Pensione Opzione Donna 2018, requisiti domanda

Quali novità per le pensioni potrebbero approvate entro l’anno e situazione attuale: cosa sta succedendo e cosa potrebbe cambiare

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Pensioni Novità 2019 Quota 100 41 42


Ecco le novità sulle pensioni su cui il Governo sta lavorando per introdurle tra il 2018 e il 2019. Si parla di Quota 100 e Quota 42, che prende il posto di Quota 41. Nel frattempo ecco come usufruire di opzione donna già nel 2018, i requisiti per la domanda e come farla.

Anche durante la pausa estiva il dibattito sulle novità per le pensioni è più attuale che mai. All’interno dello stesso governo le posizioni su attuazione e relativi tempi delle novità per le pensioni sono piuttosto contrastanti: c’è chi spinge per la loro immediata approvazione, in modo da farle partire dal 2019, e chi, invece, causa mancanza di risorse economiche, vorrebbe ancora rimandarle.

Pensioni: novità partano dal 2019

Come del resto previsto nell'accordo Lega-M5S subito, entro l'anno, dovrebbe essere approvata la novità per le pensioni di quota 100, in modo da permettere ai lavoratori già da gennaio 2019 di lasciare il lavoro a partire da 64 anni di età e 36 anni di contributi. Del resto, la novità per le pensioni di quota 100 è sempre stata considerata dal leader della Lega il punto di partenza per una totale revisione dell'attuale riforma delle pensioni. Se, però, da una parte, le idee sulla novità per le pensioni di quota 100 sembrano piuttosto chiare, inserirla nella nuova Legge di Bilancio e farla partire dal 2019, dall'altra, la situazione sembra essere ben diversa per la novità per le pensioni di quota 41.

Sembra, infatti, stando a quanto riportano le ultime notizie, che quest'ultima novità potrebbe non essere inserita nella prossima Legge di Bilancio. E' possibile che venga rimandata fino al 2010 così come, secondo le ultime notizie, è possibile che diventi quota 42. Stando a quanto riportano le ultime notizie, infatti, essendo la quota 41 particolarmente costosa per il governo, si potrebbe optare per la quota 42 anni, cioè andare in pensione con 42 anni di contributi invece che con 41 anni di contributi, novità riservata a lavoratori precoci che hanno iniziato a lavorare prima dei 18 anni e ai lavoratori usuranti, e indipendentemente dall’età e si tratterebbe di un cambiamento che renderebbe più fattibile la novità pe le pensioni da un punto di vista economico. Analizzando più attentamente la nuova proposta di novità per le pensioni di quota 42, non solo sarebbe più sostenibile per lo Stato finanziariamente ma non sarebbe poi tanto lontana dai requisiti pensionistici attualmente richiesti per andare in pensione.

Pensioni novità: quota 100 e possibili novità opzione donna

La quota 41, dunque, potrebbe diventare quota 42 e per questa novità i tempi di attuazione si allungherebbero fino al 2020; la quota 100, da inserire nella prossima Legge di Bilancio, prevederebbe, se approvata dal 2019, di andare in pensione a 64 anni di età e 36 anni di contributi; e l’ulteriore possibilità di novità per le pensioni, come riportato dalle ultime notizie, sarebbe l’ulteriore eventuale proroga dell’opzione donna da estendere però anche agli uomini.

Dell’opzione donna anche per gli uomini ha parlato qualche settimana fa Fratelli d’Italia, spiegando che finora con questo sistema sono state perpetrate discriminazioni tra uomini e donne, pensando di tutelare le donne considerando che all’attività lavorativa conciliano i lavori di cura della famiglia. Ma si tratta di una situazione che, secondo Fratelli di Italia, dovrebbe cambiare, motivo per il quale pensa alla possibilità di un’opzione donna estesa per permettere non solo alle lavoratrici statali e private e autonome ma anche agli stessi lavoratori di andare in pensione prima, a 57 e 58 anni di età con 35 anni di contributi, accettando un assegno finale ridotto, fino anche al 30%, per il calcolo del trattamento esclusivamente con metodo contributivo, abbandonando del tutto il più vantaggioso sistema retributivo.

Ma le novità potrebbero non finire qui: secondo le ultime notizie, infatti, per l’eventuale proroga dell’opzione donna potrebbero essere rivisti in generale i parametri di uscita delle lavoratrici da adeguare alla speranza di vita, arrivando alla definizione delle pensioni delle donne fino al 31 dicembre 2020, con i trattamenti che, però, partirebbero proprio dopo questa data.