i figli postumi se nati entro il 13esimo giorno dalla data del decesso. La pensione di reversibilità spetta anche ai figli inabili al lavoro per cui non è previsto alcun limite di età massima per beneficiarne. Il valore dell’assegno di pensione dipende da determinati fattori legati agli anni di lavoro, al tipo di lavoro svolto dal defunto, e al reddito del beneficiario. La pensione di reversibilità può essere richiesta dai superstiti presentando una domanda online per cui l’Inps ha predisposto un servizio dedicato. Basta collegarsi al sito istituzionale dell’Istituto di Previdenza e accedere alla sezione Prestazione e servizi e quindi seguire le indicazioni per la procedura. Nel caso in cui si incontrino difficoltà nella procedura online, è possibile contattare il contact center Inps gratuito.

Quattordicesima ai figli: la misura

Considerando i casi di erogazione della pensione di reversibilità ai figli, è bene chiarire che i figli che ne sono titolari e hanno un lavoro non possono avere diritto a percepire la quattordicesima perché la somma aggiuntiva, stando a quanto chiarito, spetterebbe solo agli over 64.

Pensione di reversibilità: erogazione assegno di divorzio

La pensione di reversibilità è dovuta al coniuge anche se separato legalmente o divorziato e titolare di un assegno periodico divorzile a condizione, però, che non il coniuge superstite non si sia nuovamente sposato perché in tal caso perderebbe diritto alla pensione di reversibilità in quanto non sarebbe più considerato coniuge superstite del defunto. In particolare, dunque, la pensione reversibilità spetta quando il coniuge in vita è titolare di un assegno di mantenimento e non ha ancora contratto un nuovo matrimonio. Con l’entrata in vigore della Legge Cirinnà Legge 76/2016 è stato definito che la pensione di reversibilità al coniuge spetta anche nei casi di superstiti di una unione civile.

Tuttavia, stando a quanto stabilito da una recente sentenza della Corte di Cassazione, non ha diritto a percepire la pensione di reversibilità il coniuge che abbia ricevuto l’assegno di divorzio in un’unica soluzione, perchè per avere il diritto alla pensione di reversibilità bisogna essere titolare di assegno di divorzio al momento del decesso dell’ex coniuge.

Iscriviti al nostro gruppo Facebook sulle pensioni per rimanere aggiornato su tutte le novità: