Pensione invalidità più semplice e veloce da ottenere e aumenti in arrivo con nuove leggi

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Pensione invalidità più semplice e veloc

Più semplice ottenere la pensione di invalidità

Importanti cambiamenti per le pensioni di invalidità e stavolta tutti in positivo con nuove leggi 2022-2023

C'è una importante sentenza della Corte di Cassazione sulle pensioni di invalidità che rappresenta un innegabile facilitazioni per chi attende tutti i mesi l'erogazione dell'assegno. Per alcune ben precise categorie di beneficiari, i giudici della Suprema Corte, adottando una interpretazione delle norme che permette di restare agganciati alla percentuale complessiva di invalidità, hanno infatti stabilito una riduzione dei tempi.

Si tratta delle vittime del dovere e del terrorismo. Ma vediamo come si è arrivati a questa conclusione e soprattutto quali sono le conseguenze di tale decisione. Approfondiamo alcuni aspetti specifici tra:

  • Per chi è adesso più semplice ottenere la pensione di invalidità

  • Verso aumenti pensioni di invalidità con nuove leggi 2022-2023

Per chi è adesso più semplice ottenere la pensione di invalidità

La Corte di Cassazione ha dunque provveduto a fissare i principi per il calcolo dei benefici dovuti alle vittime del dovere e del terrorismo. A detta dei togati, il trattamento di coloro che abbiano subito il danno o ottenuto la liquidazione prima dell'entrata in vigore delle disposizioni attuali (risalenti al 2019) deve essere identica a quella di chi lo abbia subito o ottenuto la liquidazione dopo.

I benefici dovuti alle vittime del terrorismo, della criminalità organizzata, del dovere ed ai soggetti ad essi equiparati devono essere parametrati alla percentuale di invalidità complessiva, da quantificarsi con i criteri medico legali.

Come messo nero su bianco dai giudici della Cassazione, l'obiettivo perseguito dal legislatore è quella di ampliare ed estendere i benefici in favore delle vittime qualificate. Agire diversamente esporrebbe il sistema in vigore a insuperabili rilievi di incostituzionalità per violazione dell'articolo 3 della Costituzione, quello che stabilisce che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E ancora: non è ragionevolmente sostenibile che si sia inteso introdurre una disparità di trattamenti liquidativi per una misura di stampo indennitario assistenziale a favore di persone nella medesima condizione di vittime del dovere o del terrorismo in mera dipendenza dal momento in cui la liquidazione sia stata effettuata, né che oltre a ciò ad alcune delle vittime sia riconosciuto il danno morale nel computo dell'invalidità ed ad altre no, solo e sempre in relazione al fatto che la liquidazione sia avvenuta prima o dopo quella stessa data.

Verso aumenti pensioni di invalidità con nuove leggi 2022-2023

Il tutto avviene in un contesto in cui l'esecutivo Draghi ha espresso l'intenzione di dare seguito alla sentenza della Corte Costituzionale che ha evidenziato l'esiguità dell'importo dell'assegno.

Per i giudici, l'importo attuale delle pensioni di invalidità non è in grado di garantire agli interessati il minimo vitale, non rispetta il limite del nucleo essenziale e indefettibile del diritto al mantenimento, garantito a ogni cittadino inabile al lavoro dalla stessa Costituzione. E allo stesso tempo, tra gli obiettivi del PNRR ovvero il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza c'è l'inclusione sociale e la realizzazione di progetti individuali di vita dei soggetti disabili per renderli adulti liberi, indipendenti e non dipendenti dalle Istituzioni.