Pensione invalidità 2019 nuove regole e valori reddito per aumento e integrazione al minimo

Come funziona l’integrazione al minimo dell’assegno ordinario di invalidità e quali sono i nuovi limiti di reddito fissati dall’Inps

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L’Inps ha aggiornato i valori di reddito per ottenere l'integrazione al minimo dell'assegno di invalidità. L’aggiornamento vale per i redditi sia a livello personale che coniugale. Vediamo cosa cambia e quali sono le nuove regole previste per l'erogazione dell'assegno ordinario di invalidità.

Pensione invalidità 2019: nuove regole

L’assegno ordinario di invalidità vale per lavoratori dipendenti e i lavoratori autonomi che abbiano una qualche infermità fisica o mentale che determina una riduzione della capacità lavorativa superiore ai 2/3 della facoltà lavorativa.

L’assegno ordinario di invalidità per cui è previsto un trattamento minimo è diverso dall'assegno mensile di invalidità percepito dagli invalidi civili parziali, che essendo una prestazione assistenziale non prevede alcuna integrazione al trattamento minimo Inps.

Per poter presentare domanda per ricevere l’assegno ordinario di invalidità, il richiedente deve aver un minimo di versamenti contributivi di almeno cinque anni, di cui tre nei cinque anni precedenti la data di richiesta della prestazione.

Per quanto riguarda le regole relative al calcolo dell’assegno, sono previste le stesse regole di calcolo e pagamento di una normale pensione per cui si segue il metodo retributivo per gli anni di contributi versati fino al 1995 o fino al 2011 nel caso di versamento di almeno 18 anni di contributi al 1995, e il metodo contributivo dal 1996 in poi o dal 2012.

Pensioni di invalidità 2019: reddito per avere integrazioni

Stando a quanto riportano le ultime notizie, coloro che hanno un assegno di invalidità inferiore ai 513,01 euro al mese avranno l'integrazione al minimo fino a questa somma se hanno un reddito personale inferiore a 11.907,74 euro annui o inferiore a 17.861,61 euro annui se coniugati. I valori sono, dunque, aumentati dell'1,1% rispetto al 2018 quando i rispettivi limiti di importi erano di 11.778 euro nel caso di persone sole e di 17.667 euro nel caso di coniugati.

Nel caso in cui i valori di reddito appena riportati vengano superati, l’erogazione dell’assegno decade. Inoltre, sempre stando a quanto riportano le ultime notizie, per poter percepire l'integrazione al minimo, il richiedente non deve avere redditi propri o coniugali soggetti all'imposta sul reddito delle persone fisiche per un importo superiore rispettivamente a due o tre volte l'ammontare annuo dell'assegno sociale.

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di Marianna Quatraro pubblicato il